Politica - 05 gennaio 2022, 12:47

Enrico Costa: “Saremo il 'collante', più che l’ago della bilancia”

Il leader di Azione indica in Cirio, Borgna e Quaglia i tre “pilastri” che consentono al Cuneese di godere di una situazione favorevole. Plaude all’elezione in Consiglio provinciale di vari esponenti di matrice liberale e rivendica per “Granda in Azione” il ruolo di cerniera

Enrico Costa e Carlo Calenda

Enrico Costa e Carlo Calenda

Lo abbiamo scritto e lo confermiamo: il 2022 sarà un anno cruciale per vari  aspetti della vita politico-amministrativa cuneese.

Le recenti elezioni provinciali sono state il primo assaggio in attesa delle elezioni comunali. La competizione più attesa è indubbiamente quella di Cuneo, il capoluogo di provincia. Ma non c’è solo quella. Nel frattempo altre vicende nazionali e regionali s’intersecano con quelle cuneesi.

Ne abbiamo parlato con Enrico Costa, il parlamentare monregalese approdato al fianco di Carlo Calenda per dare impulso ad Azione, soggetto politico che in questi ultimi mesi è stato tra i più attivi su piazza.

- Costa, lei è un politico esperto, che ha importanti entrature in ambito romano. La prima battuta la riserviamo dunque all’elezione del Capo dello Stato. È stata fissata per il 24 gennaio la prima “chiama”. Che cosa pensa succederà?
La situazione è ancora magmatica. Per quel che posso intuire, mi pare che ad oggi la personalità che riscuote il più largo consenso resti Mario Draghi, pur se vi sono altre autorevoli figure a bordo campo. Ritengo comunque che quella di Draghi sarebbe un’ottima scelta”.

- Se Draghi va al Quirinale chi potrebbe sostituirlo a Palazzo Chigi? La possibilità di elezioni politiche anticipate, secondo lei, è reale?
Vari fattori mi fanno escludere la possibilità di elezioni politiche prima della scadenza naturale della legislatura, che terminerà a marzo 2023. Penso, nel caso di elezione di Draghi al Colle, che il testimone passerà ad un politico e non più ad un tecnico, verosimilmente di centrodestra, ma non sgradito al centrosinistra”.

- Tipo?
Giancarlo Giorgetti è un’ipotesi, ma non l’unica”.

- Veniamo alle vicende di casa nostra. Commentando l’esito delle elezioni provinciali, il presidente Borgna ha parlato di un “tortuoso giro per tornare al punto di partenza”. Granda in Azione è stata tra le prime forze politiche ad annunciare la presentazione di una propria lista, pur confermando pieno appoggio a Borgna. Qual è stato il senso di quest’operazione?
Non condivido il ragionamento di Borgna. Con il listone unitario, questa volta, sarebbero prevalse le posizioni più radicali, sia a sinistra che a destra. In questo modo, invece, le varie liste sono state costrette ad evitare scelte identitarie perché solo così potevano ottenere il consenso degli amministratori, trattandosi, come noto, di elezioni di secondo livello”.

- Immagino sia soddisfatto del risultato ottenuto da Granda in Azione?

Certo. E non solo per l’elezione dei nostri due rappresentanti, Pietro Danna e Vincenzo Pellegrino, ma anche per l’affermazione in altre liste di personaggi di chiara matrice liberale”.

- Ci fa qualche nome per aiutarci a capire…
Penso a Silvano Dovetta, sindaco di Venasca e presidente dell’Unione montana valle Varaita e a Marco Bailo, sindaco di Magliano Alpi. Due cari amici, eletti in due diverse formazioni, una di centrosinistra, l’altra di centrodestra, entrambi di provata esperienza amministrativa e liberali da sempre”.

- Che farà adesso Azione?

Massimo sostegno e piena fiducia a Federico Borgna per i mesi che gli restano al vertice della Provincia. Ne approfitto per chiederle di correggere la definizione di “ago della bilancia” che lei ci ha attribuito. Non è corretta”.

- Prego…
Granda in Azione intende svolgere la funzione di 'collante' più che essere semplicemente 'ago della bilancia'”.

- Ci dettaglia meglio il suo pensiero?
La nostra provincia gode oggi di un vento complessivamente favorevole pur in una congiuntura difficile, potendo fare affidamento su tre 'pilastri': Cirio in Regione, Borgna in Provincia e Quaglia con il mondo delle Fondazioni bancarie. Compito di Azione sarà quello di aiutarli a stare insieme, cercando di scongiurare quelle tentazioni interne che stanno facendo capolino sia nel Pd che nelle componenti più radicali del centrodestra. Cercheremo di fungere da cerniera tra le anime dialoganti tanto del centrosinistra che del centrodestra. È vero che restano solo pochi mesi prima dell’elezione del nuovo presidente della Provincia, ma sarà un tempo intenso, propedeutico al dopo”.

- E per la successione di Borgna che dice?

Avanti tutta nella direzione del dialogo. Un’idea ce l’ho, ma dovrà essere perfezionata cammin facendo e, soprattutto, sarebbe intempestivo manifestarla oggi”.

Giampaolo Testa

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