Cronaca - 11 febbraio 2022, 16:33

In sette denunciati con l'accusa di aver provocato incendi boschivi

In un solo mese e mezzo. Viene loro imputata una condotta negligente e superficiale nella gestione dei fuochi di pulitura, che sono vietati proprio per la siccità

In sette denunciati con l'accusa di aver provocato incendi boschivi

Nell’attuale periodo di massima pericolosità per gli incendi boschivi, stabilito dalla Regione Piemonte, i Carabinieri Forestali stanno impegnando molte energie per i servizi di prevenzione e monitoraggio del territorio e per il contrasto dei reati sottesi a tali dannosissimi eventi.

Da settimane, ormai, gli incendi sono tra i due e i tre al giorno. Richiedono l'intervento dei vigili del fuoco, dei volontari AIB, presidi notturni, l'utilizzo dell'elicottero della Regione per i lanci, soprattutto nelle zone montane, più difficili da raggiungere a piedi.

Sono praticamente sempre dolosi. A volte per dolo, ma il più delle volte per colpa e negligenza. Ed è il caso, quest'ultimo, imputato alle sette persone segnalate - da inizio anno - all’Autorità Giudiziaria. Per loro l’ipotesi di reato è quella di aver cagionato incendi boschivi con condotte negligenti e superficiali nella gestione dei fuochi di pulitura accesi, poi estesisi ai boschi vicini. Per avere un’idea della criticità in atto si può fare un raffronto con i soli 13 soggetti denunciati nel corso dell’intero anno pregresso.

L’attuale forte disidratazione della vegetazione costituisce un fattore pericolosissimo per gli incendi boschivi. In questo periodo è vietata ogni azione che anche solo potenzialmente possa causare l’innesco di incendi boschivi. Le violazioni sono perseguite molto severamente  sia per quanto riguarda la norma penale (reclusione da uno a cinque anni per gli eventi colposi, da quattro a dieci per quelli dolosi) sia per quanto riguarda la disciplina amministrativa, con sanzioni pecuniarie per l’accensione di fuochi in periodo di divieto che sono state recentemente elevate da 2.064€ a 10.000 €.

Ai responsabili degli eventi può essere richiesto il risarcimento delle spese sostenute dalla collettività per spegnere gli incendi come il costo dei velivoli impiegati, delle squadre e dei mezzi operanti nella lotta attiva.

I Carabinieri Forestali restano in allerta in questa delicata fase ad alto rischio di eventi continuando a monitorare il territorio, a contrastare le condotte illecite quando necessario e a perimetrare le superfici forestali percorse dal fuoco al fine di agevolare i Comuni nell’aggiornamento del catasto degli incendi boschivi. Infatti su tali aree scatta il divieto di variazione della destinazione urbanistica, nonché di caccia e di pascolo. Anche i contributi pubblici eventualmente erogati per quei terreni vengono interrotti.

Le indagini sui sette casi sono in corso di sviluppo.

Barbara Simonelli

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