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Al Direttore | 07 gennaio 2022, 19:28

Nello tsunami dei contagi si ingrossa il fronte dei "dimenticati in quarantena"

Tra persone in isolamento ma col green pass ancora attivo e Sms di prenotazione per la terza dose ai malati, i giorni passano e la situazione non sembra migliorare per chi si sta curando a domicilio. Nuove testimonianze dai nostri lettori

Nello tsunami dei contagi si ingrossa il fronte dei "dimenticati in quarantena"

Due anni di pandemia e i problemi non sembrano diminuire, anche in provincia di Cuneo, soprattutto per quel che riguarda l’assistenza ai malati a domicilio.
Questo da quanto emerge non solo dalle “voci di corridoio” che ci si scambia tra amici e parenti, descrivendo le esperienze di chi ha contratto il Covid-19, ma anche dalle testimonianze che arrivano alla nostra redazione, dalle quali si evince come, indipendentemente dallo stato di gravità della malattia, il sistema sanitario sia in grave difficoltà nell’aggiornarsi sullo stato di salute di chi è in quarantena, e sulla gestione dei diversi casi. E così tra green pass attivi di persone in quarantena e Sms di terza dose a malati, i giorni passano e la situazione non sembra migliorare.
Riportiamo a seguire due lettere ricevute oggi dal nostro giornale, ad esempio di esperienze che molte persone stanno purtroppo vivendo in questo lungo periodo.


“Siamo consapevoli dell'aumento dei contagi, ma dopo due anni è impensabile un fallimento del genere della sanità. Potrei riassumere la mia riflessione con il titolo: Odissea.
Siamo una famiglia di sei persone che in modo preventivo e per non contagiare altri nelle Festività, ai primi sintomi sospetti di un componente confermati da un tampone positivo fatto a casa, abbiamo eseguito tutti i tamponi in farmacia. Risultati totale: due positivi e quattro negativi. Potevamo fare finta di nulla, ma abbiamo voluto agire in modo corretto. E così è scattata la quarantena.

Il problema è che in famiglia abbiamo casi diversi, da chi vaccinato da meno di quattro mesi, a chi più, a chi ancora nulla perché piccola e in attesa della prima dose. Siamo stati non solo abbandonati dal Sisp, ma trattati veramente male, dal primo colloquio telefonico nel quale sono stata aggredita, perché non dovevo permettermi di chiamare, ma dovevo aspettare il loro contatto, fino al telefono “chiuso in faccia”.

Le altre risposte via mail sono state ogni volta discordanti, per noi, non positivi, ma ritenuti contatti stretti. Volevamo solo la certezza delle informazioni lette su internet. Il ragazzo positivo al primo tampone fatto in casa necessitava di tampone ufficiale, ci è stato detto che potevamo uscire per portarlo nonostante la quarantena, cosa poi smentita da un altro operatore, ma ormai eravamo andati.

I ragazzi positivi non sono ancora stati contattati, dovrebbero già fare il tampone per chiudere la quarantena lunedì 10 gennaio, ma nessuno si degna di considerarci. Siamo in sei, abbiamo fatto i tamponi la prima volta a nostro carico. Venerdì 7 gennaio chi non ha avuto sintomi lo rifarà nuovamente a pagamento, ma non è corretto! Non è giusto! Anche se la cosa peggiore è quella di rimanere qui ad aspettare una chiamata che forse mai arriverà com'è successo a molti. Dimenticavo, abbiamo tutti il green pass attivo, questa forse è la beffa più grande!”.

C. S.


“Dopo aver letto il vostro articolo su Targato Cn (leggi qui) mi sono deciso di segnalare anche la nostra esperienza familiare.

In data 16 dicembre mia moglie è risultata positiva ad primo tampone rapido ed io negativo. Il farmacista mi ha detto che dovevo isolarmi anche io, visto che ero stato a contatto di un positivo.

In data 21 tramite il mio medico di base sono riuscito a fare il molecolare con esito positivo.

In data 24 dicembre il Sisp mi contatta per sapere se e quando ho avuto dei sintomi, a fine telefonata mi hanno messo in isolamento a partire dal 18 dicembre (non conteggiato), e mi fanno eseguire altri due molecolari il 27 e 31 dicembre entrambe positivi.

Il 4 gennaio, dopo aver scritto direttamente al Urp dell'Aslcn1 per evidenziare la mancanza di contatto da parte del Sisp, sono riuscito a capire che il mio isolamento terminerà il giorno 8 gennaio. Così ho chiesto quando mi verrà inviato il provvedimento di fine isolamento per aver passato 21 giorni da isolato...e mi viene risposto, speriamo di liberarla per il 10 o 11 gennaio perché la domenica 9 non sappiamo i turni di lavoro come sono!
Praticamente 2 o 3 giorni dopo la fine dell'isolamento, ed io devo aspettare che qualcuno abbia tempo per farmi un foglio di carta per poter tornare a vivere?

Inoltre la cosa più grave è che ero stato trovato positivo il 20 dicembre ed il green pass mi è stato revocato 10 giorni dopo (30/12) ed in più ogni giorno ricevo dalla Regione il sms per fare la terza dose.
Io lo annullo per motivi sanitari ma questo non basta, e continuo a riceverlo…oggi ne ho ricevuto un altro.
Spero almeno che il 9 gennaio il Sisp mi emetta il provvedimento di fine quarantena, altrimenti per colpa loro non potrò riprendere il lavoro”.

Giovanni Ferrero, Savigliano

Livio Oggero

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