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Cronaca | 03 gennaio 2022, 14:52

L’edera del vicino diventa un caso in tribunale

Quarantenne di Cervasca ora scagionato dall’accusa di danneggiamento. A querelarlo il confinante: “Ha fatto morire la mia pianta col diserbante”

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

E' stato assolto con formula piena dal Tribunale di Cuneo un 40enne di Cervasca accusato di danneggiamento da un 73enne suo vicino di casa.

La parte offesa sosteneva che l’uomo, nell’agosto 2019, avesse spruzzato appositamente del diserbante sull’edera che arrampica su un muro al confine delle due proprietà.

“Ho un patentino per l’uso del diserbante - aveva dichiarato l’imputato -. In ogni caso, è una sostanza che non può far morire le piante. Il mio vicino, durante il periodo estivo, non provvedeva a bagnare l’edera come avrebbe dovuto, che nei mesi caldi si secca e riprende vitalità a settembre”.

Nell'udienza del giugno scorso il pensionato aveva rimesso la querela nei confronti del vicino. La difesa, associatasi alla richiesta di assoluzione della Procura, ha sostenuto che le dichiarazioni dell’accusatore fossero confuse e contraddittorie: “Ai Carabinieri il querelante aveva riferito che all’imbrunire del 22 agosto 2019 aveva visto il mio assistito spargere il diserbante, salvo poi affermare in aula che era successo al mattino. Aveva detto anche di averlo scorto dalla sua camera da letto, smentito però da tutti i testimoni che affermano sia impossibile vedere fin lì dalla sua stanza".

CharB.

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