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Curiosità | 10 gennaio 2022, 14:19

Silvano Bertaina ha vinto il 1° premio del concorso letterario ‘Laveno si tinge di colori’

Dal Caffè Letterario di Bra al palco di prestigiosi concorsi di narrativa, lo scrittore di Govone non si ferma più. Premiato il suo racconto ‘L’aperapina’ [LEGGI IL RACCONTO]

Silvano Bertaina con Silvia Gullino

Silvano Bertaina con Silvia Gullino

Silvano Bertaina ha messo in bacheca un altro premio. Lo scorso 9 gennaio si è infatti aggiudicato il primo posto del concorso letterario ‘Laveno si tinge di colori’, indetto dall’associazione Laveno E-venti di Laveno Mombello con il Circolo della Trama di Milano e col patrocinio del Comune di Laveno Mombello e la Biblioteca comunale "Antonio Pozzi".

La giuria ha votato il suo lavoro dal titolo ‘L’aperapina’, emettendo la seguente motivazione a firma del presidente Renato Converso: “Spiritoso, veloce, ironico, scritto benissimo. Non è affatto facile rendere piacevole e scorrevole un testo di solo dialogo. Molti complimenti ed una richiesta: leggere altre sue opere”.

“La storia – spiega l'autore - racconta una bizzarra rapina tentata da un nonno e un nipote, più per necessità che per criminalità. Il racconto ha un titolo buffo, poiché i due protagonisti effettuano il ‘colpo’ utilizzando un motocarro Ape: tutto sommato, fra le righe, nel contesto comico - umoristico emerge un tema sociale importante e attuale. I lettori possono intuire l’ambientazione ‘albese’ dal fatto che cito il fiume grande in piena e un personaggio storico locale”.

Aggiungendo: “Non è certo il premio Strega o il Campiello, ma anche nei concorsi ‘minori’ non è per niente facile essere premiati, c’è ottima letteratura, vi partecipano molti bravi scrittori e scrittrici, e le giurie sono serie, giudicano i testi con molta attenzione. Per cui è una soddisfazione ricevere un premio, sapere che un’idea è diventata un buon lavoro ed è piaciuta”.

Una bella emozione per il conduttore del "Caffè Letterario" promosso dalla braidese Silvia Gullino, già salito agli onori della cronaca vincendo il concorso ‘Massimo Troisi 2021’ per la miglior scrittura comica e il XX concorso nazionale ‘Vittorio Alfieri’ di Asti nella sezione narrativa.

Quindi, alla fine il consiglio è quello sì di leggere i racconti premiati, ma anche di recuperare i libri dell’autore originario di Govone.
A partire da ‘Come sopportare un collega di lavoro... senza strangolarlo subito. Quando l’umorismo può salvarti dalla galera’ e ‘Bocciati e sbocciati. 40 sfumature di studenti viste da un perfido prof’ (Impressioni Grafiche).

Pubblichiamo a seguire il racconto "L’Aperirapina",  che valso l’ennesimo importante riconoscimento al giornalista e scrittore govonese.

