/ lavocedialba.it

lavocedialba.it | 19 gennaio 2022, 07:45

L’emergenza Covid nei bar di Alba tra ferie forzate, spese impazzite e l’incombenza dei controlli

Aumenti di luce e gas, Green Pass, clientela in calo e personale in quarantena: il difficile inizio d’anno nei locali della capitale langarola

A quando un pò di tranquillità durante il magico momento del caffè al bar?

A quando un pò di tranquillità durante il magico momento del caffè al bar?

Prendi gennaio che, come di consueto, è il mese in cui c’è un calo importante di persone in giro per i locali durante la giornata, uniscilo ai rincari di luce e gas, e alla pandemia da Covid19 con le sue restrizioni, ed otterrai un piatto poco gustoso ma ricco di morale sotto i tacchi e di quella apprensione per il futuro che non fa stare proprio tranquilli.
Questo è il “sentimento” che si prova tra i bar di Alba che stanno affrontando molte difficoltà alle quali, pur di stare aperti (bisogna ben lavorare…), si sono dovuti adeguare, seguendo quanto dettato dallo Stato. Alcuni esercizi sono chiusi per Covid19, altri per ferie “forzate” o anticipate, ma, tra questi, alcuni restano aperti. Abbiamo intervistato diversi titolari degli esercizi albesi.

Al Bar Pettiti di Via Vittorio Emanuele (Via Maestra per gli albesi) si cerca di affrontare la situazione con attenzione: «Purtroppo il periodo continua a non migliorare, dichiara il titolare Hendrik Eirale. Ad esempio in questi giorni sono da solo perché ho il personale con il Covid19. In generale devo dire che i clienti collaborano, e accettano il controllo del green pass e le nuove regole dello Stato. Purtroppo a volte ci sono persone con cui si fanno un po’ troppe parole a riguardo, ma io sono ligio al dovere, e da me consuma chi è in regola. Speriamo che questo momento passi velocemente perché è come andare al rallentatore».

Alessandro, il titolare del Caffè della Peppina di Corso Europa, punta il dito sugli aumenti di luce e gas: «In generale stiamo vivendo un periodo veramente difficile. Ci sono meno clienti, la gente sembra patire le restrizioni, e tutti i costi che aumentano. Questo porta a lavorare male. Mi fanno rabbia soprattutto gli aumenti esorbitanti di luce e gas, e lo Stato che dona aiuti non proprio proporzionati. Io ad esempio su un investimento di 70 mila Euro ne ho ricevuti 10 mila. Per carità, è sempre un aiuto, ma credo che per rialzarci il morale ci voglia ben altro. Se poi aumentano i costi fissi…».

Diversi gli spunti nelle parole di Mauro Cagliero, titolare del Caffè Cantalupo, in piazza Guglielmo Marconi: «Va bene che nei bar la gente parla, ma ora si fanno troppe parole inutili. Questo perché i clienti non sono contenti perché le restrizioni sembrano aver intaccato il sacro momento del caffè o del cappuccino al bar. Ora bisogna fare attenzione a tutto e tutti, e ci si sente come “prigionieri” del green pass. Io dico sempre che non bisogna comunque arrabbiarsi ma cercare di collaborare.
Anche durante il periodo della Fiera del Tartufo purtroppo non c’è stato l’aumento di clientela tanto sperato. Io sono 25 anni che gestisco in bar Cantalupo, e posso dire che in generale la qualità e le innovazioni mi sembrano venute meno. Ci vorrebbe, a mio avviso, una riflessione sulla Fiera del Tartufo per portare ad Alba un pubblico più consapevole e più spendente, proponendo magari mercatini di altro genere rispetto agli attuali che hanno perso valore. Il bar è la prima linea nel tastare il polso delle persone e del loro livello di spesa».

In piazza Michele Ferrero a Il Mondo del Caffè di Luca Rejnaudo è presente un lettore automatico per il green pass, soluzione pagata dal titolare per poter lavorare meglio: «Ebbene sì, dichiara Luca Rejnaudo, nel periodo natalizio ho acquistato un lettore automatico di green pass che ho posto all’ingresso del locale. Una soluzione a mie spese che mi ha permesso di lavorare meglio, senza perdere tempo nel controllare manualmente la regolarità dei green pass dei clienti.
Ma bisogna arrivare a questo? Comprensibilmente alcuni clienti non hanno accettato di buon grado, soprattutto perché andare al bar sembra essere diventata un’impresa tra controlli, attenzione, ingressi contingentati. Il caffè in santa pace non esiste più…
In generale devo dire che la stagione estiva è andata molto bene (+20% ispetto al pre pandemia), grazie a qualche straniero in più. Una boccata d’ossigeno dopo un 2020 da dimenticare. Da novembre in poi con la chiusura del dehor e le restrizioni c’è stato un calo, e, dopo il decreto con il green pass al banco, sono nati i problemi a livello gestionale nel controllo. Nel giorno di Natale ho controllato ben 281 green pass. E da qui ho deciso di munirmi del lettore automatico di cui ho parlato prima.
Abbiamo iniziato l’anno con un -40% di lavoro, ma i rincari non mancano: negli ultimi tre mesi ho pagato luce e gas che pago generalmente in sei mesi… Ora chiuderò per ferie tre settimane. E anche il nostro periodo di riposo è stato anticipato di ben due settimane: tra positivi e persone a contatto con positivi in quarantena c’è meno gente in giro, e il gioco non vale la candela».

Livio Oggero

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium