Attualità - 09 dicembre 2021, 17:10

Covid-19: ad Alba 4 nuovi casi ogni mille abitanti. Un dato che richiede attenzione e prevenzione

«In città e sul territorio si registra un aumento dei contagi settimanali significativo rispetto alla media del Piemonte». Queste le parole di Massimo Veglio, direttore generale dell'Asl Cn2 durante la IV Commissione Consiliare del Comune

Massimo Veglio, direttore generale ASLCN2, è molto chiaro: vaccino e prevenzione per sconfiggere il Covid19

Mascherine anche all’aperto. Una scelta sensata non presa a caso nella città di Alba, come in altri centri della Provincia di Cuneo. E, guardando al dato dei contagi che ad Alba è di 4.04x1000 abitanti rispetto al 1.6 x 1000 abitanti in Piemonte, c’è da fare attenzione, e ci vuole collaborazione tra gli albesi e le forze sanitarie in campo.

Questo è l’esempio più significativo che Massimo Veglio, direttore generale dell’ASL CN2, ha portato durante la IV commissione consiliare del Comune di Alba svoltasi martedì 7 dicembre.

Una seduta durante la quale è stata sottolineata l’importanza della vaccinazione e del rispetto delle norme anti Covid19 che, attualmente, sono le armi più forti per combattere la diffusione del virus.

Il direttore ha fatto il punto della situazione per la città e il territorio albese: «In città e sul territorio, ha dichiarato Massimo Veglio, si registra un aumento dei casi significativo rispetto alla media del Piemonte (4.04 casi x 1000 abitanti ad Alba e 1.6 casi x 1000 abitanti in Regione), ma un netto miglioramento rispetto a quasi un anno fa (14 ricoverati attuali contro più di 150 durante la prima ondata). Questi primi dati significano che il lavoro fatto finora è stato corretto ma che non bisogna abbassare l’attenzione, soprattutto ora».

Un’attenzione sia tra vaccinati di “vecchia data” che i non vaccinati: «Nella città di Alba il contagio è sensibilmente più alto come abbiamo visto ma voglio precisare che stiamo parlando di nuovi casi e non di malati sintomatici. Per fortuna questo è un dato positivo dovuto soprattutto alle vaccinazioni che hanno ridotto le ospedalizzazioni e la mortalità. Dei 14 ricoverati al 7 dicembre, 2 sono in intensiva. Per la maggior parte sono persone non vaccinate.

Tra i vaccinati ci sono persone che hanno finito il ciclo vaccinale mesi fa e, per età e patologie presenti, sono più esposti al contagio. Il sistema immunitario non è uguale per tutti, e, per chi ha più patologie ed è anziano, si rischia una risposta minore in efficacia e durata.

Ma anche i vaccinati devono fare attenzione perché, pur essendo protetti, possono trasmettere il virus su superfici o a contatto. Ovviamente la carica virale è molto bassa ma il vaccino non annulla il virus. Però più vaccinati ci sono meno il virus può trasmettersi, fino a scomparire».

Ed i dati sull’efficacia e sulla vaccinazione nell’ASL CN2 sono molto incoraggianti: «I dati aggiornati: l’85% dei vaccinabili ha ricevuto la prima dose (al di sopra dei 12 anni). Sul territorio circa 20 mila persone non sono vaccinate e, se aggiungiamo i bambini dai 5 ai 12 anni, saliamo a circa 40 mila persone, numero che speriamo di ridurre, anche grazie alla campagna pediatrica che partirà il 16 dicembre. 26 mila persone hanno effettuato la dose di richiamo, e rappresentano il 22% di chi aveva concluso il ciclo primario».

Si richiede un nuovo determinante scatto in avanti: «Guardando all’efficacia della terza dose, conclude Massimo Veglio, anche sulla copertura per gli immunodepressi e gli immunosoppressi (le persone che hanno subìto un trapianto), invito tutti ad aderire alla campagna vaccinale di richiamo, anche perché ora gli ospedali stanno gestendo i casi attuali e vaccinando al massimo.

Il personale sanitario dopo due anni di pandemia è stremato ma sta continuando a lavorare con grande tenacia e costanza. Purtroppo i 25 casi tra i sanitari di non adesione al vaccino, con conseguente sospensione dall’attività lavorativa, in una situazione come quella che stiamo vivendo, sono un peso importante. Ma gli altri 1975 sanitari stanno facendo del loro meglio.

La popolazione, vaccinata e non, deve capire che il vaccino è fondamentale e che stare con la mascherina, lavarsi le mani, e non fare assembramento, anche nel privato, sono armi molto importanti per prevenire. Ci vuole buon senso, e tutti insieme ce la faremo».