Attualità - 22 dicembre 2021, 10:51

"Quale futuro per il Tartufo Bianco d’Alba in Italia?" Una speciale lezione e un servizio per Radio France

I bimbi della Primaria Coppino alla scoperta del Tuber Magnatum Pico negli spazi del museo che celebra i ricordi del commendator Ponzio, tappa di un reportage realizzato dall’emittente d’Oltralpe

I bimbi della Primaria Coppino in visita al Museo del Tartufo d'Alba

Oggi studiamo il Tuber Magnatum Pico. E’ il senso della speciale lezione che la classe 4ª B della scuola primaria "Michele Coppino" ha tenuto nei giorni scorsi presso il "Museo del Tartufo d’Alba", in via Vittorio Emanuele II.

A guidare i piccoli allievi in questa uscita didattica del tutto speciale le insegnanti Daniela Costa e Claudia Benevello, che nell’ambito del programma di studio pensato per la classe hanno voluto dedicare una speciale attenzione al prodotto principe del territorio di Langhe e Roero, approfittando dell’occasione per parlare anche di ambiente ed ecologia.

A fare gli onori di casa nella speciale "galleria dei ricordi" dedicata alla figura del commendator Roberto Ponzio, il "re dei tartufi", è stato il figlio Roberto, noto avvocato, insieme alla direttrice del museo Anna Marchesi.

Ai loro piccoli ospiti hanno illustrato come cresce e si raccoglie il pregiato fungo ipogeo ("Non confondiamolo con i tuberi", è stata la loro raccomandazione ai piccoli allievi), descritto la figura del "trifolao" e raccontato come avviene il momento della "cerca", da pochi giorni oggetto di un riconoscimento da parte dell’Unesco come bene immateriale dell’umanità. E ha spiegato loro come il "Bianco d’Alba" viene commercializzato, passando a descrivere il luogo del mercato.

Vivo l’interesse manifestato dai bambini, partecipi con molte domande sul tartufo, ma anche sul suo ruolo di speciale "sentinella" dell’ambiente, visto che l’esperienza ci insegna come difficilmente questa nostra eccellenza possa coesistere con ambienti inquinati.

Le tante curiosità dei bambini sono state soddisfatte dalle risposte dell’avvocato Ponzio. "Oltre che luogo per l’esposizione di cimeli, premi e testimonianze dei contatti con grandi personaggi dell’epoca – spiega Roberto Ponzio – il museo si propone come spazio votato alla conoscenza del tartufo. Rimarchevole l’interesse che questi giovanissimi studenti hanno manifestato circa le caratteristiche del Tuber Magnatum Pico e il tema della salvaguardia dell’ambiente, preso atto che il tartufo è il prodotto più ecologico che esista, una vera e propria sentinella ambientale".

Pochi giorni prima lo spazio museale albese è stato oggetto di una prolungata visita da parte di Radio France, la radio pubblica d’Oltralpe, che per un’intera giornata si è trattenuta nei suoi spazi nell’ambito di un servizio col quale la troupe guidata da Bruce De Galzain ha mirato a indagare l’universo del pregiato fungo ipogeo anche in relazione al tema della sua coltivazione, in corso di sperimentazione in Francia. Il servizio, intitolato "Quel avenir pour la truffe blanche d’Alba en Italie?" (Quale futuro per il Tartufo Bianco d’Alba in Italia?) si può leggere e ascoltare in rete a questo indirizzo.

E. M.