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Eventi | 06 gennaio 2022, 11:44

Nella calza della Befana del Caffè Letterario di Bra c’è “Anna Karenina” di Lev Tolstoj

La recensione del poeta braidese Bernardo Negro di un classico che non può mancare nella libreria di casa

Nella calza della Befana del Caffè Letterario di Bra c’è “Anna Karenina” di Lev Tolstoj

È arrivata la festa dell’Epifania. Oltre alle caramelle, la Befana porta sempre almeno un libro, a volte anche più di uno. E quest’anno non ha fatto eccezione.

Nella calza appesa al camino del Caffè Letterario di Bra, infatti, c’è “Anna Karenina”, il classicissimo di Lev Tolstoj.  Secondo il poeta braidese Bernardo Negro, è un classico che non può mancare nella libreria di casa. In men che non si dica ci si ritrova catapultati indietro nel tempo, immersi in un’atmosfera da sogno e ancora alla scoperta di grandi amori.

Ecco la sua recensione.

“Anna Karenina” di Lev Tolstoj è uscito in Russia nel 1877 e più volte ristampato da Mondadori. Il romanzo narra la vicenda di Anna, moglie dell’alto ufficiale Karenin. Apparentemente lei è una signora un po’ fatua, ma superficialmente felice tra quei polemici salotti che Tolstoj detestava. L’incanto si rompe quando Anna incontra il brillante Vronskij, un personaggio fasullo quanto attraente nella Mosca del Secondo Ottocento.

Di riscontro cresce il racconto di un altro amore: quello di Kevin con Kitty, intrecciati da complesse parentele con i Karenin. Lui vive una scontrosa diffidenza verso la società, mentre Kitty è solarmente fiduciosa. Poco alla volta Anna si lascia travolgere dalla passione per quanto la combatta con la sua debole forza interiore. Arriverà ad abbandonare il figlio per seguire i viaggi spavaldamente avventurosi di Vronskij.

Le parti si invertono. Kitty riuscirà a dare una saggia tranquillità a Kevin, mentre per Anna gli eventi precipitano. Vronskij si rivela per quello che è, fino all’incomprensione tra i due, frutto dell’arrogante disprezzo dell’uomo verso la debole Anna, che si suiciderà sotto le ruote di un treno. Altre famiglie fanno da contorno alle vicende principali, tratteggiando la società russa ai tempi dell’autore.

Il romanzo è un quadro vigoroso della contemporaneità che ne vede la sua scrittura, a differenza di “Guerra e Pace”, solenne affresco storico che ben conosciamo. “Anna Karenina” non è inferiore al capolavoro assoluto di Tolstoj, anche se l’epica qui è sostituita da un dolente lirismo che a volte, pur arricchendolo, lascia l’amaro in bocca al lettore. Ma siamo sempre su note molto alte di una sinfonia complessa quanto seducente.

Sono indeciso se attribuire a questa vicenda la nascita del Realismo sospesa tra questo romanzo e “Madame Bovary” di Flaubert o “Eugenia Grandet” di Balzac. Lo decideranno gli affezionati lettori del Caffè Letterario di Bra. (Silvia Gullino)

Silvia Gullino

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