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Politica | 04 gennaio 2022, 08:15

Bongioanni: “A noi la vicepresidenza del nuovo Ufficio di Presidenza Regionale”

Il capogruppo di Fratelli d’Italia, mentre risponde alle domande sul “governissimo” in Provincia e sui prossimi appuntamenti elettorali amministrativi, rivendica il ruolo che oggi è del forzista di Cervere Franco Graglia

Bongioanni: “A noi la vicepresidenza del nuovo Ufficio di Presidenza Regionale”

La politica – dopo la pausa natalizia - si rimette in moto con una serie di appuntamenti che, partendo dal livello nazionale, passando per il regionale fino ad arrivare a quello locale, non sono di poco conto.

Tra le forze politiche intenzionate a far valere le loro ragioni, in virtù dei sondaggi e ancor più delle buone affermazioni ottenute nelle ultime consultazioni (Torino compresa) vi è indubbiamente Fratelli d’Italia.

Siamo alla vigilia di una partita importante in Regione col rinnovo dell’Ufficio di Presidenza, che vede tra gli attori protagonisti tre cuneesi: il Presidente Alberto Cirio, il vicepresidente del Consiglio Franco Graglia (entrambi di Forza Italia) e il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Bongioanni.     

Ne abbiamo parlato con quest’ultimo, uomo forte di FdI non più solo in provincia, dove continua il suo movimentismo, ma ora anche a Palazzo Lascaris.

Bongioanni, il rinnovo degli organismi di Presidenza è stato oggetto, nelle scorse settimane, di serrato dibattito tra le forze di centrodestra che governano la Regione. Finora non è stato  possibile trovare un accordo. In quali termini, a suo giudizio, si potrà  raggiungerlo, visto che a breve si tornerà in aula?

“Siamo al giro di boa dei primi due anni e mezzo e quindi si può usare il termine abbastanza proprio, tradotto dal mondo automobilistico, che dobbiamo fare il “tagliando”, un tagliando per registrare e migliorare il rendimento della macchina. Ovviamente, l'Ufficio di Presidenza è un organismo importante perché di fatto detta i tempi e le regole di lavoro del Consiglio Regionale”.

Fratelli d’Italia, se non vado errato, era l’unica forza politica di maggioranza esclusa. È così?

“Nei primi due anni e mezzo Fratelli d'Italia non ha fatto parte dell'Ufficio di Presidenza, situazione che non si può più verificare nel prossimo biennio. In questo momento stiamo dialogando fra capigruppo di maggioranza e segretari regionali per arrivare ad una sintesi che consenta la riapertura dei lavori e per dare alla Regione un assetto che permetta di gestire le fasi di discussione di importanti proposte di legge, a partire dalla legge quadro sull’ urbanistica, per arrivare alla riforma del turismo”.

Qual è la situazione allo stato dell’arte?

“Al momento sono aperte tutte le strade compresa una rivisitazione completa dell’Ufficio”. 

Quali le richieste che ponete al presidente Cirio e ai vostri partner di coalizione?

“Più che di richieste si tratta di interlocuzioni con i segretari regionali. Ovviamente, Fratelli d’Italia entrerà a far parte dell’Ufficio di Presidenza con una posizione di prestigio, minimo la vicepresidenza”.

Si è vociferato più volte, nel corso dell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle, di un rimpasto di Giunta. Si farà?

“Se è importante un tagliando per l'Ufficio di Presidenza, lo è ancora di più per la Giunta. Sono personalmente favorevole ad una serie di interventi significativi, che consentano di ottimizzare le capacità dei singoli, proprio in virtù del fatto che i prossimi due anni e mezzo saranno cruciali per quello che lasceremo ai piemontesi".

 

In quale modo?

“Forse ho una deformazione che arriva dal mio passato di direttore di azienda, che deve ottenere il massimo risultato dal materiale umano che ha a disposizione, ottimizzando ruoli, deleghe ed incarichi. La politica mi insegna che a volte si possono ottenere solo accomodamenti meno radicali. In ogni caso, la discussione in atto, coordinata dal  Presidente della Giunta, che avrà l'ultima parola, sentiti i capigruppo e soprattutto i segretari regionali, sono certo vedrà degli aggiustamenti”.

 

Si è vociferato, a più riprese, di un cambio della guardia all’assessorato alla Sanità. Lei che ne pensa dell’operato di Icardi?

“Ritengo che l’assessore Luigi Icardi abbia lavorato bene, in una situazione di  difficoltà enorme per tutti, che si sia impegnato tanto, sottraendo tempo ad affetti, famiglia e tempo libero, come del resto molti di noi. Ha portato a compimento una serie di interventi importanti, primo fra tutti l’ “Azienda Zero”, l’ente che riscriverà il sistema di governance della sanità piemontese, ovviamente con la concertazione dei gruppi consiliari di maggioranza. Ragion per cui, per quanto mi riguarda come capogruppo di Fratelli d'Italia, la fiducia e la stima nei confronti di Icardi sono fuori discussione”.

