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Politica | 11 gennaio 2022, 19:25

Giro di boa per il sindaco di Alba Carlo Bo, tra pandemia, terzo ponte e casa della salute

Il primo cittadino albese: "Spero di poter vivere questo secondo scorcio di mandato in una situazione pandemica migliore e, dal punto di vista interno, con meno frizioni. Nel 2023 si comincerà già a pensare alle elezioni, per cui ora vogliamo andare avanti sui progetti, a partire da quelli relativi alla viabilità"

Carlo Bo, sindaco di Alba dal maggio 2019 (foto di Barbara Guazzone)

Carlo Bo, sindaco di Alba dal maggio 2019 (foto di Barbara Guazzone)

A pochi mesi dal giro di boa del primo mandato da sindaco della Città di Alba, è tempo di bilanci per Carlo Bo, primo cittadino della capitale delle Langhe. Appena concluso il 2021, partiamo dall’analisi di quello che non è stato un anno semplice, pensando soprattutto al Covid e ai risvolti socioeconomici legati alla pandemia.

“Sono stati dodici mesi complicati, e non solo per Alba, ma per tutto il Paese. La pandemia è cominciata a inizio 2020, ed è praticamente il terzo inverno in cui ci troviamo a convivere con questo nemico invisibile… Il 2021 è stato forse l’anno più complesso, con tanti contagi e, purtroppo, tanti decessi: sono 73 i nostri concittadini portati via dal Covid, dall’inizio della pandemia. Anche ora abbiamo moltissimi contagi, anche se va detto che le ospedalizzazioni sono diminuite, soprattutto grazie ai vaccini. Per dare un’idea dei numeri, la scorsa primavera il picco di contagi era poco oltre le 500 unità, e ora – vista la contagiosità della variante Omicron – siamo a mille: non c’era la percezione che questo periodo sarebbe stato ancora così difficile”.

Cosa ha fatto l’Amministrazione comunale per rispondere alle criticità portate dal Covid?

“Molto è stato fatto per rispondere a questa sfida dal punto di vista sociale ed economico. Per quanto riguarda le aziende, nel nostro territorio queste chiedevano – più che essere aiutate – di poter lavorare: lo Stato, la Regione e il Comune hanno messe a disposizione risorse importanti per le aziende in difficoltà, oltre che per i cittadini. A onor del vero, molte risorse non sono poi state utilizzate, perché le richieste non erano fortunatamente così tante. Pensando anche alle famiglie, ci sono misure che hanno funzionato molto bene, come il bando lanciato a fine 2021 relativo alle locazioni e alla tassa sui rifiuti, con 134mila euro arrivati dallo Stato, e 250mila messi a disposizione dal Comune, che hanno aiutato decine di famiglie, coprendo circa il 50% delle locazioni annuali.

Al di là di quanto si può fare per dare supporto, la strategia delineata dal Governo per contrastare il Covid è quella della vaccinazione.

“La Regione ha fatto un ottimo lavoro, ma permane uno zoccolo duro che ha deciso di non vaccinarsi, per le ragioni più disparate. Al di là delle diverse posizioni sui vaccini, sono mancate diverse persone e tutti noi abbiamo perso qualcuno o conosciamo qualcuno che ha dato l’estremo saluto a uno dei propri cari. Ricordo nell’ottobre 2020 il nostro incontro con la delegazione di Bergamo, con cui avevamo poco prima stretto un gemellaggio, e sono negli occhi di tutti i camion dell’esercito pieni di bare… Sono immagini indelebili e una profonda ferita. Il vaccino è l’unica arma a nostra disposizione e visto che il Covid continua a mutare e ci accompagnerà anche per il 2022, con le nuove varianti, la strada è tracciata. Vedremo gli effetti delle nuove disposizioni del Governo, con l’obbligo vaccinale per gli over 50. Una criticità deriva poi dal mondo della scuola: sono dell’idea che la salute va salvaguardata, ma quello all’apprendimento è un diritto sacrosanto e occorre organizzarsi per cercare il più possibile di fornire l’insegnamento in presenza. Al di là dei problemi legati alla didattica a distanza, soprattutto per chi è maggiormente in difficoltà con gli studi, la pandemia – che ha avuto un effetto devastante sugli anziani – ha creato grandi disagi anche ai ragazzi, cui mancano due anni di socialità”.

