ELEZIONI POLITICHE 25 SETTEMBRE 2022
 / Attualità

Attualità | 26 novembre 2021, 07:34

Vaccinare i bambini? La parola al pediatra: "Il Covid non è un raffreddore, proteggiamoli"

Dopo l’ok dell’Ema anche in Italia si fa più vicina la somministrazione alla fascia 5-11 anni. In Granda interessata una platea di 40mila minori. Le raccomandazioni del dottor Giulio Michele Barbero, responsabile Commissione Tutela dell’Infanzia e Adolescenza per l’Ordine dei Medici di Cuneo

Vaccinare i bambini? La parola al pediatra: "Il Covid non è un raffreddore, proteggiamoli"

L’Ema dà il via libera alla vaccinazione nella fascia 5-11 anni. Per il lasciapassare italiano si attende il giudizio dell’Aifa che già da lunedì 29 novembre potrebbe avallare questa decisione al fine di dare un’ulteriore boost alla campagna vaccinale, coinvolgendo una platea al momento scoperta dalla protezione del vaccino.

In provincia di Cuneo, tra i territori piemontesi più immunizzati, gli abitanti superano le 591 mila unità. Tra questi 524 mila sono i residenti over 12 che hanno avuto possibilità di vaccinarsi.

Resta una platea di 67mila under 12 scoperta che in percentuale rappresenta oltre l’11% della popolazione cuneese.

Se si escludono i bambini dagli 0 ai 5 anni, con il via libera dell’Agenzia italiana del farmaco, si potrebbero ampliare le inoculazioni nella nostra provincia a circa 40 mila persone in più (oltre il 6% della popolazione totale).

Come ha evidenziato il sottosegretario alla Salute Gianpaolo Sileri, non è prevista per questa nuova fascia nè green pass, nè obbligo vaccinale.

Ma la possibilità di vaccinare i bambini è tema che crea da mesi grande dibattito - così come lo era stato per i minorenni da 12 anni in su nei mesi scorsi - nonostante in stati extra Ue, come negli Usa, le vaccinazioni ai bambini più piccoli siano già partite a inizio del mese.

Sulla questione, che potrebbe essere imminente, abbiamo interpellato il dottor Giulio Michele Barbero, specialista in pediatria e responsabile della commissione per la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza per l’ordine dei medici di Cuneo.

“E’ sotto gli occhi di tutti come l’epidemia stia tornando a galoppare
- spiega a Targatocn il dottor Barbero - Dove la politica ha dato retta alla scienza e dove c’è stato un numero più alto di vaccinati tra le fasce più anziane e parallelamente tra gli adolescenti, si stanno avendo le conseguenze minori di questa quarta ondata. E’ il caso dell’Italia, in particolare del Piemonte e diciamo pure della nostra provincia.”

E’ convinto dell’importanza della vaccinazione anti Covid il dottor Barbero ed è pronto a consigliarlo alle famiglie dei bambini che segue, nel caso si prospettasse l’apertura ai cittadini tra i 5 e gli 11 anni, a questo punto, visto il parere positivo dell’Ema, molto probabile.

“Un vaccinato che muore fa notizia - continua - un morto di Covid è diventato routine. Ma ricordiamo che in Europa ogni giorno muoiono 4.500 persone positive a Sars-Cov2.”

Anche se, necessario specificarlo, i morti per Covid nella fascia su cui si potrebbero aprire le vaccinazioni sono stati pochi rispetto alle fasce più adulte.

Ma, come consiglia il pediatra cuneese “nonostante questo la vaccinazione resta utile. Nella maggioranza dei casi la sintomatologia è lieve tra i minori, ma non per questo non bisogna usare una protezione, visto che esiste. Non si tratta di un raffreddore. Sono ancora in fase di studio gli effetti ‘Long Covid’ sulla fascia infantile e adolescente. Ci sono state evidenze a livello vascolare e immunologico di bambini infetti a Covid le cui conseguenze ancora non conosciamo.”

“Inoltre il vaccino ha un’importanza sociale - prosegue il dottor Barbero - i nostri bambini frequentano asili e scuole elementari. Sono portatori del virus all’interno delle famiglie dove possono esserci fasce deboli che bisogna tutelare. Più si riesce a vaccinare più si riduce l’incidenza, la possibilità di sviluppo di varianti, la recrudescenza dell’epidemia e quindi anche i decessi.”

“L’emergenza che stiamo vivendo - conclude Barbero - ha velocizzato molti processi, ma non per questo il vaccino non è stato sperimentato e non è sicuro. Anzi, agire di anticipo ci ha permesso di salvare tante vite in questi ultimi mesi. Alle famiglie sto consigliando, cautamente e senza allarmismi di sorta, la vaccinazione. Devo dire che nell’area in cui opero non sto percependo particolari resistenze.”

Daniele Caponnetto

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium