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Scuola e corsi | 18 novembre 2021, 14:25

Bra, la Scuola Don Milani promuove un’educazione ai media per i genitori dei propri alunni

"Abbiamo cominciato a notare come i nostri alunni facevano giochi non appropriati ripresi da film o serie particolarmente violente", spiegano gli insegnanti responsabili. "È necessario che questi guardino solo programmi adatti alla loro età"

Bra, la Scuola Don Milani promuove un’educazione ai media per i genitori dei propri alunni

La prolificazione di canali televisivi e piattaforme in streaming a cui stiamo assistendo in questi anni ha portato ad un’incredibile quantità di contenuti accessibili a tutti, col conseguente rischio che, senza un’educazione o dei controlli adeguati, i bambini si ritrovino a guardare programmi non adatti alla loro età. Un minorenne che passa circa tre ore della sua giornata davanti alla tv, nel periodo che va dalla prima infanzia (2-3 anni) alla pubertà (14 anni) può in media aver visto 12.000 omicidi e 100.000 episodi di aggressione.

Secondo alcuni studi, l’esposizione a immagini forti produce uno stato di eccitazione che difficilmente si placa spegnendo la tv o togliendo il videogioco. Spesso questa carica non elaborata e accumulata diviene autodistruttiva oppure tende a far sviluppare una sorta di insensibilità alla sofferenza e alla violenza.

Per far fronte a questo, la Scuola Primaria Don Milani di Bra ha recentemente realizzato un tutorial per aumentare la consapevolezza sui rischi e sulle conseguenze della visione non adeguate. "L’esigenza è nata da quando abbiamo cominciato a notare che i nostri alunni, come sappiamo quelli di tutta Italia, facevano giochi non appropriati ripresi da film o serie particolarmente violente" ci spiegano gli insegnanti responsabili. "Dopo una discussione, abbiamo pensato di proporre delle slide non relative a un programma particolare, ma più generali, con l’intenzione di incentivare un’educazione ai media dei bambini della fascia d’età 6-10 anni rivolta però direttamente ai genitori. Spesso infatti questi non hanno concezione di cosa i loro figli guardano, lasciandoli soli davanti ad uno schermo o non attivando il parental control".

"Siamo contrari all’idea di censurare alcuni prodotti, come è stato sollevato da più parti sui social. È giusto che i maggiorenni guardino cosa vogliono, ma ai propri figli piccoli alcuni di essi non vanno proprio fatti vedere, non basta spiegarli e contestualizzarli", sottolineano gli insegnanti. "La differenza tra immagini reali e finte è infatti ben chiara al mondo adulto mentre nei più piccoli tutto ciò che è verosimile viene registrato come reale, per cui anche un comportamento aggressivo messo in atto da un personaggio diventa possibile e accettabile".

Le slide sono state presentate durante l’assemblea dei genitori e caricate sui siti delle varie classi, anche in una versione con un linguaggio semplificato, per andare incontro a chi ha difficoltà con l’italiano.

Luca Sottimano

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