L’Aperapina

-Allora ragazzino … ora mi racconti tutto, per filo e per segno. Tutto beninteso, senza dimenticare niente!
Diego, “il ragazzino”, torturava il suo cappellino rosso dei Chicago Bulls e non riusciva a guardare in faccia il Maresciallo.
-Lei lo sa Maresciallo, che la mia famiglia … siamo io, mia madre, che sta all’ospedale, mio nonno, che ora non so dove sta, e Truffa, il mio cane. A casa veramente, c’eravamo solo più io e mia madre, fin quando ha preso il coccolone al cuore ed è venuta l’ambulanza, perché il nonno sclerava con la testa e certe volte se la faceva addosso senza accorgersene, o lasciava le pentole sul fuoco senza l’acqua o comprava due chili di macinato e lo metteva nella ciotola di Truffa con l’olio al peperoncino, il pepe, la cannella l’aglio e a Truffa non piaceva, sentiva l’odore e scappava, e la carne, alla fine, la si buttava nel cesso. Così la mamma l’ha messo al ricovero dei vecchi, la Casa di Riposo “Serendipità” e la sua pensione, che è quello su cui contavamo per campare, va tutta a finire lì e anzi, mia madre deve fare gli straordinari alla cooperativa per pagare la retta e alla “Serendipità”non guardano mica il tuo conto in banca, che io l’ho visto nella buca delle lettere, è arrivato insieme ad altre bollette e l’ho messo sul letto di mia madre, che quando torna ci penserà lei, e siamo in rosso un bel po’ e ogni tanto telefonano da quella banca e vogliono mia madre e io dico che non c’è, così lei sta tranquilla. Comunque, per farla breve, la colpa è tutta di quel fetente di mio padre, che si è mangiato la ditta da muratore alle macchinette e alle slot e ora fa il barbone giù in città, non so dove dorme, dove sta, che io lo incontro certe volte per strada e faccio finta di non conoscerlo, ma lui mi riconosce e cerca di seguirmi, e una volta c’erano i miei amici e l’hanno preso a calci e sassate perché credevano fosse un ubriaco qualsiasi. Invece era mio padre e quando ha visto che anch’io gli tiravo i sassi s’è messo piangere: cercava di intenerirmi. Dopo tutto quel che ci ha fatto …
-Senti … di tuo padre so abbastanza …
-Ok Maresciallo. E’ solo per farle capire … comunque con mia madre che ha preso l’infarto, io è da un mese che sto solo a casa con Truffa e lei un giorno mi disse:
- “Va dal nonno almeno una volta la settimana, va a vedere se è ancora vivo”.
E io ci sono andato e già la prima volta lui mi ha parlato di quest’idea della rapina e mi ha chiesto:
-”Ce l’hai una moto tu?” e io gli ho risposto:
-No, c’ho un Ape truccato con l’80 sotto e la marmitta Polini.
Che lei lo sa, non è in regola, ma tanto voi quando mi fermate, non ci fate caso, che se l’Ape non lo trucchi fa i 45 e non ti muovi. Il mio fa i 90 e devo dirlo, me lo sono comprato con dei soldi che ho guadagnato spacciando erba, che poi ho smesso quando a scuola mi hanno beccato e mi hanno espulso per sempre e lei Maresciallo, mi disse che era meglio la facessi finita con l’erba, che sarei finito male e …
-Lo so cosa ti dissi, va avanti.
E comunque il nonno riuscì a convincermi:
-“Dobbiamo tirar su della grana, sennò non se ne esce, dobbiamo rapinare la mia banca” disse, e io lo guardai male e risposi:
-Proprio la tua banca? Non è meglio un’altra?
 Ma lui sembrava deciso:
-“ Vedi che sei un cretino come tuo padre? Bisogna rapinare le banche dove ti conoscono, mica quelle dove non sanno chi sei! ”
Ma io dissi:
-Nonno da quant’è che non vai in banca? Forse non ti conoscono più nella tua banca!
Lui mi fece segno di parlar piano e di avvicinarmi:
-“Il mio piano è perfetto … Mariella, la cassiera, viene tutti i giorni qui a trovar sua madre … me la sono cucinata … altrocché se mi conosce! Devo solo uscire di qui, andarci, rapinarla e trovare il modo di fuggire, e il tuo Ape andrà benissimo, così se piove non ci bagniamo tanto, e a nasconderci, andremo al mio casotto del fiume Grande, dove andavo a pescare, ricordi dov’è?Ti ci portavo anni fa. Lì ci spartiremo il bottino, ¾ a me ¼ a te. E … Avanti Savoia!”.
Io feci qualche obiezione, dissi che ¼ non era giusto, che mettevo il mezzo e la miscela e che dovevo guidare fino al fiume Grande e allora ci accordammo sul Fifty/Fifty e lui mi spiegò per bene il piano.
-Dunque avevate tutto premeditato …
-Ma non quello che è successo, no, certe cose no. Il nonno mi disse:
- “La cosa più difficile è farmi uscire di qui vestito da rapinatore, che le suore ci guardano a vista. E per fare una rapina bisogna vestirsi da rapinatori, sennò che figura ci fai?”.
E così fuggimmo dal giardino, nel dopopranzo, e caricai il nonno sul cassone dietro perché non riusciva ad entrare in cabina, è grosso e duro come un tronco di albero e c’ha pure l’artrosi e vidi che era vestito come quando si va a caccia, tipo militare, non so dove trovò la mimetica e quel basco da bersagliere col pennacchio, e lui protestava:
