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Politica | 09 ottobre 2021, 08:20

Concluse le elezioni amministrative, si rinnova, dopo due rinvii, anche il Consiglio Provinciale

Difficile una soluzione unitaria perché questa volta Fratelli d’Italia vuole la conta per potersi sedere al tavolo. In forse il “Patto del Nazareno in salsa cuneese” tra Pd, centrosinistra civico e Forza Italia. Rischio “anatra zoppa” per il presidente Borgna

Federico Borgna al voto provinciale nel 2014

Federico Borgna al voto provinciale nel 2014

Dopo due slittamenti, determinati dalla pandemia, dovrebbero (visti i precedenti il condizionale resta d’obbligo) svolgersi entro un paio di mesi le elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale.

Un decreto del Ministero degli Interni – lo stesso che fissava la data per la consultazione amministrativa del 3 e 4 ottobre - aveva infatti disposto che le elezioni provinciali si sarebbero dovute tenere a sessanta giorni di distanza dalla proclamazione degli eletti nel turno delle comunali 2021.

Elezioni quelle provinciali, lo ricordiamo, di secondo grado che riguardano esclusivamente gli amministratori comunali dei poco meno dei 250 Comuni del Cuneese e interessano esclusivamente il Consiglio e non il Presidente, Federico Borgna, che rimarrà in carica fino alla primavera del prossimo anno, quando cesserà la sua carica di sindaco di Cuneo.

Entro novembre si capirà se il patto civico tra Pd, centrosinistra e Forza Italia, che diede vita al listone unitario nell’ottobre 2018, reggerà o questa volta si andrà al voto con liste separate tra centrosinistra e centrodestra.

Il sentore è che il centrodestra - ma più corretto è dire la destra di Fratelli d’Italia - voglia arrivare alla conta per mettere Borgna in difficoltà.

Se, infatti, il presidente può fare affidamento su una benevola (ma contrattata) comprensione dell’area centrista di Azione che fa riferimento a Enrico Costa bisognerà capire come intendono comportarsi Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. A Forza Italia l’intesa unitaria potrebbe pure stare bene, ma ne andrebbe di mezzo la compattezza della coalizione in vista degli appuntamenti elettorali amministrativi del 2022.

Nel 2018, Guido Crosetto aveva bollato come “Patto del Nazareno in salsa cuneese” l’ibrido connubio tra Pd e Forza Italia, ma tutto finì lì, anche perché allora i Fratelli d’Italia erano irrilevanti e la Lega si era dichiarata non interessata alla Provincia.

Fratelli d’Italia e Lega saranno disposti a ritornare sui loro passi rispetto alla scelta aventiniana di tre anni fa, quando si estraniarono dalla partita? Fratelli d’Italia dopo la campagna acquisti di assessori e consiglieri comunali condotta in questi mesi vorrebbe “pesarsi”, mentre le intenzioni della Lega non sono ancora pervenute.

L’operazione del centrodestra appare comunque complessa poiché il voto ponderato consente al centrosinistra ancora un lieve margine di vantaggio, assottigliatosi però dopo le perdite di Alba e Fossano.

La data ipotizzata per il rinnovo del Consiglio Provinciale è quella di sabato  18 dicembre. Borgna, per scongiurare il rischio “anatra zoppa”, cioè per non diventare “presidente di minoranza”, in questi due mesi, dovrà fare appello a tutte le sue doti di moral suasion.

GpT

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