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Solidarietà | 04 dicembre 2021, 18:11

Cinque anni di Progetto San Cassiano, tra ristorazione sociale, sport e competenze

Il centro sportivo e osteria Magnaneta festeggia il primo lustro di attività

Da sinistra: Lorenzo Cane, Giorgia, Antonio, Alfio e Gian Piero Porcheddu

Da sinistra: Lorenzo Cane, Giorgia, Antonio, Alfio e Gian Piero Porcheddu

Si è tenuto venerdì 3 dicembre 2021, presso il centro sportivo e osteria Magnaneta, l’incontro per festeggiare i primi 5 anni del progetto sociale di inclusione e inserimento lavorativo nel circolo sportivo e ricreativo San Cassiano, ad Alba.
Dal 2017, in stretta collaborazione con la parrocchia e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, il “progetto San Cassiano” lavora con l’obiettivo di creare un luogo in cui le persone con svantaggi o fragilità possano trovare una dimensione familiare e un ruolo sociale e lavorativo dove sviluppare competenze e interazione.

Gian Piero Porcheddu, direttore del Consorzio Sinergie Sociali, afferma: “Quando abbiamo stabilito la data della giornata di oggi, non abbiamo pensato che avrebbe coinciso con la Giornata Internazionale delle persone con disabilità, è casualmente successo e lo prendiamo come un buon augurio e un buon auspicio. La Giornata Internazionale delle persone con disabilità è un momento importante e sarebbe un passo avanti se da oggi in poi, più che di disabilità, si parlasse di inclusione. Il progetto che vogliamo presentarvi è un po’ questo.

Con il supporto di video, l’incontro è proseguito con le testimonianze del dott. Marco Bertoluzzo, direttore del Consorzio Socio Assistenziale Alba, Langhe e Roero: “Con il servizio sociale territoriale pubblico abbiamo sempre avuto un’ottima collaborazione. Abbiamo inserito sei persone che hanno una velocità diversa rispetto alla media, che arrivano da sofferenze individuali, persone che hanno percorsi difficili: la loro vita è stata attraversata da situazioni complicate. La collaborazione è ottima, queste persone vengono accompagnate in un percorso lavorativo. Una delle funzioni più importante è quella che definiamo 'di palestra'. Le persone che arrivano da disoccupazioni vengono reinserite nei ritmi di lavoro in modo che rispettino gli orari, sappiano relazionarsi con i colleghi di lavoro, sappiano svolgere bene un’attività per poi rilanciarsi.”

Prosegue Maura Reolfi, direttore di Apro Formazione: “Dal 1998 in Apro facciamo formazione ai ragazzi diversamente abili. Ovviamente lo scopo dei corsi di formazione professionale è garantire un inserimento lavorativo e proprio per questo ci fa molto piacere aver potuto partecipare al progetto San Cassiano che ci ha permesso di rendere concreto l’inserimento lavorativo dei ragazzi che fanno formazione presso di noi. La collaborazione con Lorenzo è iniziata prima del progetto in qualità di docente dei corsi di formazione dei ragazzi diversamente abili. La creazione di questa realtà ha permesso di inserire i ragazzi in primis in stage presso il ristorante Magnaneta e in un secondo momento nel lavoro effettivo.”

Sandra Aledda, responsabile Area disabili di Apro Formazione: “Mi occupo da moltissimi anni dei corsi di formazione dedicati ai disabili che siano occupabili nel mercato del lavoro. Con la collaborazione con l’osteria MagnaNeta i nostri percorsi si orientano più sull’ambito della cucina. I nostri ragazzi sperimentano nei laboratori di cucina e dopo aver provato ed essersi cimentati hanno la possibilità di darsi una valutazione rispetto agli obiettivi raggiunti proprio nelle aziende locali. Il MagnaNeta da molti anni ospita i ragazzi e nella nostra esperienza di stage, alcuni vengono assunti, come Alfio. L’APRO non solo fornisce formazione professionale ai ragazzi, ma grazie ai progetti erogati dalla Regione molti possono accedere a un bando rivolto alle persone iscritte alla legge 68, grazie al quale si può dar loro una conoscenza iniziale al mercato del lavoro e attivare un tirocinio pagato per permettere alle aziende di ospitare questi signori e queste signore.”

Il referente del progetto è Lorenzo Cane, che riporta la sua esperienza all’interno del progetto: “Le persone con svantaggio e disabilità si presentano presso l’impianto con il proprio curriculum e la loro candidatura di lavoro. Questo è uno sviluppo inaspettato, che ci ha colpito e reso felici, ma non è ancora il traguardo e gli sviluppi futuri del progetto possono essere ancora molti. Ad esempio essere un punto intermedio tra l’istituto di formazione e l’attività ordinaria in cui la persona svantaggiata può trovare collocazione: noi riusciamo ad avere delle risorse vere e proprie spendibili in attività ordinarie. Sono le attività ordinarie che devono credere in queste persone e noi possiamo essere il tramite che spinge ad accogliere anche lavoratori che hanno difficoltà, magari limiti, ma sono risorse. Vorrei fare un piccolo accenno alla storia di Antonio.
Antonio è stato il primo inserimento fatto, è stato mio allievo all’Apro Formazione, ha seguito diversi corsi. Quando siamo partiti con l’Osteria Sociale ce l’avevo in mente e oggi è insostituibile, ha sviluppato autonomia, una propria professionalità, si reca a lavoro in autonomia, svolge il suo compito ed è formatore dei nuovi inserimenti socializzanti. È Antonio a istruire le nuove leve inserite nel progetto.


Nella prima osteria sociale di Alba, alla ristorazione si affianca lo sport e la spendibilità del tempo libero: Magnaneta mantiene una media di dieci inserimenti all’anno in quello che Porcheddu definisce “un contesto protetto, in cui sentirsi a casa, una realtà per mettersi in gioco e crescere.”.

In rappresentanza della Diocesi e delle parrocchie, è intervenuto il Vescovo di Alba, Mons. Marco Brunetti: “La mia idea per gli immobili appartenenti alla Chiesa e alle parrocchie è che, nei limiti del possibile, si usino attraverso progetti e attività di tipo sociale e inclusivo. Qui si è reso possibile grazie alla Cooperativa e mi sembra che in questi cinque anni i passi avanti siano stati molti. Don Dodo che è succeduto a Don Gianfranco ha proseguito con questa intenzione e io ne sono davvero felice. Prima della pandemia sono stato ospite da MagnaNeta per un pranzo, ho incontrato i giovani che ci lavorano, così come ho incontrato altri ragazzi delle strutture dell’Albese e della Langa, e credo che la filosofia che sta sotto sia quella importante: quella dell’inclusione. Sono convinto che il limite non limita. Ogni persona, ognuno di noi ha dei limiti e non dobbiamo permettere loro di limitarci. Dobbiamo trovare quelle risorse positive che ciascuno ha, non puntare al limite, ma su ciò che non lo è. E tutti hanno risorse che superano le difficoltà. Inclusione significa anche questo.”

Tra gli altri interventi, Alessandro Durando, presidente Confcooperative Cuneo, Stefano Quadro, Segretario Generale Confcooperative Piemonte, e Claudio Alberto, nuovo presidente della Cooperativa Sociale Cos.

Ha concluso l’incontro Gian Piero Porcheddu, ringraziando il sostegno delle realtà locali al progetto, ma evidenziando al contempo la necessità di allineare il Centro Sportivo alle esigenze portate dall’usura del tempo, acquistando nuovi impianti anche attraverso il contributo della raccolta fondi “Una goccia di solidarietà” che inizierà dopo le feste natalizie.

Maria Pane

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