/ Politica

Politica | 24 dicembre 2021, 09:00

Sannazzaro (Pd): “Delusione mia e dell’area saviglianese, non rappresentata in Provincia”

Il sindaco di Cavallermaggiore, responsabile provinciale degli Enti locali del partito, esprime la sua amarezza per essere stato “tradito” ed escluso – e con lui il suo territorio – dal Consiglio provinciale

Davide Sannazzaro

Davide Sannazzaro

Davide Sannazzaro, da poco riconfermato sindaco di Cavallermaggiore, ci teneva davvero ad entrare in Consiglio provinciale.

Da un lato perché è responsabile provinciale del Pd per gli Enti locali, dall’altro perché contava di dare rappresentanza in Provincia al suo territorio, l’area a cavallo tra il Saviglianese e il Racconigese.

L’appoggio sperato però non c’è stato. O almeno non nella misura necessaria a garantirgli l’elezione.  

Non è mancato solo il voto di amministratori di altre appartenenze politiche (comprensibile).

È mancato anche quello di buona parte dei colleghi del suo stesso partito.

Del resto, non è una novità che nell’area di centrosinistra di Savigliano e dintorni serpeggino mal di pancia che faticano a placarsi.

Situazioni che, con l’avvicinarsi della data delle elezioni amministrative di Savigliano e Racconigi, due centri importanti nella geografia politica cuneese, preoccupano non poco i maggiorenti del Partito Democratico.

Abbiamo interpellato l’interessato per saperne di più e per cercare di capire cosa non ha funzionato.

Sannazzaro, ha ragione il presidente Borgna nel dire che sulla Provincia si è fatto un lungo e tortuoso giro per arrivare quasi al punto di partenza?

“Per onestà intellettuale devo ammettere che questa è sempre stata la tesi portata avanti dal presidente Borgna.

Credo però che non si sia valutato appieno il percorso di relazioni che ha portato alla costruzione della lista. Questo è stato sicuramente un momento importante di confronto e di valutazione dello stato di salute dei mondi che ruotano in quest’area.

Oltre al fatto che se i valori e le ideologie hanno ancora senso non era possibile ipotizzare una lista unitaria con dentro Pd e Fratelli d’Italia”.

Il suo partito, il Pd, ha voluto una lista “aperta e inclusiva” che però, a spoglio avvenuto, ha lasciato fuori lei, primo escluso, responsabile provinciale degli Enti locali…Deluso?

“Sì, ammetto di essere amareggiato da questo risultato. Un po’ perché sono rimasto fuori per pochi punti, ma soprattutto per il comportamento dei consiglieri comunali di Savigliano e Racconigi che avevano la responsabilità di governare i voti pesanti. 

Ogni area ha giocato per il proprio territorio. Il Saviglianese ha giocato alla dispersione a favore di altri territori o su candidati risultati poi non eletti.

Ringrazio di cuore i Comuni medi e piccoli con cui collaboro che hanno avuto fiducia in me a fronte del grande lavoro che insieme portiamo avanti.

Allo stesso tempo ringrazio Vilma Bressi, capogruppo di Savigliano, e Federico Soldati, segretario del circolo Pd di Racconigi, per essermi stato accanto”.

Non è rimasto solo fuori lei, ma anche l’area saviglianese che oggi non ha rappresentanza in Consiglio provinciale…Cos’è successo?

“Facile da capirsi.

Il sindaco di Savigliano, Giulio Ambroggio, ha fatto votare il sindaco di Moretta, Gianni Gatti, e quello di Racconigi, Valerio Oderda, ha scelto la linea del suo partito, Fratelli d’Italia, indirizzando i voti su Marco Bailo di Magliano Alpi.

Idem hanno fatto i consiglieri più indipendenti votando a sentimento e senza fare un ragionamento di territorio. A far sorridere ulteriormente il fatto che l’unico candidato della lista di centrodestra di questo territorio ha ricevuto zero voti.

Mi sembra chiara una miopia politica dei consiglieri comunali delle grandi città che a differenza dei comuni più piccoli non hanno capito il valore del loro voto”.

Come giudica la proposta di “larghe intese” per il governo dell’Amministrazione provinciale?

“La Provincia è di fronte ad un momento storico di grande importanza. Dopo anni di sofferenza, dai quali Lega e Fratelli D’Italia si erano chiamati fuori. Ora si può progettare e costruire grazie ai fondi del PNRR ed è logico che tutti vogliano sedersi al tavolo per il bene dei propri territori e per essere protagonisti di questa fase”.

Chi pensa succederà a Federico Borgna quando, tra qualche mese, cessando il suo incarico di sindaco di Cuneo, lascerà la presidenza?

“A mio parere è troppo presto per fare previsioni poiché prima dell’elezione del presidente della Provincia ci sarà una tornata amministrativa che coinvolge tre delle sette sorelle, tra cui la stessa Cuneo, e molte città importanti.

Solo quando questo quadro sarà completo potremo avere un orizzonte più chiaro sul successore di Borgna”.

GpT

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium