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Attualità | 12 ottobre 2021, 14:20

Dal 15 ottobre obbligo di Green pass anche per i camionisti. E gli autisti stranieri?

La denuncia del presidente FAI Cuneo Mairone: “C'è il rischio di discriminazione e di concorrenza sleale. Ci sono aziende in Granda dove gravitano ogni giorno centinaia di camionisti stranieri senza obbligo di Green Pass. Dubito che non li facciano scaricare e che tengano la merce fuori”

Dal 15 ottobre obbligo di Green pass anche per i camionisti. E gli autisti stranieri?



C'è una domanda che resta senza risposta e che sta facendo agitare il mondo dell'autotrasporto italiano.

Partiamo dal dato di fatto. Dal 15 ottobre in Italia scatta l'obbligo di Green Pass sul posto di lavoro, quindi anche per i camionisti. Lavoratori che viaggiano per ore ed ore da soli in cabina e che entrano in contatto con altre persone al momento dello scarico merci.

E gli autisti stranieri? Cosa accade ai camionisti di imprese estere che fanno trasporti internazionali e nei cui paesi di residenza non esiste alcun obbligo di Green Pass per lavorare? Verranno fatti entrare nelle aziende italiane a scaricare?

A segnalare il problema è Mario Mairone, presidente provinciale di FAI Cuneo, la Federazione Italiana Autotrasporti: “Chiediamo a gran voce dei chiarimenti. Il rischio è che i nostri autisti italiani vengano discriminati e che si allarghi la forbice della concorrenza sleale. Ci sono aziende in Granda dove gravitano ogni giorno centinaia di camionisti stranieri. Dubito che non li facciano scaricare e che tengano la merce fuori”.

In effetti l'obbligo di Green Pass sul posto di lavoro è un unicum tutto italiano. La concorrenza di ditte con costi favorisce già la scelta di vettori esteri e molti autisti provengono da Paesi nei quali non esiste l’obbligo del Green Pass oppure hanno vaccini non riconosciuti, per cui le imprese si sentono doppiamente sfavorite.

“Qui salta fuori un putiferio – rincara Mairone -. Se lasciano entrare gli stranieri, cosa diciamo ai nostri autisti italiani? Noi camionisti abbiamo lavorato quando l'Italia era in lockdown, abbiamo viaggiato senza ristoranti aperti, senza servizi igienici dove poterci fermare. E adesso mi metti l'obbligo del Green pass per guidare un camion da solo in cabina?”

Parliamo di numeri. Quanti sono gli autotrasportatori che ancora si devono adeguare alla normativa?

“Io ho 13 dipendenti e quattro di loro non hanno alcuna intenzione di fare il vaccino – risponde Mairone -. La percentuale è all'incirca quella, si aggira sul 20/25%. Io, come titolare, non posso imporre a un dipendente di vaccinarsi. Temo che molti degli autisti stranieri che lavorano oggi in imprese italiane decidano di ritornare all'estero a lavorare”.

E poi c'è un'altra questione. Il tampone antigenico, alternativo al vaccino, non è così comodo da fare per un autotrasportatore. Lo spiega ancora Mairone: “La scadenza di 48 ore mette in seria difficoltà chi, come noi, viaggia in strada anche per diversi giorni. Molte farmacie chiedono la prenotazione. Come fa un camionista che percorre lunghe tratte a rispettare queste tempistiche?”.

E ancora: “Qualche indeciso alla fine è andato a fare il vaccino, ma l'ha fatto soltanto nelle ultime ore e dovrà aspettare 15 giorni per avere il Green Pass. Perchè non dare un lasciapassare immediato con l'inoculazione della prima dose?”

La Fai, alla quale la Fai Cuneo aderisce e con la quale condivide il dialogo con il Ministero dei Trasporti a Roma, ha richiesto alcune deroghe: “Chiediamo per le società di autotrasporto, di poter effettuare i controlli a campione e presso i locali dell’azienda e non sul posto di lavoro, ma soprattutto che vengano esentate le attività di carico e scarico delle merci, come avviene in Francia, ad esempio ed in altri Paesi Ue. Inoltre chiediamo che siano predisposti lungo la rete autostradale dei punti ove effettuare i tamponi periodicamente, garantendo la sicurezza ed evitando rischi e ritardi. Nelle prossime settimane siamo sicuri ci saranno ancora numerose vaccinazioni e attendiamo come tutti chiarimenti per gli adempimenti da seguire ma vorremmo che la nostra voce di richiesta fosse ascoltata”.

Giovedì 14 ottobre è in programma il consiglio Fai nazionale per fare il punto su questo problema. “Parteciperò online – conclude Mairone Speriamo giungano buone notizie. L'alternativa è la paralisi dell'autotrasporto”.

Cristina Mazzariello

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