Come si esce da questa situazione?

“Difficile dirlo… Gli strumenti a disposizione dei sindaci sono quelli che sono, ma anche ad altri livelli prendere decisioni non è mai semplice, perché siamo di fronte a una sfida epocale, e a qualcosa che fino a due anni fa era praticamente sconosciuto. Noi sindaci ci siamo ritrovati e siamo tuttora in prima linea: non è stato facile. Anche a livello personale, ho vissuto con grande coinvolgimento quello che sembrava un bollettino di guerra. Ogni volta che ti trovi di fronte a un decesso ti chiedi se è stato fatto tutto quello che si poteva… La strada per affrontare la pandemia, comunque, è tracciata: a mio avviso, serve una grande collaborazione a livello istituzionale e una maggiore coesione tra Stato, Regioni e sindaci: la politica dovrebbe essere messa da parte, prendendo decisioni nell’interesse della collettività. Come sistema Paese abbiamo comunque fatto grandi cose che altri Stati dell’Unione Europea non hanno fatto, per cui il giudizio è complessivamente positivo”.

Siamo quasi al giro di boa del primo mandato: stiliamo un bilancio?

“Ci siamo insediati nel 2019 e dopo pochi mesi è scoppiata la pandemia. In primo luogo, abbiamo cercato di far fronte all’emergenza sanitaria, dando risposte ad aziende e cittadini, portando avanti in parallelo l’attività amministrativa, che deve essere garantita al di là di tutto.
Di solito si ragiona per mandati elettorali, ma è opportuno avere una visione a media scadenza, perché ci sono opere che non possono essere realizzate nell’arco di un paio d’anni. I progetti importanti si possono immaginare solo guardando al futuro, perché le tempistiche sono lunghe, ma è bene gettare le basi e far partire l’iter. Un errore che si fa in politica è quello di pensare solo alla scadenza elettorale, non dedicando energie ai grandi progetti, che cambieranno volto alla città, risolvendo criticità per Alba e per l’intero territorio. Abbiamo preferito lavorare sullo sviluppo della città a fronte di opere che possono sembrare faraoniche, ma che a ben guardare – se si lavora in sinergia con altri enti, come la Provincia, la Regione, i vari Ministeri – non lo sono. Abbiamo messo in pista alcune iniziative importanti, mettendo al centro il tema delle infrastrutture e della viabilità, su tutti con il terzo ponte sul Tanaro”
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Qualche esempio, oltre al terzo ponte?

“Per il 2022, cercheremo di definire un iter puntuale e preciso per la realizzazione della Casa della salute, presso l’ex ospedale San Lazzaro: la pandemia ha accelerato i tempi per il trasferimento dei due vecchi ospedali di Alba e Bra a Verduno, e ora occorre dare risposte alla città, anche perché in passato si è forse sottovalutata la destinazione dell’area una volta che l’ospedale di Verduno fosse stato operativo. Abbiamo toccato con mano, durante la pandemia, le criticità della medicina territoriale: con la realizzazione della Casa della salute, oltre a dare risposte in questo senso, puntiamo a riqualificare un’area cruciale anche per le attività commerciali del centro storico. In questi giorni avremo una riunione operativa con l’Asl per pianificare il futuro e pensiamo che lo schema sarà quello tracciato a suo tempo con il presidente Giandomenico Genta: trovato l’accordo con la Fondazione CRC, sempre vicina ai Comuni, ora si sta lavorando ai dettagli giuridici per poter partire il prima possibile. L’importante è farlo avendo un cronoprogramma preciso: poi, vista la rilevanza dell’opera, su un’area di 3.700 mq, ai quali aggiungere tutte le parti monumentali da riqualificare, sarebbe un’utopia pensare di sistemare tutto in pochi mesi. L’importante è partire, considerando che ci sono le risorse economiche e che quindi si arriverà alla fine”.

