Agricoltura - 15 gennaio 2022, 16:26

La Cia Cuneo ha rieletto presidente Claudio Conterno, vitivinicoltore di Monforte d’Alba

A votarlo all’unanimità l’assemblea dei delegati riunita a Fossano. Vice, Marco Bellone di Boves e Marco Bozzolo di Viola. Confermati il direttore, Igor Varrone, e i vice: Filomena Sammarco, Daniela Destefanis e Silvio Chionetti

Al centro il presidente Conterno e il direttore Varrone; ai lati i vicepresidenti, Bellone e Bozzolo

Al centro il presidente Conterno e il direttore Varrone; ai lati i vicepresidenti, Bellone e Bozzolo

Claudio Conterno, 59 anni, titolare, con Guido Fantino, di un’importante azienda vitivinicola biologica a Monforte d’Alba, è stato confermato presidente provinciale della Cia Agricoltori Italiani di Cuneo per i prossimi quattro anni.

Aveva già esercitato lo stesso ruolo dalla fine del 2017.

Lo ha votato, per alzata di mano,  all’unanimità e in modo fortemente convinto, l’assemblea dei 64 delegati, scelti, a loro volta, a dicembre, nelle riunioni di zona dell’organizzazione agricola: Cuneo; Fossano; Alba; Saluzzo e Mondovì.

Le due vicepresidenze sono andate all’uscente, nel medesimo incarico, Marco Bellone, 58 anni, castanicoltore di Boves, e a Marco Bozzolo, 31 anni, castanicoltore in frazione Castello del Comune di Viola, nella Valle Mongia, e già alla guida dei giovani imprenditori Cia.

Inoltre, è stato deciso il Consiglio esecutivo di cui fanno parte: Claudio Conterno; Marco Bellone; Marco Bozzolo; i presidenti di zona, Daniele Carletto (Cuneo), Silvio Monasterolo (Fossano), Giacomo Damonte (Alba), Diego Botta (Saluzzo), Fabio Bottero (Mondovì); i presidenti delle tre associazioni legate a Cia: Luca Marenco di Novello per i giovani imprenditori, Ilaria Ichino di Busca per Donne in Campo e Vincenzo Casavecchia di Alba per i pensionati.

Infine, sono stati confermati il direttore provinciale, Igor Varrone, 44 anni, che ricopre la mansione dal giugno 2012, dopo una precedente esperienza maturata in Cia dal 2006, e i vicedirettori: Filomena Sammarco; Daniela Destefanis e Silvio Chionetti

L’assemblea

L’assemblea si è svolta nella Sala polivalente del Castello degli Acaja di Fossano.

Erano presenti, oltre ai delegati provinciali, i vertici Cia nazionali con il presidente, Dino Scanavino, e il direttore, Claudia Merlino, e quelli regionali, con il presidente, Gabriele Carenini, e la responsabile dei pensionati, Anna Graglia.

Poi, hanno partecipato i senatori Giorgio Bergesio e Mino Taricco; collegato in videoconferenza il presidente della Regione, Alberto Cirio; l’assessore regionale all’Agricoltura, Marco Protopapa; il sindaco e vicesindaco di Fossano, Dario Tallone e Giacomo Pellegrino; il presidente di Confindustria e della Camera di Commercio di Cuneo, Mauro Gola; il presidente regionale e provinciale di Confagricoltura, Enrico Allasia; il direttore di Confcooperative Piemonte, Domenico Sorasio; il delegato regionale Legacoop agri-alimentare, Biagio Bergesio; il presidente dell’Institut Agricole Régional Valle d’Aosta, René Benzo.  

Nei loro interventi, tutti hanno sottolineato il grande valore dell’agricoltura dal punto di vista economico-produttivo, sociale e ambientale; la necessità di diminuire la burocrazia e l’esigenza di lavorare insieme per ottenere dei risultati concreti.   

Oltre all’elezione di Conterno e degli organi direttivi, i delegati hanno anche approvato alcune modifiche allo Statuto dell’associazione.

I punti principali del programma di Conterno

Conterno, dopo aver ringraziato collaboratori e dipendenti della Cia Cuneo, ha esposto i punti del programma che intende portare avanti nei prossimi quattro anni.

Iniziando dall’analisi della situazione attuale legata all’emergenza sanitaria: “Il 2022 è stato preceduto da chiusure, paure, incertezze, nuove norme. Mai come ora è necessario alzare lo sguardo sul nostro futuro.

E’ tempo di pensare oltre la pandemia. Con il Covid ci dovremo convivere, rispettando le nuove regole, rispettando le leggi e rispettando la salute di tutti”.  

