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Attualità | 08 novembre 2021, 16:01

Anche Bra in piazza contro l’affossamento del Ddl Zan

Manifestanti in piazza Caduti per la Libertà sabato 6 novembre con bandiere arcobaleno

Anche Bra in piazza contro l’affossamento del Ddl Zan

Anche Bra è scesa in piazza per manifestare contro la bocciatura del Ddl Zan. Durante il pomeriggio di sabato 6 novembre, piazza Caduti per la Libertà è stata “culla” di idee e riflessioni affermate con energia da Iman Babakhali, consigliere comunale del PD.

Il presidio è stato organizzato dai ragazzi del movimento ‘young talks’ e ha visto l’adesione di cittadini, rappresentanti di realtà associative e partiti politici, tutti uniti dalla bandiera arcobaleno. Anche il segretario del circolo Pd braidese, Roberto Carena ha preso parte alla manifestazione ed è intervenuto successivamente con un proprio intervento su Facebook, a cui diamo voce.

Ho partecipato sabato pomeriggio al presidio contro l’affossamento del Ddl Zan, che si è tenuto in piazza Caduti per la Libertà, portando l’adesione del Partito Democratico - Circolo di Bra. Desidero ringraziare i ragazzi di ‘young talks’ per aver organizzato questa opportunità.

Il Partito Democratico sostiene e partecipa ad iniziative come queste, non potrebbe che essere così. Il Ddl Zan è una proposta di legge del PD e fortemente sostenuta dal PD; essere qui oggi, rispondere a questo appello, è per noi praticamente un atto dovuto. Molti ci dicono che il Ddl Zan non serve a niente in quanto non esiste un’emergenza in questo senso. L’emergenza non esiste, perché non esiste una misura del fenomeno delle vittime di omotransfobia.

Il Ddl Zan avrebbe chiesto all’ISTAT di monitorare e rilevare le discriminazioni e le violenze subite su base discriminatoria per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità.

A chi interessa che questo fenomeno criminale non sia misurato e non sia dato conto al Paese? Le nostre madri ed i nostri padri costituenti scrissero il meraviglioso articolo 3 della Costituzione che recita: ‘È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese’.

Oggi, in Italia, il pieno sviluppo della persona umana rende alcuni cittadini in pericolo, un obiettivo del Ddl Zan era anche quello che lo Stato riconoscesse ufficialmente questa vergognosa situazione tanto da renderla evidente anche dal punto di vista penale. L’applauso sguaiato, a seguito dell’affossamento del Ddl Zan, degno di una curva da stadio, e non della camera del Senato è stato, quindi, un gesto moralmente incostituzionale!

Qualche giorno fa, a Ferrara, alcuni ragazzi, adolescenti, identificati come omosessuali, sono stati aggrediti al grido di ‘Mussolini vi avrebbe bruciati’. La destra ha un problema in questo Paese: non solo non avere fatto i conti con il suo passato, ma non sa fare i conti nemmeno con la complessità della società del suo presente.

Noi siamo, quindi, qui per manifestare insieme a voi il nostro dissenso come Partito Democratico per l’affossamento del Ddl Zan, mi occorre rispondere anche ad un’altra critica che ci viene mossa e che solitamente recita ‘voi pensate solo ai diritti civili e non a quelli sociali’.

Premesso che è estremamente pericoloso porre questi diritti in concorrenza come se alcuni fossero necessari (sociali) e sugli altri si potesse anche soprassedere, pericolosissimo principio. A chi dice che noi ci occupiamo solo di diritti civili, vorrei ricordare il grande lavoro che il nostro partito ha fatto per: #1 assegno unico per i figli condotto a termine da Stefano Lepri; #2 riforma dello stage proposta da Chiara Gribaudo in collaborazione con i giovani democratici di Milano; #3 la Legge sulla parità salariale votata all’unanimità e proposta da Chiara Gribaudo.

Invito chiunque della destra di governo e di opposizione a venirci a raccontare i loro sforzi per rendere questo Paese migliore anche dal punto di vista dei diritti sociali. Non siamo disposti ad accettare lezioni da chi ha emesso i decreti della vergogna, che rendono i pescatori che salvano vite in mare dei criminali.

Noi siamo qui perché crediamo nell’ampliamento dei diritti e saremo qui sempre per queste battaglie. Ho riconosciuto tra i tanti partecipanti membri delle associazioni di volontariato, membri della Scuola di Pace ‘Toni Lucci’ Bra, i giovani di Possibile, i compagni dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) - ANPI Alba Bra Langhe Roero, una bella comunità capace di essere presente per difendere l’estensione dei diritti. Grazie a tutti
”.

Il disegno di legge Zan contro l’omotransfobia e le discriminazioni di genere, bloccato in Senato dalla cosiddetta ‘tagliola’, tornerà in Commissione tra sei mesi, se tutto va bene. Da qui le proteste che hanno mobilitato anche la piazza braidese.

Silvia Gullino

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