Per quei locali si era avanzata anche l’ipotesi di una collocazione del corso di laurea in Scienze Infermieristiche…

“Sono polemiche sterili: non è stato fatto lì perché entro ottobre 2022 l’Università del Piemonte Orientale voleva partire, e non ci sarebbero stati i tempi. A regime dei 3 anni il corso di laurea ospiterà 350 ragazzi, e non potendo perdere questa occasione avevamo necessità di accelerare i tempi. Questo ci ha permesso di recuperare dallo stato i soldi del PNRR, senza contare che la collocazione nei locali del Cortile della Maddalena ci permetterà di riqualificare interamente l’area: oltre all’istituto musicale, alla biblioteca e al museo civici, nella loro collocazione storica, la manica che affaccia su via Maestra accoglierà presto l’università, mentre quella su piazza Falcone sarà sede del museo del tartufo. L’intera area, nel cuore della città, diverrà ancora più bella e prestigiosa”.

Altri progetti in cantiere?

“A breve partiranno i lavori di riqualificazione di piazza Michele Ferrero, che diventerà motivo di attrazione: il mio grazie va alla famiglia Ferrero, per aver accettato di sostenere questo progetto importante, che verrà ulteriormente valorizzato da una scultura del maestro Valerio Berruti.

Un’altra opera che vedrà la luce, grazie alla collaborazione con la famiglia Paolina e la disponibilità di Banca d’Alba, sarà il palazzetto polifunzionale nella zona di via Liberazione: stiamo lavorando ai progetti, e il Comune farà la parte di propria competenza con un’eventuale modifica del Piano regolatore per consentire la realizzazione del centro congressi. Il territorio tutto ha bisogno di questa struttura e quell’area, quando si arriverà alla realizzazione del terzo ponte e della viabilità di collegamento, sarà collegata strategicamente: speriamo di far partire l’opera nel 2022.

Tra gli altri progetti che possiamo orgogliosamente rivendicare, citerei il lavoro fatto per la riattivazione del treno Asti-Alba, sperando che questa tratta venga confermata tra i 480 km sperimentali a idrogeno che interesseranno tutta Italia. Se ci fosse l’ok del Ministero, con cui la Regione si è spesa moltissimo, potremmo anche ragionare sulla copertura della ferrovia nel tratto compreso tra il cavalcavia di corso Einaudi e corso Italia, cambiando volto a uno spazio centrale della nostra città.

Ancora, oltre al piano asfaltature, citerei la realizzazione della rotonda di Scaparoni, la variante Borio e il recupero dell’ex palazzo Miroglio, che avrà destinazione culturale.

Infine, un’ultima rivendicazione riguarda la riforma dell’Ente Fiera del Tartufo: al netto delle tante parole spese sull’argomento, sono convinto che il Comune rimarrà un punto di riferimento importante e, negli anni, Alba beneficerà della scelta che è stata fatta”.

A proposito di Alba: la Città sta consolidando il suo ruolo di capofila del territorio?

“In questi due anni e mezzo ho cercato di lavorare per tutto il territorio, trovando spesso sinergie con il collega di Bra Fogliato, e con gli amici sindaci del territorio di Alba, Bra, Langhe e Roero. È un territorio che ha potenzialità importanti e in parte inespresse: le criticità sollevate dall’Alta Langa per la viabilità devono essere risolte anche grazie all’aiuto di Alba, perché – al di là dei sindaci che le rappresentano – Alba e Bra sono punti di riferimento per tutto il territorio. Mi vengono in mente le assemblee dell’ALAC (Acquedotto delle Langhe e Alpi Cuneesi, ndr) a Bossolasco: ci sono tanti sindaci con ottime idee, che hanno visioni del territorio diverse da quelle che possiamo avere ad Alba… ascoltando anche i sindaci del territorio si può crescere ancora. Fare squadra lavorando con Bra, con la Provincia e con il territorio è l’unica strada per continuare a progredire, tenendo bene a mente che i riconoscimenti Unesco non sono alla nostra città, ma a un intero territorio: noi come città raccogliamo i frutti. Qui sono nati capitani d’industria e persone illuminate, ma la crescita di tutta quest’area è frutto di un lavoro dell’intero territorio. Se si rinsalderà sempre più il rapporto tra città e territorio cresceremo insieme: noi, come capitale delle Langhe, non dobbiamo avere paura di sobbarcarci problemi e criticità anche dei piccoli Comuni che guardano ad Alba come capofila”.

Cosa ci riserverà il 2022?

Ora c’è una grande voglia di mettersi alle spalle questo periodo difficile, perché da troppo tempo conviviamo con questa pandemia, di cui purtroppo vedremo gli effetti negativi solo nel tempo: non tutti gli aiuti sono a fondo perduto… Il Parlamento è stato chiamato ad approvare continui scostamenti di bilancio e ci saranno riflessi economici sui nostri figli, ma ora è bene affrontare l’emergenza. La nostra città, anche grazie ai contributi straordinari dello Stato, ha un bilancio estremamente solido, e c’erano risorse da mettere in campo, sia per sostenere le attività che le famiglie in difficoltà, anche grazie a chi ha amministrato precedentemente la città. Va detto che, purtroppo, non abbiamo una visione certa di quello che ci riservano i prossimi mesi: andranno individuate nuove strategie a seconda di come andrà la fase pandemica”.

A proposito dei prossimi mesi, Alba sarà protagonista di una serie di grandi appuntamenti.

“Tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate 2021 è ripreso nel nostro territorio il movimento legato al turismo, coronando il tutto con il grande successo della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. Abbiamo gettato le basi per un grande 2022, con due eventi estremamente importanti. Il primo è il centenario della nascita di Beppe Fenoglio, per il quale vorrei esprimete un pubblico ringraziamento al presidente del comitato per il Centenario, Riccardo Corino, a Margherita Fenoglio e allo staff del Centro Studi, con un grande lavoro di preparazione: sarà un anno importante per rimettere al centro uno dei più grandi scrittori del ‘900, al centro di un interesse nazionale e internazionale. Un altro evento importante per tutto il territorio dell’ATL Langhe Monferrato Roero sarà la Global conference on Wine Tourism, che avrà in Alba il suo cuore pulsante, con impegni diffusi su tutto il territorio. Questi due appuntamenti andranno a sommarsi con altri eventi consolidati, a partire da Vinum che, Covid permettendo, puntiamo finalmente a riproporre”.

Parlando di politica, che 2022 sarà?

“Il nostro Paese, dopo l’elezione del Presidente della Repubblica, affronterà dei cambiamenti: ci sono grandi fibrillazioni e, se dovessi fare una previsione, non credo che la legislatura arriverà al termine. Draghi è una risorsa preziosa per l’Italia, e andrebbe mantenuta: averlo al Colle, a mio avviso, sarebbe un’indubbia garanzia per tutti gli Italiani. E aprirebbe, di fatto, la strada a un semipresidenzialismo che, vista la sua caratura, non potrebbe che giovarci.

Guardando ad Alba, siamo a metà mandato: il 2022 sarà l’anno in cui portare avanti i progetti imbastiti, diversi dei quali arriveranno a compimento solo ultimata la consiliatura. Spero di poter vivere questo secondo scorcio di mandato in una situazione pandemica migliore e, dal punto di vista interno, con meno frizioni. Nel 2023 si comincerà già a pensare alle elezioni, per cui questo 2022 vogliamo andare avanti sui progetti, a partire da quelli relativi alla viabilità”.

E a livello di squadra? Nei mesi scorsi si è parlato molto di un rimpasto di giunta…

“L’impegno amministrativo e il senso di responsabilità ci richiede di portare avanti i tanti progetti messi in pista. Più che di persone, vorrei parlare di idee, ricordando che non basta tagliare dei nastri e parlare, per fare politica… C’è bisogno di studiare, proporre soluzioni e lavorare”.

Guardando alla Provincia?

“Abbiamo sempre lavorato bene con il presidente Borgna, persona inclusiva e non divisiva. Auspico che il prossimo presidente abbia il suo stesso profilo: senza guardare ai colori politici, quando si parla di amministrazione provinciale, occorre pensare come sistema, avendo ben chiaro che la nostra è una provincia molto grande ed eterogenea. Chi pensa che la Provincia non conti più nulla sbaglia, perché magari non avrà tante risorse, ma ha ancora moltissime competenze, dalla scuola all’ambiente.

Occorre allora pensare a un progetto che risolva criticità che ci portiamo dietro da decenni, a cominciare dall’autostrada Asti-Cuneo… E rispetto all’antica dualità sull’asse Alba-Cuneo, sono dell’idea che non esista ‘noi’ e ‘voi’. Il ruolo del presidente della Provincia sarà estremamente importante, soprattutto considerando che fino al 2026 parleremo molto di PNRR. Per questo spero venga superato lo schema politico: individuiamo una persona che sappia essere il presidente di tutti”.

Pietro Ramunno

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