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Cronaca | 01 dicembre 2021, 10:54

Polizze intestate a loro insaputa: truffa delle assicurazioni sbarca in Granda

Una presunta vittima chiamata a risarcire i danni recati da un’auto di cui non era mai stato proprietario. Due cittadini residenti in Campania a processo a Cuneo. Agenzia cuneese parte civile nel procedimento

Foto generica

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Sono finiti a processo in Tribunale a Cuneo D.G. e G.S., cittadini italiani residenti a Napoli, in Campania, imputati in concorso di uso di atto falso aggravato, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in certificati aggravato, fraudolento danneggiamento dei bene assicurati e sostituzione di persona.

Secondo la Procura cuneese i due avrebbero stipulato contratti assicurativi servendosi di nomi di cittadini provenienti dal Nord e Centro Italia, perché i premi avevano un importo più basso. Per questo escamotage sarebbero stati utilizzati documenti contraffatti. A essere “raggirata” nel maggio 2017, un’agenzia assicurativa di Cuneo, costituitasi parte civile.

In aula è stato sentito come testimone un ispettore di polizia giudiziaria di Modena: “Con l’agenzia è stata stipulata un’assicurazione intestata al cuneese C. L. (parte offesa, ndr) che risultava essere già intestatario di alcuni veicoli. In questo caso era stata inviata tramite e-mail una patente contraffatta. Nel corso dell’indagine abbiamo verificato che i nominativi delle persone coinvolte cambiavano sistematicamente, mentre i cellulari utilizzati per prendere contatti con le agenzie assicurative erano intestati a prestanome”.

Il presunto “inghippo” era stato scoperto da C.L. quando venne chiamato da un ufficio sinistri di Napoli che pretendeva la liquidazione del risarcimento danni a seguito di un incidente avvenuto con un’autovettura di cui il cuneese non era mai stato proprietario. La Postepay con cui sarebbe stata pagata l’assicurazione è risultata essere intestata a uno degli imputati. A effettuare il bonifico, il presunto complice.

“Il libretto dell’auto era autentico, ma l’etichetta indicante il passaggio di proprietà a C. L. no,  ha proseguito l’ispettore. A testimoniare in aula, anche il titolare dell’assicurazione che ha sostenuto che ad oggi, attraverso il modus operandi della firma elettronica, non si potrebbero più realizzare episodi del genere.

L’udienza è stata aggiornata per ascoltare altri testimoni.

CharB.

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