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Attualità | 12 ottobre 2021, 18:10

Bra, residenti di via Cavour contro la "movida". I locali si difendono, il Comune media

Grandi eventi e ritorno alla vita notturna dopo le chiusure dei lockdown riportano a galla l’annosa questione del difficile equilibrio tra le esigenze dei più giovani e quelle di chi in centro ci vive

Ritorno alla vita e vecchi problemi, nel centro di Bra

Ritorno alla vita e vecchi problemi, nel centro di Bra

Nell’ultime settimane lo svolgimento di sentite manifestazioni, prima tra tutte il ritorno di "Cheese", ha portato nuovamente vita nel territorio braidese, ma anche il riaffiorare di una problematica di lunga data: come conciliare le esigenze di chi vuole divertirsi nel centro cittadino – e dei locali pubblici di soddisfarle – con quelle dei residenti, che invece vorrebbero pace e tranquillità?

Recentemente il Caffè Boglione, attraverso i propri canali social, è intervenuto sul tema commentando la costituzione, nella centrale via Cavour, di una "sorta di comitato anti movida", attivatosi per chiedere maggiori limiti alla vita notturna in città. Ne parliamo col titolare dello storico locale, Alessandro Monchiero: "Pochi giorni fa il sindaco ha convocato noi esercenti per parlare della rissa avvenuta in via Principi e anche dell’operazione di controllo effettuata il venerdì successivo dalle forze dell’ordine, intervenute per prendere le generalità degli avventori presenti nei tre bar della nostra via. In questa sede, ci sono state riferite anche le lamentele di alcuni residenti del centro cittadino in merito alla presunta degenerazione della vita notturna braidese. Il nostro post voleva essere dunque un invito per le parti in causa a riflettere insieme su come agire".

"Per come sono stati riportati dai media – continua Monchiero –, entrambi gli avvenimenti hanno messo in cattiva luce in modo indistinto tutti gli esercizi di via Cavour senza peraltro che ci fosse un collegamento diretto con quello spiacevole episodio, avvenuto in un luogo differente, come anche del fatto che noi gestori abbiamo tutt’altri interessi che favorire disordini. Come Caffè Boglione, in particolare, siamo i primi a essere contro la cosiddetta 'movida': proponiamo anche servizio di osteria, evitiamo appositamente certi prodotti che possano favorire l’ubriacatura e la nostra filosofia è quanto più lontana dall’idea di promuovere una malsana baldoria. Ci è sembrato che l’Amministrazione sia disposta a ascoltare le esigenze di tutti, cercando una difficile conciliazione. Ma bisogna anche dare un peso alle situazioni: dopo un anno e mezzo di lockdown, la gente ha voglia di tornare a ritrovarsi, a parlare e divertirsi. Inoltre, le istanze di quelle poche persone che vivono in via Cavour, occupata per l’80% da uffici, devono essere messe sul piatto della bilancia con quelle delle oltre 600 persone che ospitiamo nei nostri spazi. Bra ha ormai assunto oramai una vocazione notturna, grazie in particolare all’Università di Pollenzo, frequentata per la maggior parte da giovani, anche stranieri. La loro presenza ha comportato un grande vantaggio per l’economia locale: il valore delle case è cresciuto, sono sorti molti nuovi esercizi e di conseguenza nuovi posti di lavoro".

A cercare una non facile mediazione tra le legittime istanze delle parti è l’Amministrazione comunale, per bocca del sindaco Gianni Fogliato e del suo vice Biagio Conterno, delegato all’ordine pubblico. "Una prima premessa riguarda il fatto che non si tratta di un vero e proprio comitato, ma di un gruppo di residenti che hanno voluto sottoporre alla nostra attenzione quelle che ritengono essere le problematiche che interessano quella zona della città. Va anche detto che simili lamentele non sono una novità, ma ricorrono da molti anni e certamente non riguardano la sola Bra. Detto questo, il nostro compito è quello di cercare un equilibrio tra le esigenze dei locali notturni e il desiderio degli abitanti del centro di poter avere una vita ordinaria. In questo specifico caso la problematica è accentuata dal fatto che in via Cavour c’è un’alta concentrazione di locali in uno spazio tutto sommato ristretto, mentre è difficile non tenere conto del lungo periodo di chiusure da cui arriviamo, per cui capiamo il desiderio soprattutto dei giovani di tornare alla vita sociale, come dimostrato dal successo di tanti recenti eventi organizzati in città. C’è però una netta differenza tra queste istanze e fatti gravissimi come i disordini avvenuti in via Principi. La convivenza civile si ottiene grazie alla collaborazione di tutte le forze in gioco. Per cui invitiamo i locali a rispettare gli orari, gli spazi e il volume della musica. E facciamo appello agli avventori, affinché usino buon senso e rispettino le regole. Da mesi questa è la nostra principale preoccupazione nei fine settimana, per cui monitoriamo costantemente la situazione, disponendo le forze dell’ordine a controllare la via. Anche per questa ragione nell’ultimo anno abbiamo assunto cinque nuovi agenti di Polizia Municipale".

Luca Sottimano

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