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Cronaca | 22 novembre 2021, 14:14

Avrebbero circuito un vedovo 80enne per oltre 12 mila euro: in due a processo

Oggetto del presunto raggiro le provvigioni versate dall’anziano per una vendita immobiliare mai andata in porto

Foto generica

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È iniziato in tribunale a Cuneo il procedimento penale a carico di due uomini A.B. e G.F.M., accusati di circonvenzione di incapace nei confronti di un uomo, classe ’38, deceduto nel maggio scorso. Alla base del presunto raggiro, ci sarebbe la vendita di una casa a Murello mai andata a buon fine.

Nel 2017 l’allora venditore si era rivolto ai carabinieri di Torino per sporgere una denuncia relativa a un furto, poi archiviata. La deposizione dell’uomo aveva però insospettito le autorità, così la Guardia di Finanza iniziò a svolgere le indagini.

Secondo la ricostruzione effettuata dalla Procura, l’uomo, rimasto vedovo tempo addietro, e volendo vendere l’alloggio in cui abitava, perché troppo grande, prima di sporgere la denuncia di furto si sarebbe messo in contatto con A.B., che a sua volta, gli avrebbe presentato l’agente immobiliare pinerolese G.F.M. Conferitogli il mandato per vendere l’appartamento e stabilendo come prezzo di acquisto 170mila euro, G.F.M. si presentò con un acquirente disposto a pagare 198mila euro, 28mila euro in più di quanto richiesto. Oltre ad aver fissato e versato la caparra di 5mila euro, sarebbero state stabilite anche delle rate fino al saldo al momento del rogito.

L’agente immobiliare, a vendita non ancora conclusa, avrebbe ricevuto subito la sua percentuale di 7.320 euro, a cui si aggiunsero 10mila euro che il presunto circuito gli avrebbe dato come “premio per avergli venduto la casa a un prezzo maggiore a quello pattuito” (per un totale di 17.320 euro).

La vendita però non sarebbe andata a buon fine perché l’acquirente nel 2018 rinunciò all’affare tramite raccomandata. L’anziano, con in tasca solo la caparra (5mila euro), si sarebbe ritrovato ad aver pagato oltre 12mila euro per una vendita insoluta.

La Procura sostiene che l’acquirente, che sarà sentito alla prossima udienza, una volta messo in contatto con G.F.M. da A.B., non avrebbe mai incontrato il venditore e che, ignaro di cosa stesse accadendo, sarebbe stato utilizzato solo come “un prestanome”.

CharB.

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