- “Ma il cane deve proprio venire?”.
Ed io dissi di sì, che Truffa non sta a casa tutto il giorno da solo, perché ulula come un lupo, sente la solitudine e i vicini ci vogliono sfrattare e così io, il nonno e Truffa arrivammo davanti alla banca della piazza grande, quella sotto il castello, sa dov’è vero Maresciallo?
-Sì lo so …
Alle due, alle due precise eravamo lì e ad arrivarci, dalla Casa di Riposo col pennacchio che svolazzava e gli automobilisti che ridevano di un vecchio sul cassone di un’Ape, non fu proprio una cosa fica. Comunque arrivammo, ma la banca era ancor chiusa e il nonno si stava innervosendo.
-”Appena apre metto questo passamontagna, tu mi tieni il cappello e non rovinarmelo neh! che serve a fare la scena per bene. Poi rapino la Mariella, esco, e tu parti a razzo verso viale Principe Eugenio, giri in fondo e andiamo giù diritti verso il fiume Grande, al casotto, ti ricordi bene dov’è? Ti ci portavo a pescare quand’eri piccolo! E … Avanti Savoia!”.
Io non volevo deluderlo, anche se non ricordavo che il casotto fosse da quelle parti, credevo fosse dalla parte opposta, dove vanno a imboscarsi le coppiette … mi ha capito Maresciallo … così il nonno è andato a prendersi un caffè corretto alla grappa, così mi disse, ed è tornato gasato come si fosse fatto di coca, aveva tutti i capelli scarmigliati, per via che aveva viaggiato sul cassone dell’Ape insieme a Truffa e vederlo conciato com’era, faceva perfin paura, perché è grande e grosso, e la mimetica lo faceva sembrare un vecchio marine squinternato. Comunque alle due e mezza hanno aperto la banca e non so bene cosa ha fatto là dentro il nonno, io guardavo che non ci fossero sbirri in giro e avevo paura che l’Ape non partisse perché da qualche giorno la batteria sembrava scarica. E infatti quando il nonno è uscito e ho fatto avviamento, non partiva e per fortuna che il nonno aveva preso la Mariella come ostaggio.
-“Cretino! - mi urlò - sei un cretino uguale a tuo padre … adesso come si fa?”
Io gli dissi di salire sul cassone, che a spinta saremmo partiti e domandai alla signora Mariella:
-Aiuti il nonno a salire, poi ci dia una spintarella, sia gentile!
 Lei mi guardò preoccupata, perché sul cassone c’era Truffa che abbaiava come un forsennato, dava di matto perché il nonno teneva il passamontagna e la mimetica e mise su pure il cappello con il pennacchio e allora io dissi:
-Non morde, stia tranquilla, ci spinga solo un po’….
 Vidi che il nonno aveva una borsa di nylon del Discount sotto l’ascella, bella rigonfia e così mentre spingevamo l’Ape domandai alla signora Mariella:
-Quanto ha preso?
 Lei era affannata a spingere e faticò a rispondere.
-Non so … quattro o cinquemila euro.
Caspita! Pensai io. Bel colpo nonno! Per un paio di mesi siamo a posto e magari mi posso prendere la PS5.E mollai la frizione e l’Ape finalmente partì. Fermai un po’ più avanti e feci un cenno di ringraziamento alla signora, che mi saluto con la mano e lì ho capito che è una brava persona …
-L’avevate appena rapinata però …
-Abbiamo rapinato la banca, non lei … e intanto il nonno gridava:
-”Vai vai Diego, cretino! Perché ti fermi? Vai al casotto! Avanti Savoia!” e io misi prima seconda e terza e poi arrivai alla rotonda, che di solito faccio in terza senza problemi, ma il nonno stava appoggiato tutto sulla destra del cassone e quando girai il manubrio finimmo su due ruote e cominciammo a girare girare girare e non riuscivo a spiegare al nonno che doveva spostarsi, che sennò rischiavamo di ribaltarci. Truffa infatti si era già spostato, ma non bastava e il nonno non capiva e mi urlava:
-“Che fai cretino! Va di là! Cosa giri in tondo! Abbiamo il bottino da spartire!”
E fu dopo il terzo giro che un ragazzo, uno che conosco, ha capito la situazione, perché anche lui ha un’Ape e si è appeso al cassone rimettendoci diritti e anche a lui ho fatto un cenno di ringraziamento, che è stato gentile, poi ho preso la via per il fiume e ho dato gas. Ecco com’è andata la storia della rapina.
-Non tutta …
-Vabbé, poi siete arrivati voi, non so come avete fatto a saperlo subito, forse la signora Mariella vi ha mandato un Whatsappe. Io ho visto la vostra macchina un po’ prima della statale e per quello ho girato nella cascina dei Malvicino, che in fondo al cortile c’è un passaggio stretto che dà sui campi e l’Ape ci passa, le macchine no: bisognava solo inclinarla. E dissi al nonno:
-Spostati di nuovo da quella parte!
 Ma lui sì che sentiva, non ci sente quand’è in camera alla Casa di Riposo, figuriamoci col malloppo sotto l’ascella, aggrappato alle sponde dell’Ape, col passamontagna e il pennacchio a svolazzare e col rumore della marmitta Polini.
