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Attualità | 08 novembre 2021, 12:55

Partita da Levaldigi la "gru dei cieli" che ha recuperato la cabinovia distrutta del Mottarone [FOTO E VIDEO]

Un mezzo straordinario, l'unico al mondo con una postazione di lavoro sul retro della cabina, capace di trasportare fino a 10 tonnellate

Partita da Levaldigi la "gru dei cieli" che ha recuperato la cabinovia distrutta del Mottarone [FOTO E VIDEO]

È partito da Cuneo l'elicottero l'Erickson S64 che ha recuperato la cabinovia oggetto della tragedia del Mottarone.

La funivia Stresa-Mottarone precipitò domenica 23 maggio. L’incidente causò 14 morti.  

L’operazione di rimozione della cabina è stata preceduta da settimane di lavoro in quota, lavoro che ha visto impegnati i Vigili del fuoco.

I resti della cabina sono stati trasportati a valle dall'elicottero che viene chiamato "la gru dei cieli". Prima della Forestale, adesso appartiene al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. Sono cinque in Italia. Nel periodo invernale vengono destinati principalmente alle regioni del Nord, mentre d'estate sono in forza alle regioni del sud Italia, per gli incendi boschivi.

I resti della cabinovia sono stati trasferiti prima al campo sportivo di Gignese e poi, con un camion, fino ad un capannone a Tecnoparco di Fondotoce-Verbania.

La diretta delle operazioni di rimozione sul sito www.vigilfuoco.tv.

Come si legge nel sito http://www.european-aircrane.com/, l'Erickson S-64 ha una configurazione assolutamente unica: essendo l'unico elicottero al mondo con una postazione di lavoro posizionata sul retro della cabina, tramite un vetro trasparente il pilota opera verso il carico da trasportare. Questa postazione consente al pilota al comando di carico una panoramica illimitata delle operazioni in corso.

E' eestremamente efficace per operazioni sulle aree geografiche e topografiche più complesse, ed è in grado di trasportare carichi pesanti fino a 10 tonnellate. L'Erickson S-64 è dotato di tutti i comandi di bordo necessari per la precisa regolazione del carico ed il pilota è assistito per il posizionamento di carichi pesanti da uno speciale "Sistema anti-rotazione" brevettato, che controlla il carico e ne impedisce la rotazione stessa.

Proprio per queste sue caratteristiche è stato utilizzato nelle operazioni di questa mattina.

Straordinaria anche la capacità antincendio, con un serbatoio montato dietro il cockpit  capace di contenere fino a 10.000 litri, immagazzinati in meno di un minuto. 

L’intervento è stato avviato intorno alle 10 di questa mattina, con il trasporto a valle fatto con l’elicottero S64 “Cochise”, mentre i trasporti secondari con l’elicottero AW139 del reparto volo di Malpensa. Impegnati 35 vigili del fuoco, coordinati dal comandante provinciale Roberto Marchioni, tra specialisti in manovre su corda, piloti dei due velivoli, esperti motoristi di bordo e squadre ordinarie.

Prelevata nel punto dell’incidente, la cabina è stata depositata nel vicino campo sportivo di Gignese, da dove sarà trasferita via terra con un autoarticolato dei vigili del fuoco in un capannone individuato a Fondo Toce.  

Dall’11 ottobre i vigili del fuoco hanno lavorato ininterrottamente ogni giorno con squadre di 15 operatori per consentire il recupero, procedendo dapprima alla immobilizzazione di tutti i componenti della cabina, anche per tutelare le esigenze peritali. Successivamente è stato separato il corpo della cabina stessa dalla struttura in sospensione, immobilizzando il carrello principale, liberato con il taglio del tronco dell’albero nel quale si era conficcato durante la caduta.

Irrigidita tramite strutture metalliche realizzate sul posto, la cabina è stata preparata per il trasporto, proteggendo le componenti idrauliche ed elettriche con coperture in materiale plastico.

Si chiude oggi per i vigili del fuoco un altro capitolo di una drammatica vicenda che ha colpito in modo indelebile e doloroso. Il pensiero di tutti, anche oggi, è andato alle 14 vittime e ai loro familiari. 

Barbara Simonelli

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