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Cronaca | 02 dicembre 2021, 07:40

Accusati di truffa e di riciclaggio per aver messo in vendita un'auto con telaio falso

Processo a Cuneo, tre gli imputati. Il numero del telaio sembrerebbe appartenere a un altro veicolo rubato a Roma

Foto generica

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Avrebbero concluso la vendita di un’auto a Fossano, ma il numero di telaio sarebbe appartenuto ad un altro veicolo rubato a Roma. Questa l’accusa mossa dalla procura di Cuneo nei confronti di tre uomini, residenti  nella Capitale, P.P., S.N. e M.N. (padre e figlio). I primi due sono chiamati a rispondere di truffa, e il terzo di riciclaggio. Presunte vittime, una coppia di coniugi. I fatti contestati risalgono al 2016.

P.P., cugino del marito della donna, la avrebbe messa in contatto, a luglio di quell’anno, con il commerciante S.N., per la compravendita di un’Alfa Romeo Giulietta di colore bianco. Presunto proprietario originario della macchina, M.N. che l’aveva traferita a suo figlio S.N. commerciante d’auto.

La vendita ai coniugi si concluse verosimilmente ad ottobre in un’agenzia di pratiche automobilistiche di Fossano. Lei ne avrebbe firmato l’atto e suo marito si sarebbe occupato del pagamento. “Mio cugino P.P., conosceva S.N. -ha riferito la presunta vittima-. Ho visto la macchina per la prima volta a settembre di quell’anno. L’ho pagata 8mila euro. Quando mia moglie nel 2016 ha portato la ‘auto in un’officina per la revisione, abbiamo scoperto che il numero del telaio non corrispondeva ai documenti.”

Secondo quanto emerso in istruttoria, il veicolo avrebbe avuto sei proprietari prima della donna, tra cui S.N. dal luglio all'ottobre 2016. Insieme a lui, il padre M.N. che sarebbe risultato esserlo dal 2012.

Nella scorsa udienza era stato chiamato a testimoniare un ufficiale di polizia giudiziaria che aveva riferito che il numero del telaio della macchina della donna apparteneva in realtà ad un altro veicolo Alfa Romeo Giulietta di colore grigio, immatricolata nel 2014, al cui carico risultava associata una denuncia per furto presentata a Roma l’ottobre del 2015. Proprietaria una società di noleggio.

A deporre in aula, l’imputato M.N.: “Conosco P.P. da circa 7 anni. Lui ha una partita IVA per il commercio delle auto. Nei primi mesi del 2016 gli avevo prestato l’auto e lui fece un incidente. MI disse che era andato a sbattere contro un albero e che, essendo colpa sua, me l’avrebbe riparata. Me la riportò verniciata di un altro colore spiegandomi che aveva trovato pezzi di ricambio non originali per risparmiare e che quindi l’aveva ridipinta”.

L’ufficiale di polizia giudiziaria aveva anche spiegato che erano stati rilevati un susseguirsi di cinque incidenti legali al veicolo: “Uno di questi è avvenuto nel giugno 2016 a Fiano Romano, in quell’occasione M.N. era stato tamponato. Inoltre, era stata trasmessa la documentazione di un sinistro avvenuto nel 2014 a cui si sono allegate delle diapositive: anche in questo caso il veicolo, senza assicurazione contro il furto, risultava essere di colore bianco”.

M.N. ha dichiarato di non aver mai saputo nulla di quell’incidente. Ha così disconosciuto tutte le firme sui documenti della contestazione dell’incidente:  “Non sono mai stato contattato dall’assicurazione per il risarcimento”- ha concluso l’imputato.

La difesa ha chiesto di effettuare la perizia la calligrafica sui documenti e di chiamare a testimoniare la proprietaria dell’auto di uno dei veicoli coinvolti nel sinistro.

A marzo, il prosieguo.

CharB.

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