Per fortuna Truffa lo capì, lo porto spesso sul cassone e lui è un incrocio fra un labrador e chissà cosa, e pesa almeno trenta chili e facilita queste manovre, e si spostò dal lato giusto e mi chiedo sempre come fa a sapere qual è il lato giusto e siamo passati indenni tra le galline in quel passaggio e dallo specchietto ho visto i suoi scagnozzi che sbraitavano uscendo dalla Punto piena di piume e polvere, ma io ho tirato diritto, son passato dai campi di peperoni e sono arrivato al fiume Grande.
-E poi?
-E poi ho aiutato il nonno a scendere, che c’aveva le gambe rigide e il didietro a pezzi e borbottava come una caffettiera, e si è tolto il passamontagna, era tutto rosso e si è guardato intorno disorientato, come non conoscesse il posto:
-“Non è qui il casotto dove andavo a pescare! Dove diavolo mi hai portato? Sei cretino tanto quanto tuo padre!”.
 Sa com’è … mio nonno ce l’ha su con mio padre per via di tutti i debiti che si è fatto e comunque ha ragione perché mio padre …
-So tutto di tuo padre. Va avanti.
-E a quel punto io ho spento l’Ape, l’ho nascosto nelle frasche e mentre lo nascondevo ho visto quella barca. Era lì che sembrava aspettare proprio noi e ho detto al nonno:
-Guarda c’è una barca e ci sono i remi … sei mai stato su una barca?.
E lui mi ha raccontato una storia strana su un pescatore strambo, che si chiamava Mentin, che un giorno pescò una balenottera azzurra e comunque nel frattempo mettevamo la barca in acqua e io sentivo la sirena dei suoi scagnozzi Maresciallo, e sentivo delle voci e non capivo bene la storia di quel Mentin e salimmo sulla barca, io, il nonno e Truffa, che sembrava tutto contento per la gita sul fiume e io mi sono ricordato di quando andammo in Sardegna, che mio padre c’aveva ancora i soldi per le vacanze e andammo su una barca del genere, e che avevo remato e le giuro, ho fatto del mio meglio, gliel’assicuro Maresciallo, per guidare sta dannata barca, ma era impossibile!Girava continuamente su se stessa e il nonno gridava:
-“Mi fai venire il mal di mare! Va diritto! Come faccio a spartire il malloppo!” E intanto metteva i soldi sul fondo della barca e qualche biglietto da 50 volava via e io gli urlavo:
-Non possiamo dividerceli dopo? Già son pochi, se ancora li perdiamo ...
 E la corrente ci portava veloce, che non immaginavo quanta acqua aveva il fiume Grande quel giorno …
-La barca stava lì per quello: era della Protezione Civile, c’era l’allarme alluvione …
-E come potevo saperlo Maresciallo! Comunque abbiamo picchiato di qua e di là e ad un certo punto ho visto il nonno sbiancare come un lenzuolo e … santa polenta Maresciallo! Si vede che quel caffè con la grappa gli è rimasto sullo stomaco e si è messo a vomitare e non respirava … ho passato un brutto quarto d’ora, che già avevo i miei problemi a governare la barca! Poi siamo arrivati al ponte. Non me l’aspettavo, non me l’aspettavo proprio! C’erano carabinieri sulla riva e sopra il ponte e uno aveva un megafono e gridava:
-Accostate! Accostate e non vi succederà nulla!
Ma io non sapevo né cosa volesse dire “accostare” e non sapevo come fare ad accostare, che la barca faceva quel che gli pareva e fu in quel momento che il nonno tirò fuori quella pistola! Io dissi:
-Nonno che fai? Hai una pistola?
 E lui:
-“Certo cretino che sei! Come pensi che si facciano le rapine? Con le fionde? E … Avanti Savoia!”
E non pensavo sapesse sparare il nonno e le ripeto, non potevo far nulla, stavo attaccato al remo, con Truffa che abbaiava ai carabinieri e il nonno che prendeva la mira.
-Ha centrato solo il megafono …
-Meno male! Però il colpo ha spaventato a morte Truffa, che ha fatto un movimento strano e un attimo dopo eravamo tutti e tre a mollo e io mi sono aggrappato alla sua coda e lui nuotava verso la riva e il nonno … il nonno non l’ho visto più. Mentre cercavo di stare a galla e “accostare” ho sentito ancora una volta quel suo modo di dire “Avanti Savoia!”, che in verità Maresciallo, non so chi è questo Savoia, ma al nonno piaceva dire così … e … adesso mi dice se l’avete ripescato? No? E dov’è?
-Del Nonno abbiamo perso le tracce: è passato sotto il ponte, poi ...
-Allora guarderò “Chi l’ha Visto” stasera, mi lascerete andare vero? Dovrei andare a trovar mia madre, sa è all’ospedale e devo raccontarle che abbiamo recuperato un po’ di soldi, che possiamo pagare qualche arretrato e prendere la PS5 … basta ritrovare il Nonno, basta che mettete una cimice col microfono nascosto e se sentite “Avanti Savoia! ” è lui di sicuro … lui ha il malloppo, dentro una borsa di nylon del Discount… .

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