Al Direttore - 21 dicembre 2021, 18:24

"Senza più tracciamento intere classi a casa: questo l’esempio che diamo ai nostri ragazzi?"

"Adesso aumentano i contagi e mettiamo tutti i ragazzi che hanno seguito regole, fatto enormi sacrifici, che si sono fatti vaccinare, in quarantena, per 14 giorni, perché non riusciamo a fare i tamponi?"

Immagine di archivio

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

 

Egregio direttore,
come genitore e insegnante, mi permetto di segnalarle il profondo disappunto che si sta diffondendo in questi giorni, nel mondo della scuola, per il progressivo abbandono di ogni attività di “tracciamento” dei contagi per SARS COV-2.

Ormai da due settimane, le classi del Cuneese e del Piemonte vengono sottoposte a una quarantena di 14 giorni senza che sia messa in atto alcuna attività di “tracciamento”, tranne che per gli alunni “positivi” al virus.

Questa prassi rischia di incidere pesantemente sulla frequenza scolastica perché ogni classe, al rientro da un periodo di quarantena, potrebbe subire altri provvedimenti all’emergere di nuovi contagi tra gli alunni.

Alla fine dell'inverno 2019-2020 abbiamo detto ai ragazzi: "Non uscite di casa, per rispetto degli anziani". E l’hanno fatto. Poi a settembre 2020 abbiamo detto: "La scuola comincerà in sicurezza: distanziamento, mascherine, banchi a rotelle...". E sono andati a scuola tre mesi in un anno. Nella primavera del 2021 abbiamo detto: "Vaccinatevi per salvare gli anziani e tornare alla vita di prima". E lo hanno fatto in massa. Ancora abbiamo detto loro a settembre 2021: "Scuola in sicurezza, quest'anno niente Dad". Sono stati elaborati efficaci protocolli di gestione del contagio, promettendo tamponi, tracciamenti (si veda la nota della Direzione Sanità e Welfare della Regione Piemonte di inizio dicembre, disattesa).

Adesso aumentano i contagi e mettiamo tutti i ragazzi che hanno seguito regole, fatto enormi sacrifici, che si sono fatti vaccinare, in quarantena, per 14 giorni, perché non riusciamo a fare i tamponi?

Mi chiedo se questo è l’esempio che noi adulti vogliamo dare ai ragazzi.
Come possiamo pretendere che imparino a rispettare gli impegni se noi adulti non lo facciamo, che rispettino la scuola se noi non lo facciamo, che abbiano “rispetto” per loro stessi se noi non li “rispettiamo”?

Diego Deidda,
genitore, insegnante.
Pradleves

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