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Attualità | 06 novembre 2021, 13:07

“Crescere insieme”: ad Alba il forum nazionale della Piccola Industria di Confindustria, parlando di filiera

Per il presidente Robiglio, è concreto il rischio di default: “Il Piemonte può anche crescere dell’8%, ma conta il dato nazionale, e le stime di crescita del 2024 confermano delle percentuali tra l’1 e il 2 per cento: questa prospettiva non è sostenibile”

“Crescere insieme”: ad Alba il forum nazionale della Piccola Industria di Confindustria, parlando di filiera

 

“Lavorare, creare, donare”: con i tre verbi che segnano la mission della Fondazione Ferrero – sognati da Michele Ferrero e ricordati dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio –, applicati all’agire quotidiano di chi fa impresa, si è aperto il forum nazionale della Piccola Industria di Confindustria, evento clou del programma di Alba Capitale della Cultura d’Impresa 2021.

Oggi si parla di sostenibilità ambientale, ma senza le direttrici economica e sociale non potrà esserci futuro: il fatto stesso che si parli di ‘transizione’ ecologica ci dà l’idea del fatto che si tratta di un percorso da fare”. Con un riferimento al reddito di cittadinanza e al fatto che “dobbiamo aiutare chi non può lavorare e non chi non vuole”, dal governatore si è passati ai saluti di benvenuto, con Marco Gay (presidente di Confindustria Piemonte, che ha fissato l’obiettivo al 3% di crescita annuo per il Piemonte), Gabriella Marchioni Bocca (presidente comitato regionale Piccola Industria Confindustria Piemonte, che ha sottolineato l’importanza delle filiere produttive), Alberto Biraghi (presidente comitato Piccola Industria Confindustria Cuneo, che ha parlato dei valori su cui si fonda la cultura d’impresa: “Lavoro,ingegno, iniziativa, visione, coraggio e passione messi al servizio di una continua ricerca di miglioramento, per essere ogni giorno all'avanguardia e competere al meglio sui mercati internazionali”) e Mauro Gola (presidente Confindustria Cuneo, che si è concentrato sull’umanesimo industriale e sul concetto di restituzione al territorio, in cui la provincia di Cuneo eccelle).

Quindi, l’apertura dei lavori, affidata al presidente Piccola Industria Confindustria, Carlo Robiglio, accolto da una standing ovation dopo i quattro anni di mandato, emozionato per la ripresa dei forum in presenza. Il primo riferimento è ad Alba: “Nonostante le carenze infrastrutturali di questo territorio, questa città ha saputo essere punto di riferimento per l’impresa come volano di sviluppo e inclusione sociale, ponendo al centro la persona e la sostenibilità ante litteram”, citando poi tre direttrici quali “cultura d’impresa, ruolo sociale dell’imprenditore e crescita”. Ecco poi l’appello a “sviluppare in maniera coerente e virtuosa il concetto di Filiera; lavorando insieme, piccole, medie e grandi imprese, per creare un vero e proprio modello italiano di filiera”, ricordando che “crescere non implica semplicemente aumentare fatturati, ma vuol dire entrare in logiche di sistema per essere sempre più efficienti, innovativi, resilienti; puntare cioè a uno sviluppo innanzitutto qualitativo”. Poi, il monito, con il concreto rischio di andare in default: “Le stime di crescita del 2024 confermano delle percentuali tra l’1 e il 2 per cento. Questa prospettiva per il nostro Paese non è sostenibile, né ipotizzabile”. Robiglio cita quindi un altro dato significativo: “A ottobre i dati Unioncamere e Anpal ci dicono che è cresciuta ancora la difficoltà delle imprese a reperire i profili professionali ricercati: nel 36,5% dei casi le imprese dichiarano difficoltà di reperimento, percentuale che supera il 50% per diplomati ITS e laureati in ingegneria industriale, elettronica e dell’informazione”. Passando al tema della continuità d’impresa e della sfida del passaggio generazionale: “Smettiamola di dire che i giovani sono il futuro: i giovani sono il presente! Un presente da curare e salvaguardare oggi perché il Paese possa avere un futuro domani”. Ancora, il tema dell’open innovation e del rapporto con il variegato mondo delle startup: “Non esistono filiere senza digitalizzazione”, ricordando anche il tema non derogabile della cyber security,

L’evento è entrato dunque nel vivo con il panel “Filiere e PMI: una proposta di evoluzione del sistema per la crescita delle piccole e medie imprese”, con l’avvicendarsi degli interventi di Alessandro Fontana (direttore Centro Studi Confindustria), Vincenzo Ilotte (direttore generale Fonderie 2°), Ernesto Lanzillo (partner Deloitte e Deloitte Private Leader Central Mediterranean) e Fabrizio Longo (direttore generale AUDI Italia), moderati dalla giornalista Anna Marino.

Secondo giro di interventi incentrato su “Innovazione e filiere: il trasferimento tecnologico e la diffusione della conoscenza”, con Stefano Firpo (capo di gabinetto del Ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale) e Gianluigi Viscardi (delegato Piccola Industria Confindustria per l’innovazione e responsabile del coordinamento nazionale della rete dei Digital Innovation Hub di Confindustria).

A seguire, Maurizio Marchesini (vicepresidente Confindustria per le Filiere e le Medie Imprese) su “Un percorso virtuoso: la filiera come modello di crescita per il Sistema Paese”, Anna Roscio (direttore sales & marketing Imprese Intesa Sanpaolo), a proposito del “Programma Sviluppo Filiere di Intesa Sanpaolo e l’evoluzione del rapporto Banca Impresa” e Gilberto Pichetto Fratin (viceministro dello Sviluppo Economico con delega alle politiche industriali e alle piccole e medie imprese), intervenuto sul tema “PMI: le sfide e gli strumenti per lo sviluppo”.

Infine – dopo il saluto del Sottosegretario Giancarlo Giorgetti – le conclusioni, affidate al Presidente Confindustria Carlo Bonomi, che parlando di PNRR afferma: “Abbiamo l’opportunità storica di rispondere a 160 anni di divari che riguardano il nostro Paese”, pensando alle differenze tra Nord e Sud, uomini e donne, pensionati e giovani. “La disoccupazione giovanile in Italia è al 30%, quando la media europea è al 16%”. Ancora: “Il reddito di cittadinanza, così com’è, non ha funzionato”, rincarando la dose aggiungendo che “nessun imprenditore in questa sala cerca i propri collaboratori attraverso i Centri per l’Impiego”. Tra le proposte, urge un “severo taglio contributivo per mettere più soldi in tasca agli italiani”. Parlando di politiche attive, “chiediamo formazione e ricollocazione, che sono la vera sfida del futuro”. In chiusura, citando Beppe Fenoglio e il suo amore per la libertà, Bonomi prende quindi in prestito le parole di Michele Ferrero per definire gli imprenditori: “Operatori sociali in campo economico”.

I lavori si sono conclusi con il passaggio di testimone da Alba, Capitale della Cultura d’Impresa di quest’anno, al progetto che mette insieme Venezia, Padova, Rovigo e Treviso, designato all’unanimità per il 2022, superando la concorrenza delle altre cinque candidate.

Pietro Ramunno

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