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Attualità | 24 febbraio 2022, 18:42

Sergei, 30 anni fa ospite di saluzzesi: "Chiunque in Ucraina oggi ha sentito il suono delle bombe"

Accolto a inizio degli anni '90 da una famiglia della provincia Granda per un soggiorno di risanamento dopo il disastro di Cernobyl, oggi la sua Ucraina si è svegliata con scenari di guerra. Una lunga giornata che ha provato a raccontarci

Sergei, 30 anni fa ospite di saluzzesi: "Chiunque in Ucraina oggi ha sentito il suono delle bombe"

A inizio degli anni ’90 li chiamavano ‘soggiorni di risanamento’. Progetti solidali volti ad aiutare le popolazioni provenienti dalle zone contaminate dal disastro di Černobyl'. 

Si ospitavano bambini e famiglie per diverse settimane, a volte anche intere stagioni: il fine era quello di proteggere le persone più esposte agli effetti nocivi delle radiazioni. A questa iniziativa, molti italiani, avevano risposto ‘presente’ accogliendo nelle loro abitazioni, per lunghi periodi, ragazzi bielorussi e ucraini.  

Persone che nel frattempo sono diventate adulte, hanno un lavoro, una famiglia ma che a distanza di 30 anni, grazie ai social, sono riuscite a rimettersi in contatto con chi, ai tempi, li aveva aiutati. 

È il caso di Sergei, che oggi vive in una città situata nell’oblast’ di Kiev. Fu ospite, quando aveva poco meno di 10 anni, di una famiglia del saluzzese, dove ha trascorso un’intera estate. Qui era venuto perché dove viveva l’aria era malsana. Aria che, da questa mattina, è appesantita dalle bombe russe, che sono deflagrate, anche nella vicina capitale dove Sergei vive. 

Triste epilogo di una situazione che dura dal 2014 e che ora è precipitata e che, nel bailamme generale, Sergei è riuscito a riassumere in poche parole.

“Il risveglio questa mattina è stato insolito - ci racconta Sergei raggiunto dalla nostra redazione - siamo stati travolti dalle notizie di esplosioni nei maggiori centri dove sono presenti le unità militari. In alcune città sono suonate le sirene, tutti siamo sotto shock e terrorizzati. Ora, verso l’ora di cena, la situazione sembra essersi tranquillizzata. Ma molti stanno lasciando la propria abitazione e spostandosi verso gli hot spot di sicurezza. Chiunque in Ucraina oggi ha sentito il suono delle bombe.”

Non ha dubbi Sergei come la maggior parte dei residenti nell’area vicina alla capitale: “L’unica responsabile di questa situazione è la Russia. Ci sono molte forze armate russe in giro, arrivano senza dubbio dalle Repubbliche di Doneck e di Luhansk. Sono con le sanzioni dell’Europa e le forze della Nato si potrà riportare la pace nella nostra nazione.”

La giornata più lunga della storia ucraina volge al termine. E’ di pochi minuti fa la notizia che nella capitale è stato imposto il coprifuoco.  

E Sergei chiude la sua testimonianza con il ricordo del suo soggiorno da bambino con una famiglia del saluzzese.

“Ho tantissimi ricordi e tutti quanti sono belli - conclude - Difficile riassumerle in poche righe. Sono grato di aver visitato il vostro paese, per la vostra gentilezza, le emozioni e il vostro calore. Ho amato e tuttora amo l’Italia.”

Daniele Caponnetto

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