Le due rotaie del futuro agricolo

“Ricerca, ricerca e ancora ricerca. Da qui si deve iniziare per costruire il futuro dei nostri agricoltori: un futuro che sia migliore e più sostenibile.

La ricerca universitaria deve coordinarsi, evitando dispersioni di risorse economiche e umane e l’insorgere di doppioni perché manca la visione d’insieme.

Ma il sapere agricolo è fondamentale come in nessun altro settore e le pratiche agricole sono e resteranno un punto di partenza importante per innovare. Stiamo percorrendo una strada ferrata costruita su due rotaie: una si chiama tradizione, l’altra innovazione.

Le due rotaie devono correre parallele, perché rappresentano gli elementi fondamentali del binario sul quale viaggia il treno del nostro futuro. Se non teniamo in debito conto entrambi i valori, andremo da nessuna parte”.

La componente umana

“Servirà comunque e sempre la componente umana attraverso la quale tornare a una crescita più felice, più saggia, che contribuisca al benessere dell’individuo. Le persone sono e saranno sempre il fulcro del percorso”.

Le risorse pubbliche

“Accanto alla tecnologia e alle risorse umane ci sono anche quelle finanziarie. In questi giorni gli Stati dell’Unione Europea stanno programmando la Politica Agricola Comune (Pac) 2023-2027.

Personalmente ho sempre avuto parecchie riserve su queste misure economiche, che rischiano di abituare gli imprenditori a mantenere in vita le attività beneficiando di contributi.

I contributi, invece, dovrebbero aiutarli a sviluppare una mentalità imprenditoriale agricola, con l’obiettivo di migliorare la produzione per ottenere una ricaduta positiva sull’intera comunità”.

Cuneo, provincia agricola

“Cuneo è la provincia agricola più importante del Piemonte per estensione e per il suo valore economico. Molte produzioni hanno i marchi Igp e Dop.

Però, è un’agricoltura che deve imparare a guardare sempre di più al territorio e diventare sempre più green.

Addirittura oltre il biologico. I mercati vanno affrontati legando le produzioni al territorio, sapendo prima di tutto che cosa si produce, quanto si produce e come si produce.

Con la prossima adozione dei blockchain - sistemi di controllo e di certificazione della filiera - e con l’arrivo di fondi di investimento italiani e stranieri, sempre di più interessati all’agricoltura e all’agri-industria, sarà fondamentale per l’imprenditore del comparto dire quello che fa e fare quello che dice”.

La catena del valore

“Oltre agli incentivi e alla salvaguardia delle piccole produzioni, dobbiamo considerare che il mercato, la trasformazione e la vendita coinvolgono anche agri-industria e grande distribuzione.

Prima o poi dobbiamo trovare un modo per dialogare con queste realtà e trovare nuove soluzioni. Si deve riuscire a distribuire in maniera più equa il valore, il guadagno.

Perché è difficile che strozzando la gallina, la quale produce, si possa dopo avere l’uovo.

La filiera ha le criticità ai suoi estremi: il punto di partenza - l’agricoltore - e quello di arrivo - il consumatore -, che sono i più penalizzati dal sistema”.    

Facciamo studiare i giovani

“Che studino economia, filosofia, che diventino geometri o architetti, non è il titolo di studio che incide, purché abbiano una cultura capace di sostenerli.

E poi portiamoli in azienda. Facciamo vivere loro cosa significhi vendere il nostro prodotto, perché è lì che paghiamo il prezzo maggiore, è lì che perdiamo valore, è lì che ci possono aiutare.

Stimoliamo i giovani e stimiamoli. Incominciamo subito a coinvolgerli, pensiamo al passaggio generazionale. Giovani bravi e in gamba ce ne sono: e spesso sono anche molto in gamba”.

Il finale rivolto ai colleghi agricoltori

“Pensiamo a un’agricoltura sempre più green, sostenibile per l’ambiente e per l’economia. L’agricoltura deve pensare all’ambiente.

L’agricoltore è l’ambiente. Deve curare il suo ambiente, perché ci vive e ci lavora tutto il giorno e tutti i giorni.

L’agricoltore è simbolo di resilienza: cioè ha la capacità di resistere e reagire a eventi o fenomeni negativi.

Poi, curiamo i prodotti legati al territorio. Manteniamo la sostanza organica viva e attiva. Manteniamo il valore microbiologico, il “biota” della nostra terra. Impariamo a fare sempre un bilancio economico della nostra azienda.

Impariamo a essere agricoltori e imprenditori. Quindi, mentalità, visione, resilienti sempre. E preparati al futuro”.

redazione

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