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Politica | 27 dicembre 2021, 10:44

Nuovo Consiglio Provinciale, la prima volta di Lega e Fratelli d’Italia

La Provincia avrà un governo “modello Draghi” o si andrà verso larghissime intese con la partecipazione anche di Fratelli d’Italia? Un interrogativo di non poco conto, visto in ballo c’è la compattezza del centrodestra. “Granda in Azione” spera in una rottura tra FI e FdI

La proclamazione degli eletti nel Consiglio provinciale

La proclamazione degli eletti nel Consiglio provinciale

Domani, martedì 28 dicembre alle 16.30, nella sala Giolitti del palazzo della Provincia, si insedierà il nuovo Consiglio Provinciale scaturito dalle elezioni del 18 dicembre.

È un Consiglio per tre quarti formato da new entry: solo tre infatti i riconfermati: Massimo Antoniotti, esponente di Forza Italia, consigliere di Borgomale, il più votato in assoluto; Flavio Manavella, ex segretario provinciale Pd, già sindaco di Bagnolo e vicepresidente uscente della Provincia; Pietro Danna, esponente di “Granda in Azione”, consigliere a Monastero Vasco.

Non sono state rielette le due donne che facevano parte del Consiglio uscente, Anna Maria Molinari e Rosita Serra, rispettivamente di Castelletto Uzzone e Fossano, entrambe candidate nella lista di centrosinistra “La nostra Provincia”.

La novità politica più rilevante deriva dall’ingresso in Consiglio di Lega e Fratelli d’Italia, le due forze politiche che, non avendo in precedenza preso parte ai listoni unitari, erano state escluse dalla rappresentanza in Provincia.

Un’assenza che risale al 2014, dal momento dell’entrata in vigore della riforma Del Rio.

In realtà, in passato, la Lega (quando ancora si chiamava Lega Nord) aveva avuto responsabilità di primo piano nella gestione della Provincia con la presidenza di Gianna Gancia, ora europarlamentare, succeduta a Raffaele Costa.

Si può annotare come anche la destra avesse già avuto in passato un proprio rappresentante, Paolo Chiarenza, primo consigliere provinciale del Movimento Sociale eletto nel 1980, ai tempi della presidenza del Dc  Giovanni Quaglia, e poi riconfermato dal 1991 al 1998.

Sono quattro le donne (un quarto) che fanno parte nuovo Consiglio Provinciale: due di centrosinistra, Bruna Sibille (Bra) e Rosanna Martini (Alba) e due di centrodestra, Graziella Viale (Roaschia) e Simona Giaccardi (Fossano).

Al di là di queste annotazioni, il nodo politico da sciogliere, dopo la serrata battaglia elettorale e la prima seduta di convalida degli eletti, è capire se in Provincia si andrà ad un governo “modello Draghi”, cioè dal Pd alla Lega, oppure se – e questo sarebbe un caso curioso ed inedito – ricomprenderà anche Fratelli d’Italia.

Il Pd ha già fatto sapere che non potrà condividere responsabilità di governo con FdI, mentre da parte dei Fratelli non risulta siano ancora giunte  indicazioni al riguardo.

Certo è che se i Fratelli d’Italia rimassero alla porta, mentre i loro partner,  Forza Italia e Lega, ne facessero parte si porrebbe un problema di compattezza per la coalizione di centrodestra, prossima a scegliere i candidati sindaci di Cuneo, Mondovì e Savigliano.

Ma è proprio su questo aspetto che spera di incunearsi “Granda in Azione”, che sarebbe lieta si determinasse una frattura tra Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Enrico Costa vuole andare ben oltre il ruolo di “ago della bilancia”: il risultato ottenuto alle provinciali gli servirà, nelle settimane a venire, soprattutto per seminare la discordia nel campo di Agramante.

GpT

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