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Attualità | 14 ottobre 2021, 11:55

Green pass: più dubbi che certezze. Chi controlla il titolare di un negozio? E il dipendente che lavora da casa

Anche la Michelin Piemonte pagherà il tampone ai dipendenti. Ma se la carta verde finisce prima del turno?

Immagine di repertorio

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Le regole sono tante ma anche i dubbi sono numerosi, almeno nelle prime ore dall’entrata in vigore dell’obbligo di green pass per accedere a tutti i luoghi di lavoro.        

Tra le questioni ancora aperte, quella della verifica sugli smart worker: chi lavora da casa, in lavoro agile, deve essere controllato? E da chi?

Qualcuno dice attraverso la condivisione a distanza del green pass, ma per altri chi lavora da casa non deve essere controllato, visto che il controllo del green pass può essere fatto solo all’ingresso di una sede aziendale, non a chi lavora da casa.

Su una cosa invece sono tutti d’accordo: chi dovrebbe lavorare nella sede aziendale e si dichiara senza green pass non può concordare con l’azienda la via d’uscita dello smart working. L’unica possibilità in questo caso è l’assenza ingiustificata senza stipendio.

I lavoratori autonomi, ossia “capi di se stessi”, sono sì tenuti ad avere il green pass ma con loro di fatto bisognerà andare sulla fiducia: un tassista o il proprietario di un piccolo negozio che è solo dietro il bancone, chi li controlla? E nemmeno i clienti possono pretendere l’esibizione del certificato.

Michelin Piemonte ha disposto il tampone gratuito per i suoi dipendenti ma se la validità del green pass termina prima del turno?

Per esempio gli agenti della Polizia di Stato, arriveranno fino alla fine del servizio anche se con il green pass scaduto. Dovranno mostrare il certificato verde per accedere in ufficio e all’interno delle strutture, ma una circolare del capo della Polizia Lamberto Giannini puntualizza che in caso di green pass valido con scadenza dopo 48 ore - perché ottenuto da tampone negativo -, il servizio dovrà comunque essere portato a termine, anche se nel frattempo il certificato è scaduto.

Altro aspetto spinoso è quello di badanti, baby sitter e colf. Due i problemi: i datori di lavoro potrebbero non controllare, oppure i lavoratori a domicilio, potrebbero essere stati vaccinati nel loro Paese con un vaccino non riconosciuto in Italia, come lo Sputnik russo. E quindi niente green pass.

NaMur

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