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Il Punto di Beppe Gandolfo | 24 gennaio 2022, 07:00

Asti-Cuneo, sarà la volta buona?

"Nel 1996 l’allora ministro dei Lavori Pubblici Antonio Di Pietro disse che la conclusione dell’opera era una priorità assoluta. Sono passati 25 anni e si sono alternati diversi governi e diversi ministri ma l’arteria è sempre rimasta ferma a quel troncone monco, nei pressi di Cherasco"

Asti-Cuneo, sarà la volta buona?

È la grande incompiuta fra le opere pubbliche del Piemonte, o forse dell’Italia intera. Parliamo della Asti-Cuneo, l’autostrada che dovrebbe collegare due importanti province della nostra regione e attraversare territori meravigliosi come Langhe, Roero e Monferrato, Patrimonio Mondiale Unesco.

Nel 1996 l’allora ministro dei Lavori Pubblici Antonio Di Pietro disse che la conclusione dell’opera era una priorità assoluta. Sono passati 25 anni e si sono alternati diversi governi e diversi ministri ma l’arteria è sempre rimasta ferma a quel troncone monco, nei pressi di Cherasco.

Poi, nel 2019, il ministro pentastellato Toninelli e il premier Giuseppe Conte annunciarono con grande enfasi che sarebbero ripartiti – a breve – i lavori per finire la Asti-Cuneo.

Ecco perché non riesco a cacciar indietro quel pizzico di pessimismo che mi sale nello stomaco, quando rileggo certe enfatiche dichiarazioni che parlano di fine del primo lotto di lavori entro il 2022, cioè entro quest’anno.

Più prudente il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio: ha detto di sperare di poter tagliare il fatidico nastro entro la fine del suo mandato, cioè entro il 2024.

Come San Tommaso preferirò gioire il giorno che potrò imboccare l’autostrada a Cuneo e arrivare fino ad Asti, qui collegarmi sulla rete italiana e raggiungere il resto della Penisola.

Di dichiarazioni eclatanti e roboanti sono piene le pagine dei giornali: della Asti-Cuneo se ne cominciò a parlare nella seconda metà degli Anni Ottanta, in questi decenni sono stati stanziati bizzeffe di miliardi di lire o milioni di euro. Ma alla fine dell’opera mancano sempre quei pochi chilometri e quei lavori collaterali legati alla tangenziale di Asti e a quella di Cuneo. Intanto a segnare l’inefficienza e l’incapacità nel chiudere il cantiere, resta quel troncone monco a Cherasco mentre alcuni meravigliosi territori del bel Piemonte rimangono assolutamente isolati e attraversati da lunghe fila di camion puzzolenti e inquinanti.

Beppe Gandolfo

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