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Attualità | 29 ottobre 2021, 08:20

"I cuneesi celebrino il IV Novembre esponendo il tricolore al balcone"

Riceviamo e pubblichiamo

Foto generica

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Egregio Direttore,
il IV Novembre si  celebra la giornata dell’Unità nazionale. Noi siamo consapevoli che mai come oggi sia necessario ritrovare quello spirito unitario che consentì all’Italia di vincere la guerra del 1915-18 e poi di risollevarsi dalla sconfitta della 2a Guerra mondiale,  affinché gli Italiani possano superare un lungo periodo di crisi ed essere capaci di rinnovare le istituzioni.

Nella stessa giornata con senso di italianità e riconoscenza celebriamo anche le nostre Forze Armate per il loro contributo fondamentale all’indipendenza e alla sicurezza della Patria. Noi ricordiamo con commozione tutti i Caduti per l’Italia, da quelli della 1a e 2a Guerra mondiale a quelli che in anni recenti si sono sacrificati in Africa, nei Balcani, in Medio Oriente, in Iraq e in Afghanistan nelle missioni internazionali di pace.

Purtroppo, la riduzione della commemorazione e della celebrazione del IV Novembre in giornata feriale, ha inevitabilmente allentato il forte potere evocativo di questa data, che fin quando era compresa fra le Festività Nazionali da celebrare nel giorno della ricorrenza, aveva conservato intatto il suo significato nella nostra Storia morale, politica e civile. In più,  è deprimente constatare che nella foia antifascista si è instaurato un nuovo corso da parte di alcuni storici, quella della denigrazione del soldato italiano in guerra. I soldati italiani – secondo loro e secondo chi propaganda i loro libri – non erano “brava gente”, ma hanno commesso crimini e nefandezze più degli altri militari precipitati nel vortice infernale della guerra. In Eritrea, in Libia, in Somalia, in Etiopia, in Albania, Grecia, Jugoslavia, Russia, ovunque i combattenti italiani sono stati aggressori feroci, militari efferati.

Il IV Novembre assume quest’anno un significato particolare. Sono cento anni da quando una madre qualunque di Trieste, scelse e accompagnò lungo la scalinata dell’Altare della Patria a Roma , il feretro di un ragazzo sconosciuto caduto in guerra. Si decise di rendere omaggio a tutti coloro che erano caduti nel conflitto e dei quali non fu possibile ricostruire l’identità o ritrovare i resti. Per essi non c’era una tomba sulla quale piangere per i genitori, le mogli, i figli. Allora, uno per tutti. Uno di quei poveri resti sconosciuti fu scelto per rappresentare tutti quelli che non tornarono e che rimasero ignoti. Un treno speciale partì da Aquileia e per giorni attraversò lentamente gran parte d’Italia. In ogni stazione, il Sindaco con il gonfalone, i reduci, la popolazione, i bambini, tutti in ginocchio lo salutarono con commozione e l’orgoglio di onorare il loro Figlio migliore.

Nel commemorare questa data storica invitiamo i Cuneesi a riaffermare con consapevolezza la nostra identità nazionale esponendo in questa ricorrenza il Tricolore d’Italia al balcone della propria casa.

Ringraziamo per l’ospitalità,

Paolo Chiarenza, Enzo Tassone, Luca Ferracciolo, Mario Franchino, Denis Scotti

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