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Attualità | 23 gennaio 2022, 15:35

Una panchina rossa in via Cavour a Bra per dire basta alla violenza sulle donne (Foto)

Partecipazione, riflessione ed informazione hanno segnato il vernissage di sabato 22 gennaio

Una panchina rossa in via Cavour a Bra per dire basta alla violenza sulle donne (Foto)

Una panchina rossa fiammante per dare voce al silenzio. Quello di tante donne che quotidianamente subiscono maltrattamenti e violenze.

Di questa triste piaga e di molto altro si è discusso a Bra nella mattina di sabato 22 gennaio in occasione del vernissage di un’opera che vuole fungere da monito quotidiano contro i femminicidi e simboleggiare nel contempo la forza resiliente delle donne. Ha trovato posto in via Cavour, sotto i portici in prossimità del Banco BPM, battezzata dalle autorità municipali, con in testa il sindaco Gianni Fogliato, che ha ringraziato per il dono e lodato il valore dell’installazione. Presenti anche esponenti della Consulta Pari Opportunità e moltissime associazioni di volontariato, uniti per dire no alla violenza sulle donne. A sensibilizzare su un problema grave. Gravissimo.

Una su tre. È questo il dato che rappresenta le donne che prima o poi, nel corso della vita, subiscono una forma di violenza, sia essa fisica o sessuale. Gran parte delle violenze contro le donne avviene tra le mura domestiche e l’artefice, il più delle volte, è il partner. Un dramma dalla portata enorme, che non lascia privo di macchia alcun Paese al mondo.
Superarla è uno degli obiettivi fondamentali per lo sviluppo sostenibile dell’Onu, che ha persino fissato la data del 25 novembre per esprimere vicinanza e sostegno alle donne. Eppure, ancora oggi, complici la paura, la vergogna, lo stigma e, molto spesso, l’impunità del colpevole, chi subisce violenza non si rivolge a nessuno per chiedere aiuto, soprattutto le più giovani.

Sotto l’auspicio di un cambio di rotta è stata posta la panchina rossa, colore della passione e del sangue, a simboleggiare la lotta contro un atto barbaro e meschino, ma anche totem di solidarietà verso le vittime di violenza. Come le fotografie appese ai tabelloni alle sue spalle, per ricordare mogli, madri e giovani che non ci sono più, portate via da chi aveva giurato di proteggerle.

Non solo la violenza domestica deve uscire dal silenzio, ma anche quella in tutti gli ambiti della vita. Il caso Weinstein ha scoperchiato la vergogna delle molestie sul lavoro. In Italia il tema stenta ad affermarsi e le donne tendono a non denunciare, perché temono di non essere credute, di perdere il lavoro, perché sanno che persiste un forte pregiudizio contro di loro.

Quella di Bra è stata una manifestazione rivolta a suscitare una riflessione nell’opinione pubblica, per dire basta ad una tragedia infinita. Gli episodi di cronaca mettono in evidenza un fenomeno che, purtroppo, sembra essere lontano da una soluzione definitiva. Il filo conduttore dell’iniziativa ha posto l’accento sulla trasversalità della violenza, con particolare attenzione alle giovani generazioni, alle ragazze e ai ragazzi che si trovano a costruire nuove relazioni ogni giorno, a confronto con il mondo adulto.

Parlare di numeri, per quanto riguarda le vittime di violenza, sarebbe riduttivo. Qualunque esso sia è sicuramente troppo elevato, ecco perché c’è bisogno di fare luce su un tema in cui c’è ancora troppo buio, nella speranza che questa sensibilità sia vissuta tutti i giorni. Non a caso la panchina è stata realizzata nell’ambito del progetto ‘Una panchina al mese, perché un giorno solo non basta’, promosso dal Coordinamento di Genere dei Pensionati Cisl cuneesi. Con questo spirito è stata apposta la targa in cui spicca il dipinto di Eugenio Alfano, che ben si lega alla frase di Karl Kraus: “I diritti delle donne sono i doveri degli uomini”, oltre alla motivazione: “Questa panchina, adottata dai pensionati CISL è per Marta F. e per le tante, come Lei, vittime dell’ignoranza, della barbarie e della meschinità”.

Nel corso dell’evento è stata illustrata tutta l’attività che si svolge su questo argomento, caratterizzato da diversi raggi d’azione, ma con il denominatore comune della formazione e dell’informazione come valori necessari e insostituibili. I relatori, tra i quali Agata Comandè (presidente della Consulta Pari Opportunità di Bra) e Maria Milazzo (consigliere comunale con delega alla Consulta Pari Opportunità) hanno tenuto a ricordare il ruolo educativo fondamentale della famiglia, della scuola, delle istituzioni e dei media nel veicolare messaggi di rispetto e dignità. Ogni intervento ha inteso non far venir meno la voce della città in tutti gli episodi in cui il mondo si interroga sui troppi casi di soprusi che si registrano ogni anno.

Un’emergenza da combattere dall’interno. E, quindi, sradicare anziché arginare. Prevenire invece che curare. Un tentativo di infrangere questo silenzio è dato dal numero nazionale antiviolenza e stalking 1522, operativo h24, che invita ad alzare la voce contro le botte, le molestie, gli abusi sessuali, il femminicidio, il mobbing, lo stalking. Altro strumento contro la violenza sulle donne è il numero unico emergenze 112, che serve a gridare contro la vergogna e la rassegnazione, a parlare contro chi ti vorrebbe far tacere.

Nella stessa direzione si muovono sul territorio l’Associazione Mai+Sole, attiva h24 ai numeri 3351701008 e 3316893684 oppure info@maipiusole.it; il Servizio Sociale Intercomunale ambito Bra (via Gianolio, 22) con lo sportello contattabile ai numeri 0172420711 o 3204654644 ed operativo dal lunedì al venerdì con orario dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 16, info centroantiviolenza@comune.bra.cn.it; il Consorzio Socio Assistenziale Alba Langhe e Roero, situato ad Alba (via Manzoni, 8), attivo al numero 0173/363676 e in funzione dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30, inoltre lunedì e giovedì dalle 14 alle 15.30, info ssaalba@sesaler.it; ASL CN2 (riceve su appuntamento previo contatto telefonico) con il Consultorio Familiare di Bra (via Goito, 1), telefono 0712420423 dal lunedì al venerdì con orario dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 16 e con il Consultorio Familiare di Alba (via A. Diaz, 3), telefono 0173316145 o 0173316146 dal lunedì al venerdì con orario dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 16. Tutte iniziative a cui non si può che applaudire con forza e vigore.

silvia gullino

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