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Agricoltura | 19 novembre 2021, 14:44

L'agroalimentare è prima ricchezza italiana: la Granda conta 29 produzioni d'origine e quasi 100 vini

Il settore - secondo i dati esposti al Forum internazionale dell'agricoltura e dell'alimentazione - cresce del 7% nel 2020

Foto generica - Pixabay

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Nel 2021 il cibo diventa la prima ricchezza dell’Italia per un valore di 575 miliardi di euro con un aumento del 7% rispetto all’anno precedente nonostante le difficoltà legate all’emergenza sanitaria  e sono ben 5333 le specialità alimentari tradizionali presenti sul territorio nazionale salvate dalla pandemia grazie agli agricoltori per sostenere la rinascita del Paese.

È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti diffusa in occasione dell’inaugurazione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti a Villa Miani a Roma. Nel secondo anno del Covid la filiera agroalimentare tricolore ha dimostrato una elevata capacità di resilienza, con un incremento del fatturato che accomuna agricoltura, industria e grande distribuzione, mentre la ristorazione ricomincia crescere dopo un 2020 disastroso.

Il risultato è che il Made in Italy a tavola vale oggi quasi un quarto del Pil nazionale e, non a caso, l’alimentare Made in Italy fa registrare il record storico nelle esportazioni raggiungendo quota 52 miliardi, mai registrata nella storia dell’Italia, se il trend di aumento del 12% sarà mantenuto, secondo proiezioni di Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nei primi nove mesi del 2021. Un risultato ottenuto – sottolinea la Coldiretti – nonostante le difficoltà degli scambi commerciali e il lockdown in tutti i continenti della ristorazione che ha pesantemente colpito la cucina italiana ma anche dalla insopportabile diffusione di imitazioni in tutti i continenti.

L’emergenza globale provocata dal Covid – spiega Roberto Moncalvo Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo – ha fatto emergere una consapevolezza diffusa sul valore strategico rappresentato dal cibo e sulle necessarie garanzie di qualità e sicurezza. Il nostro Paese deve ora investire per superare le fragilità presenti, difendere la sovranità alimentare e ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali. Per questo abbiamo messo in cantiere progetti concreti nel PNRR per favorire l’autosufficienza alimentare e una decisa svolta verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale. Per sostenere il trend di crescita dell’enogastronomia Made in Italy serve però agire sui ritardi strutturali dell’Italia e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti”.

L’agricoltura italiana è prima in Europa per valore aggiunto – aggiunge Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo – ma è anche la più green e può contare sulla leadership indiscussa per la qualità alimentare e la Granda contribuisce a questa eccellenza con 11 produzioni a denominazione d’origine fra DOP e IGP, 18 DOC e DOCG che ricomprendono quasi 100 tipologie di vini, tutelando la biodiversità agricola ed investendo sulla distintività, condizione necessaria per distinguersi in termini di qualità delle produzioni ed affrontare così il mercato globalizzato”.

comunicato stampa

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