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Attualità | 08 gennaio 2022, 09:30

Turismo, che 2022 ci aspetta? Intervista al presidente dell'ATL Langhe Monferrato Roero, Luigi Barbero

"I risultati del 2021 sono stati straordinari. Ora lavoriamo per essere sempre più punto di riferimento mondiale per il turismo enogastronomico, alto spendente"

Il presidente dell'ATL Langhe Monferrato Roero, Luigi Barbero

Il presidente dell'ATL Langhe Monferrato Roero, Luigi Barbero

L'inizio di un nuovo anno è un periodo buono per guardare a quello appena conclusosi, stilando un bilancio e guardando ai mesi a venire, con qualche previsione. Lo abbiamo fatto insieme a Luigi Barbero, presidente dell'Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, mettendo a fuoco uno dei comparti trainanti per l'economia del territorio.

Com'è andato l'anno passato?
"Il 2021, dal punto di vista turistico, è andato molto bene: siamo usciti prima dell’estate da una situazione di lockdown ripetuto a più ruiprese, facendo segiuto alle chiusure del 2020 che avevano fortemente penalizzato il settore. Già nell’estate abbiamo registrato segnali di ripresa forte del comparto turistico, con una grande voglia di turisti italiani e stranieri di tornare a viaggiare. Per le ovvie ragioni legate alla pandemia, con le restrizioni sugli spostamenti, abbiamo avuto meno turisti di lungo raggio (con un drastico calo di americani, asiatici e australiani), compensato da molto turismo domestico ed europeo".

Qualche numero?
"I risultato sono stati straordinari: i dati presentati dall’osservatortio regioanle sui flussi turistici hanno quantificato arrivi e presenze nella misura dell’80% rispetto al 2019, con la differenza che nel 2021 abbiamo avuto solo sei mesi di turismo normale. Basti pensare che nei mesi di luglio e agosto abbiamo registrato un +20% sul 2019, un risultato strabiliante. Un segnale robusto è arrivato proprio nell’estate, con i ristoranti che hanno lavorato moltissimo, lunghe liste d’attesa, e il trend favorevole è proseguito con l’inizio della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba, fino all’inziio di dicewmbre, con il picco di presenze turistiche tra estate e autunno. Le presenze in ristoranti e strutture ricettive sono state una boccata d’ossigeno sia sotto l'aspetto economico che in fatto di fiducia e ottimismo nel futuro.
Ora, con la variante Omicron ci ritroviamo in situazione inaspettata, vista la diffusione della pandemia che è sotto gli occhi di tutti, pur sembrando il virus meno aggressivo delle precedenti varianti. Tuttavia, c'è stato un effetto negativo su Natale e Capodanno, penalizzando in parte veglioni di fine anno e pranzi di Natale, per i quali sono arrivate diverse disdette"
.

Quali sono le previsioni per il 2022?
"Difficile fare grandi previsioni: siamo in un momento in cui i contagi continuano ad aumentare, in Italia, Europa e in tutto il Pianeta. Non possiamo avere certezze… Ci auguriamo tutti che dopo questa violenta ondata di contagi la curva cominci ad attenuarsi e a scendere, dalla fine del mese in avanti, tornando verso la primavera con una situazione sotto controllo che permetta una agevole mobilità da parte dei turisti. Ora, con i tamponi, anche solo muoversi da e verso la Francia è complicato. Se ritornassimo in una situazione di normalità grazie ai vaccini - che vedono l’Italia in una posizione molto buona, con quasi il 90% di vaccinati - e con gli ultimi provvedimenti governativi che puntano a ridurre le quote di persone non vaccinate, tenendo sotto controllo i contagi, potremo sperare in primavera di rivedere i turisti.

Va detto che noi, in Langhe, Monferrato e Roero siamo in una situazione 'privilegiata': tradizionalmente, da fine dicembre a marzo le presenze sul territorio sono molto basse, ma territori a noi vicini, con i comprensori sciistici, hanno nell’inverno la loro alta stagione, e chi aspettava grandi numeri viene fortemente penalizzato".

Su che tipo di turismo punta il territorio?
"Il nostro territorio è sempre più visto come punto di riferimento mondiale per il turismo enogastronomico, alto spendente, con i nostri prodotti turistici conosciuti in tutto il mondo: il turismo del vino, l'enogastronomia, i riconoscimenti Unesco, il paesaggio, i castelli sempre più organizzati e aperti...
Abbiamo programmi ambiziosi per quest’anno, legati al presidio dell’ATL a livello territoriale, lavorando con Comuni, Uffici turistici, operatori alberghieri e ristoratori: siamo un punto di riferimento per una vasta platea di soggetti con interessi comuni nel campo del turismo, e negli anni l’Ente è riuscito a fare da collettore di una politica territoriale che, fatta attraverso un organismo comune, ha un’efficacia forte e migliore rispetto a realtà in cui ognuno fa per conto suo, a volte anche in competizione"
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Qual è l'obiettivo?
"Va ulteriormente potenziato il ruolo di presidio territoriale dell’Ente Turismo. Dobbiamo lavorare per un miglioramento costante dell’offerta turistica, presentandoci ai turisti che vogliono vivere esperienze autentiche, all’altezza delle loro aspettative. Un'altra direttrice è quella del posizionamento sui mercati internazionali: abbiamo già fatto molto partecipando a eventi, inizative, incontrando giornalisti di tutto il mondo, con contatti di tour operator in tutto il Pianeta, con un ufficio stampa molto forte e una grande atrtività di promozione e marketing. Ma possiamo migliorare, rafforanzando il nostro essere un punto di riferimento tra i primi al mondo legati ai nostri prodotti turistici, partendo dal settore enogastronomico e dal turismo del vino. In questo senso, credo che la Global Conference on Wine Tourism organizzato dal WTO avrà un forte impatto. A settembre arriveranno sul territorio enoturisti e wine lovers da ogni parte del mondo, per l'appuntamento di punta dell’anno, insieme a tante iniziative di un territorio vivo e vivace, capace di realizzare anche interventi di natura durevole e strutturale, come il nuovo Museo del Tartufo, che affiancano eventi ricorrenti di richiamo internazionale, come la Fiera del Tartufo Bianco d'Alba e Cheese".

Il 2022 sarà anche l'anno del suo passaggio di testimone da presidente...
"In primavera andrà a scadenza il mandato dell’attuale CdA e del presidente. Non mi ricandiderò in questo importantissimo ruolo, che è stato entusiasmante e mi ha dato modo di vivere un’esperienza positiva e gratificante. Dopo 12 anni, credo sia necessario un turn over per questa carica, che avrà un ruolo sempre più importante. Lascerò in primavera con grande soddisfazione e con l’augurio di buon lavoro a chi verrà dopodi me".

Pietro Ramunno

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