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Attualità | 10 gennaio 2022, 17:11

Le scuole alla prova della ripresa: la situazione nelle superiori albesi

Lezioni in presenza ripartite dopo la sosta natalizia tra alunni in isolamento e docenti sospesi. La percentuale di studenti costretti a casa in questo momento oscilla tra l'8 e il 10%

Controllo della temperatura al Liceo Cocito (archivio)

Controllo della temperatura al Liceo Cocito (archivio)

La campanella è tornata a suonare anche per gli istituti scolastici di Alba e del territorio, e la situazione in generale è sotto controllo. Un rientro in classe che si spera possa durare fino alla fine dell’anno scolastico per lezioni che i presidi auspicano sempre in presenza con, al massimo, l’attivazione di una didattica mista tra alunni a casa e in classe.

Per ora il Covid-19 resta fuori dagli istituti perché gli alunni, positivi o perché a contatto di familiari con Covid-19, sono stati contagiati durante le vacanze natalizie. Vediamo la situazione in alcune scuole albesi.


Istituto Superiore "Umberto I" di Alba

La preside della Scuola Enologica Antonella Germini dichiara: «In tutte le nostre sedi tra Alba, Grinzane Cavour, Santo Stefano Belbo, Fossano e Verzuolo attualmente ci sono circa 90 alunni in quarantena e isolamento, con un incremento di positivi tra sabato sera e questa mattina, conseguenza delle vacanze natalizie. Devo dire che sono numeri che, a confronto con quelli della stagione autunnale, sono addirittura più bassi. In percentuale siamo sul 9% di assenze sui circa mille alunni che frequentano le nostre sedi.

Sono soddisfatta che si riprenda la didattica in presenza, vedremo se usciranno altri positivi tra alunni, corpo docenti e addetti. Se succederà siamo pronti ad affrontare eventuale Dad o didattica mista che, a mio avviso, è l’aspetto più complesso, anche se siamo attrezzati per affrontare questo disagio.

Tra insegnanti e personale ci sono circa dieci persone a casa, quindi siamo in una situazione più di attesa che di emergenza. Vediamo come proseguirà".


Istituto Superiore "Einaudi" di Alba

Nelle parole della preside Valeria Cout si nota una certa preoccupazione: «Abbiamo diverse assenze tra insegnanti ammalati e sospesi perché non vaccinati. A questi si aggiungono 165 alunni assenti, di cui 68 tra positivi e in isolamento.
La ripresa per noi è un po’ difficile perché abbiamo estrema difficoltà a trovare personale supplente, soprattutto per la cattedra di informatica.

Dobbiamo gestire le lezioni per 866 alunni iscritti al nostro istituto e stiamo cercando di risistemare il calendario, per garantire agli studenti una regolare didattica in presenza. Definirei la nostra situazione demoralizzante ma sono sicura che nei prossimi giorni riusciremo a reperire docenti, che, tra l’altro, stiamo cercando anche tra chi sta terminando il percorso di studi per insegnare.

Per DAD e didattica mista non abbiamo mai avuto problemi, siamo stati uno dei primi istituti a farla con buoni risultati. Certo, la didattica in presenza è meglio perché c’è la relazione con gli allievi che, se costretti a casa, possono andare incontro a problemi. In merito a questo aspetto abbiamo attivato da più di un anno lo sportello per il supporto psicologico, perché purtroppo ci sono casi di disagio psicologico tra problemi alimentari e anche legati alla sfera sessuale. Come vede dobbiamo gestire diverse situazioni: la scuola superiore non è solo ore di lezione».

Licei Classico Govone e Artistico Gallizio, Alba

Il preside Roberto Buongarzone è soddisfatto per la ripresa delle lezioni: «Abbiamo ripreso regolarmente la didattica in presenza, il personale, tra insegnanti e addetti vari, è quasi al completo, se escludiamo qualche caso di docenti sospesi, che stiamo prontamente sostituendo. Nel weekend abbiamo gestito non senza difficoltà le richieste di DAD arrivate dagli studenti che sono risultati positivi dopo i tamponi per il rientro a scuola. E, alla fine, ci sono pervenute 50 domande su circa 800 alunni iscritti, suddivise equamente tra Liceo Classico e Liceo Artistico.

Un numero che considero accettabile, soprattutto perché tra i due licei la percentuale di ragazzi vaccinati è dell’80%, con punte del 95% nelle classi degli ultimi due anni. E, a mio avviso, la possibilità di fare didattica in presenza, è anche un premio per la maggioranza degli alunni che si sono vaccinati. Lo sforzo organizzativo è grande, ma ne vale la pena perché le lezioni in aula hanno un valore nettamente superiore a quelle fatte in DAD o in didattica mista, due opzioni su cui siamo comunque preparati. Io sono favorevole al mantenimento della didattica in presenza perché evita certi rischi sia sul fronte della formazione che su quello dell’impatto psicologico per gli alunni che devono stare in casa davanti a un Pc».

Livio Oggero

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