Veniamo alle vicende cuneesi. Dopo il voto per il Consiglio Provinciale si susseguono gli appelli per un governo di “larghe intese” in Provincia. Fratelli d’Italia è d’accordo?

“Nella partita delle elezioni provinciali, ho tenuto una posizione forte affinché  non ci si annacquasse nella trappola del governo di larghe intese “modello Draghi”, con sirene che continuavano a cantare le loro melodie. I numeri mi hanno dato ragione. Inoltre, devo dire che la fermezza sia dell’amico presidente Alberto Cirio, che dell'amico senatore Giorgio Bergesio, e la loro risposta leale alle mie richieste, testimoniano la forza di un centrodestra che non ha bisogno di “inciuci”. Un centrodestra che ha mostrato la sua forza capillare, che aumenterà dopo le amministrative della prossima primavera, e che ha messo i blocchi di partenza per quella che sarà la corsa alla Presidenza della Provincia tra pochi mesi, dove correremo senza indugi per portare un uomo di centrodestra al governo della Granda e farla finalmente ripartire”.

Scusi, ma non ho ancora capito se FdI è d’accordo o no al “governissimo” insieme al Pd?

“Per quanto riguarda i prossimi cinque mesi di presidenza Borgna cominciamo a leggere il programma che ha distribuito nella prima ed unica seduta del nuovo Consiglio provinciale. Ci sono troppi temi completamente dimenticati: dalla questione faunistico-venatoria con l’emergenza cinghiali e trote, alla necessità di farsi protagonista di una riforma della legge Delrio del 2014 che non ha funzionato. Per non parlare della necessità del  perfezionamento dei valichi alpini internazionali di competenza provinciale come i colli dell'Agnello e della Lombarda e di una forte e maggior attenzione al turismo. E ancora: siamo perplessi rispetto all’assenza di un riferimento chiaro alla gestione e concertazione con i Comuni e la Regione sui fondi europei 2021/2027. Manca  un aggiornamento del piano territoriale di coordinamento, che risale a un decennio fa e necessita, nelle politiche idriche, di accompagnare la strategia degli invasi promossa dalla Regione. Tanto per dire quello che mi viene in mente a caldo”.

 

Ce la faranno Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia ad arrivare uniti agli appuntamenti amministrativi che incombono?

“La compattezza del centrodestra si riverbera da Roma a Torino a Cuneo proprio adesso che inizia la partita delicata e fondamentale del Quirinale, dove non possiamo permetterci alcun tipo di scricchiolio. Mi permetto di osservare che in provincia di Cuneo giocano anche i rapporti personali, che sono rapporti di vecchia data, in alcuni casi anche di amicizia, un valore che a qualcuno è totalmente sconosciuto”.

Lascia dunque intendere che le recenti elezioni provinciali siano state una sorta di prova generale per verificare la compattezza del centrodestra? 

“In un certo senso sì. Ho insistito così tanto perché il centrodestra corresse unito alle  provinciali perché credo che in questo modo abbiamo fatto “riscaldamento” per la sfida che ci attende per le amministrative di primavera”.

Fra pochi mesi importanti città del Cuneese, a partire dal capoluogo, andranno al voto per eleggere sindaco e rinnovare il Consiglio comunale. A Mondovì, Cuneo e Savigliano le sfide si annunciano difficili per il centrodestra. La sensazione che abbiamo noi osservatori è che si sia ancora in alto mare…

 

“Abbiamo una situazione molto chiara e delineata su Mondovì, che sono convinto porterà il centrodestra a guidare la città del Belvedere.

Per quanto riguarda Cuneo, che sicuramente, come Torino, rappresenta la “bestia nera” per il centrodestra, ritengo che questa volta, sulla scorta di quanto abbiamo visto ed ottenuto a Fossano, vi siano i presupposti per giocarsi la partita. Questo dico in considerazione della stanchezza con cui l'amministrazione Borgna arriva all'appuntamento elettorale, oltre alle comprensibili insofferenze che si percepiscono tra alcuni  esponenti e della maggioranza, che non potranno riconoscersi né in Patrizia Manassero, né in una sinistra guidata da figure che hanno della politica una visione più da palazzi romani che da confronto con il territorio.

Per ciò che concerne Savigliano la situazione è ancora in fase interlocutoria. Constatiamo una grande criticità verso l’operato della maggioranza uscente e registriamo una profonda spaccatura nella sinistra, contestualmente al tentativo di far nascere un’ampia aggregazione civica.

A questa ipotesi però, se non accompagnata dai partiti, io personalmente non credo. La recente consultazione provinciale lo ha dimostrato”.

Giampaolo Testa

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