ELEZIONI POLITICHE 25 SETTEMBRE 2022
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Politica | 30 dicembre 2021, 11:49

Provincia: Borgna oltre il “modello Draghi”, si va verso il “governissimo” dal Pd a Fratelli d’Italia

Le baruffe elettorali per l’elezione del Consiglio Provinciale sono ormai acqua passata perché la legge Delrio gli attribuisce poteri poco più che residuali. Ciò che fa fede è il programma di mandato del presidente Borgna

Provincia: Borgna oltre il “modello Draghi”, si va verso il “governissimo” dal Pd a Fratelli d’Italia

C’è chi si ascrive la vittoria. Chi non vuol sentire parlare di sconfitta e chi si considera l’ago della bilancia. A conti fatti, però, per quanto riguarda le prospettive di governo dell’Amministrazione Provinciale dopo gli esiti delle recenti consultazioni, ha ragione il presidente Federico Borgna: “Si è fatto un ampio e tortuoso giro per tornare al punto di partenza”.

Perché la sostanza politica di ciò che si sta determinando in Provincia, dopo la convalida degli eletti avvenuta martedì scorso, è un “governissimo” che andrà dal Pd a Fratelli d’Italia.

Nessuno vuole ammetterlo pubblicamente perché la situazione è un pelino imbarazzante, ma di questo si tratta. L’unica diversità rispetto al precedente Consiglio Provinciale, quello scaturito nel 2018 dal listone centrosinistra-Forza Italia, è che il tavolo si allargherà per far posto a Lega e Fratelli d’Italia.

Non è facile spiegare alla massaia di Beinette le ragioni del perché per quindici giorni si è scatenata una forsennata caccia al consigliere da Caprauna a Oncino e ora la pace regna sovrana all’insegna del “tutti insieme appassionatamente”. Ci proviamo col ricordare che, fintanto che la legge Delrio non verrà modificata con l’introduzione di un organo esecutivo, cioè la giunta, l’ente Provincia, di fatto, è governato dalla figura presidente che lo amministra con lo strumento del decreto presidenziale. Il ruolo del Consiglio Provinciale, secondo la legge Delrio, è residuale.

Nei precedenti sette anni, il presidente Borgna ha sempre lavorato in modo collegiale distribuendo deleghe ai vari consiglieri sulla base delle disponibilità e delle competenze dei singoli. Per il futuro, in attesa di una modifica legislativa attesa a breve ma non ancora operativa, il presidente partirà proprio dal programma di mandato che ha presentato al momento della sua elezione, programma che, non a caso, martedì ha distribuito a tutti i componenti del Consiglio, chiedendo loro di impegnarsi per la sua realizzazione nei mesi che ancora gli rimangono prima della scadenza del suo mandato. Unica novità (non di poco conto), il fatto che la Provincia avrà voce in capitolo per la ripartizione dei fondi del Pnrr.

Di fatto, dunque, sono azzerate tutte le baruffe elettorali e ognuno dei 12 consiglieri provinciali avrà una o più specifiche deleghe che il presidente gli affiderà.

Tre anni fa, Guido Crosetto, numero due di Fratelli d’Italia, aveva bollato con sarcasmo il listone Pd-Forza Italia come “Patto del Nazareno in salsa cuneese”. Ma ora che anche i suoi Fratelli si sono attovagliati, quella battuta, per quanto ad effetto, appare desueta e buona al più per gli archivi. Se prima della consultazione del 18 dicembre si ipotizzava un “modello Draghi” per la Provincia, ora si deve parlare di “modello Borgna” che supera i perimetri del governo nazionale guidato da Mario Draghi, ricomprendendo anche l’unica forza politica di opposizione, FdI.

Ci si dirà che non si può fare diversamente e ne prenderemo atto. Così come prenderemo atto che la politica fa miracoli perché trasforma (quando vuole e fa comodo) l’impossibile in... possibile.

L’elezione del Consiglio Provinciale, come abbiamo annotato in precedenti articoli, era dunque propedeutica a ben altre battaglie. Non certo alla conquista del Palazzo di corso Dante.

Giampaolo Testa

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