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Attualità | 10 gennaio 2022, 13:04

Via da oggi, in Piemonte, allo 'switch' dei canali tv

Molti televisori faranno la risintonizzazione in modo automatico, per altri invece sarà necessario procedere manualmente. UNCEM, però, non ci sta e chiede l'intervento del MISE a sostegno degli enti comunali montani

Foto generica

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A partire da oggi, lunedì 10 gennaio, i cittadini piemontesi dovranno risintonizzare i canali tv per poter continuare a vedere i programmi Rai e TV8, Cielo e SkyTg24. Molti tv faranno la risintonizzazione in automatico, per altri sarà necessario procedere manualmente.

CAMBIO CODIFICA
Dall'8 marzo 2022 le emittenti televisive nazionali provvederanno a dismettere la codifica di trasmissione Mpeg-2 ed attivare in tutto il Paese la codifica Mpeg-4 sullo standard tecnologico DVBT. In altre parole, alcuni canali saranno visibili solo in alta qualità, tecnologia supportata solo da alcuni televisori.

LA MIA TV SUPPORTA L'HD?
Per sapere se il proprio televisore o il proprio decoder sono compatibili con l’Hd, basterà sintonizzarsi su un canale in alta definizione come 501 (Raiuno Hd), 505 (Canale 5 Hd) o 507 (La7 Hd). Se sarà possibile ricevere anche solo un canale, per continuare a vedere i canali oscurati sarà sufficiente risintonizzare il tv (ammesso ovviamente che non ci siano problemi all’antenna).

Se l’apparecchio non ha problemi di ricezione, al termine della ricerca sarà creata una lista di canali ordinata. Potrebbero essere necessarie due risintonizzazioni.

UNCEM CHIEDE L'INTERVENTO DEL MISE
C'è, però, chi guarda allo switch con della preoccupazione. Come UNCEM, che ha chiesto a tutti gli Enti montani italiani proprietari di impianti per la trasmissione televisiva di bloccare ogni tentativo di spegnimento dei ripetitori, a opera di imprese incaricate dal Ministero dello Sviluppo Economico. I ripetitori TV non si spengono. La mobilitazione è necessaria, a tutela dei cittadini residenti nei Comuni montani.

"Intervenga con urgenza il MISE per sostenere gli Enti, Comuni, Comunità, Unioni montane, in questo complesso passaggio di frequenze e adattamento tecnologico dei ripetori - afferma Marco Bussone, Presidente Uncem - Di certo gli impianti non possono e non devono essere spenti. Faremo resistenza. Perché non accettiamo di fare le spese, come comunità ed Enti locali dei territori, di una non gestione del cambio delle frequenze da parte del Ministero competente. Queste cose non si improvvisano. E vanno guidate, operativamente. Anche d'intesa con Rai e Inwitt. Uncem chiede da almeno un anno al Mise di intervenire. Nulla è stato fatto. Ora il Ministero deve convocarci, in sede tecnica e politica, capire dove sono gli impianti e quante risorse servono per adeguarli. Se non riuscirà, allora si stanzino risorse per consentire ai cittadini delle aree montane coperti da segnali di ripetitori non Rai o RaiWay, di acquistare la parabola e il decoder e dunque vedere la televisione con il TVSat. Uncem prosegue anche nei rapporti con il sistema delle TV regionali, rappresentate da Confindustria Radio-TV, per evitare black-out e ingenti spese da parte delle imprese del settore. I cittadini, in tutto il Paese, anche nelle aree montane, hanno il diritto di vedere l'intero bouquet televisivo, compresi i canali tematici Rai, comprese le tv regionali e locali. Senza ulteriori spese e senza interventi a carico degli Enti locali, onerosi e finora rimasti senza copertura finanziaria e politica".

Simone Giraudi

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