Attualità - 07 dicembre 2021, 19:04

Preghiere per Davide in un duomo gremito di giovani. Alba si stringe alla famiglia del ricercatore ucciso

Nel duomo cittadino l’invito a seguire il modello di vita di un giovane dagli eccezionali talenti: "Guardiamo al suo esempio e puntiamo a fare della nostra vita qualcosa di bello"

Oggi in cattedrale la veglia di preghiera per Davide Giri

Oggi in cattedrale la veglia di preghiera per Davide Giri

Quattrocento commenti e 9mila reazioni in meno di un’ora per un un intervento destinato a fare discutere e che certamente ci interroga sui modi e le forme con le quali anche i fatti più gravi divengano oggi materia di dibattiti che meriterebbero altri approcci e tempistiche.
Le parole sono quelle attraverso le quali, attraverso i suoi canali social,  l’ex giocatore juventino Claudio Marchisio ha voluto dire la sua su quanto capitato al ricercatore albese Davide Giri, barbaramente ucciso giovedì scorso negli Usa.
"Ma non siete un po' indignati, arrabbiati, o forse proprio incazzati per la morte negli scorsi giorni a New York del nostro connazionale Davide Giri, per mano dell’americano Vincent Pinkney?", attacca Marchisio, che nella piazza pubblica di Facebook è un personaggio che vanta un seguito anche superiore ai meriti dei suoi trascorsi sportivi, con 3 milioni di "fan" pronti a coglierne le esternazioni.

"Un gesto criminale e un nome – continua il messaggio – che a quanto pare per la politica e per i media americani non merita un adeguato approfondimento. In queste ore non posso fare a meno di chiedermi: è se le parti fossero state invertite sarebbe successa la stessa cosa? Se cioè la vittima fosse stata americana e l’omicida un ragazzo italiano; a maggior ragione se quel ragazzo fosse stato un membro di qualche organizzazione che pratica la violenza come Vincent Pinkney appartenente alla gang Ebk. Non voglio cadere nella retorica o fare un discorso legato alla nazionalità – è la conclusione –, ma Davide Giri era un bravo ragazzo, un talento di cui andare orgogliosi, mentre Vincent Pinkney soltanto un misero criminale, pericoloso e per di più pregiudicato. Ma questa cosa non vi fa incazzare?".

Considerazioni probabilmente fuori contesto rispetto alla dimensione dell’umana tragedia vissuta in queste ore dalla famiglia di questo nostro sfortunato concittadino.
Parole che certamente suonano stonate mentre ancora rimbombano quelle pronunciate durante la veglia di preghiera che oggi, martedì, ha raccolto nella cattedrale di Alba centinaia di giovanissimi albesi. Studenti dei licei e delle superiori cittadine che, insieme ai loro insegnanti, a tanti colleghi del padre Renato e amici della madre Giuseppina, presente anche il sindaco Carlo Bo, hanno colto questa triste occasione per interrogarsi sul senso profondo della vita e rendere omaggio a un giovane uomo che, come in molti hanno sottolineato in questi giorni, aveva fatto dell’amore per il prossimo e della volontà di comprenderlo una delle cifre distintive del proprio vissuto. Un fedele portato – lo si è rammentato oggi – di quella non comune famiglia di cui era "figlio esemplare".

"Davide era un cristiano vero, autentico, non bigotto. Viveva la sua fede nel volontariato. Ha tenuto accesa la lampada della fede in modo consapevole e coraggioso. Guardiamo al suo esempio e puntiamo a fare della nostra vita qualcosa di bello", è stato il richiamo arrivato dal parroco della cattedrale, don Dino Negro, mentre Battista Galvagno, per lunghi anni collega di cattedra del professor Giri, spiegava a questa speciale platea che "la vita ha senso se abbiamo la capacità di lottare contro la superficialità e l'egoismo. Davide lo ha fatto con lo studio e l’impegno per gli altri. Col suo sorriso oggi ci dice che ne è valsa la pena. Raccogliete allora il suo testimone, perché non ve ne pentirete. Questo è l'augurio che posso fare a tutti voi pensando al suo sorriso in questo doloroso momento".

Ezio Massucco

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