Attualità - 02 dicembre 2021, 15:36

“Troppi tir, non si può più vivere e lavorare in Valle Stura” [FOTO E VIDEO]

Questa mattina, giovedì 2 dicembre, un gruppo di residenti ha rallentato il traffico in centro Demonte distribuendo volantini contro l'eccessivo passaggio di camion, migliaia al giorno. “Siamo di nuovo qui a rivendicare il diritto costituzionale alla salute, il diritto civile all'utilizzo delle proprie case e all'esercizio delle proprie attività"

Il volantinaggio contro il traffico pesante questa mattina (giovedì 2 dicembre) a Demonte

Il volantinaggio contro il traffico pesante questa mattina (giovedì 2 dicembre) a Demonte

 

“Da più di 50 anni sento parlare di circonvallazione. Ora ne ho 80 e morirò senza vederla”.

C'è tanto sconforto tra i cittadini di Demonte che, insieme ad abitanti di Aisone e Vinadio, questa mattina hanno rallentato il traffico nel centro cittadino per protestare contro l'eccessivo passaggio di tir.

Erano una quarantina a distribuire volantini a camionisti e automobilisti. “Siamo troppo pochi – commenta un'altra residente -. Siamo una manica di sfigati. Non contiamo niente. Per questo la politica non ci considera e ci prende in giro promettendo soluzioni che non arrivano mai. Hanno fatto tanti progetti. Alla fine non so cos'altro potranno inventarsi?! A meno che non facciano una teleferica e facciano una circonvallazione aerea”.

La variante è attesa da decenni ed è ferma al palo dopo l'ennesimo progetto che questa volta è stato bloccato per il parere discordante tra ministero dei Beni Culturali e quello dell'Ambiente. Il Mibac si è opposto alla galleria sotto la collina del Podio di Demonte, per tutelare i resti dell’antico forte della Consolata. “Quattro ruderi coperti da erbacce – contestano due residenti -. Non è possibile che per tutelare due ruderi ci facciano morire. Polvere e smog ci uccidono. Non posso neanche aprire le finestre per areare casa”.

“Io abito in via Martiri e vedo passare centinaia di camion tutti i giorni sotto il mio balcone – aggiunge un'altra signora -. Il centro storico è diventato un'autostrada. Siamo stufi. Io non fumo ma questa polvere nera mi farà morire. Ne tiro fuori palettate ogni giorno”.

“Questo è un problema di valle – aggiunge un artigiano di Aisone -. Da 50 anni lavoro ma arriveremo al punto che dovremo chiudere perché non si può più vivere e lavorare in Valle Stura”

Non va meglio a chi ha attività: “Ho un locale ad Aisone. La gente d'estate non si vuole sedere fuori. Vengono in montagna a cercare aria buona e scappano”.

L'iniziativa di volantinaggio è stata organizzata dal comitato 'Sì D.A.V.'. Il presidente Sergio Giraudo: “Quando non è chiuso il colle, passano migliaia di tir. Lo scorso inverno, durante i rilievi dell'Arpa, è stata rilevata una media di 600 camion. C'era la pandemia e il colle chiuso: ne consegue che erano tutti di Acqua Sant'Anna. Non ce l'abbiamo con i camionisti, chiediamo a loro solidarietà. Camionisti e automobilisti sono vittime di un sistema di viabilità non compatibile con il territorio. La misura era già colma anni fa e diventerebbe stracolma se si avverasse il raddoppio di produzione annunciato da Acqua Sant'Anna. Questo non sarebbe colpa di chi imbottiglia l'acqua, ma non sarebbe davvero più gestibile”.

Era presente anche Ezio Barp, cittadino molto attivo contro il traffico pesante nei centri della Valle Stura: “Una variante attesa da oltre 25 anni. Dieci anni fa un'iniziativa analoga di volantinaggio per sensibilizzare le istituzioni. Il passaggio di tutti questi tir nei centri storici non è più sostenibile. Non si tratta di un semplice disagio, ma di un rischio per la salute che è un diritto costituzionale”.

“Siamo di nuovo qui – si legge sul volantino -. Dieci anni dopo, più stanchi, più frustrati ma non vinti e chiediamo ancora una volta scusa per il possibile disagio che non è paragonabile, però, al rischio comprovato che corrono quotidianamente i cittadini dei Paesi attraversati dai TIR.

Siamo di nuovo qui dieci anni dopo a rivendicare il diritto costituzionale alla salute, il diritto civile all'utilizzo delle proprie case e all'esercizio delle proprie attività, il diritto alla conservazione del proprio patrimonio storico, architettonico, culturale. Siamo di nuovo qui dieci anni dopo a rivendicare soluzioni attese da 50 anni”.

Cristina Mazzariello

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