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Politica | 08 ottobre 2021, 14:07

L’“effetto Calenda” galvanizza Azione e tenta il “Centro per Cuneo”

Enrico Costa guarda alle prossime elezioni comunali con un pizzico di nostalgia per la prima Giunta Borgna. “Nel capoluogo c’è stato un buon rapporto col Pd, ma se prevarrà la spinta radicale di coinvolgere Movimento 5 Stelle e sinistra estrema – avverte – sarà difficile continuare a stare insieme”

L’“effetto Calenda” galvanizza Azione e tenta il “Centro per Cuneo”

Roma è lontana da Cuneo, ma ciò che è successo nella capitale con l’ottimo risultato personale di Carlo Calenda (anche se non è arrivato al ballottaggio) e della sua lista Azione avrà dei riflessi sulle elezioni amministrative del prossimo anno in provincia di Cuneo?

Se lo chiedono in molti e l’attenzione in questi giorni, in cui si comincia ragionare di alleanze, è rivolta in particolare ai maggior centri, Cuneo, Mondovì e Savigliano in primo luogo.

Il “modello Calenda” sta creando suggestioni che potrebbero rimettere in discussione coalizioni – a partire proprio dal capoluogo di provincia – che fino a ieri sembravano se non definite almeno abbozzate nella direzione della continuità amministrativa.

“Il risultato di Calenda, ottenuto da solo e con un’unica lista mentre tutti gli altri candidati sindaci erano appoggiati da numerose liste e da centinaia di candidati consiglieri – afferma Enrico Costa, il più autorevole referente locale di Azione – è emblematico. Abbiamo dimostrato di aver superato il profilo ideologico indirizzando la nostra proposta politica sulla competenza e la capacità di governo e, in una realtà pur complessa e difficile qual è Roma, i risultati si sono visti. Segno eloquente – aggiunge il parlamentare monregalese – che le esigenze che stiamo evidenziando da tempo sono fondamentali e una fascia crescente di elettorato dimostra di apprezzarle”.

Quando gli chiediamo quali ricadute potrebbe avere il voto romano sule vicende politiche cuneesi, Costa non si sbottona più di tanto.

Tuttavia, qualche indicazione la dà.

“Così come a Roma nei nostri programmi abbiamo privilegiato l’identità rispetto alla collocazione ideologica, altrettanto penso si possa fare in provincia, dove le adesioni ad Azione continuano a crescere. Già a Mondovì nel 2017, con Paolo Adriano, avevo sostenuto un’operazione di questo genere, rivelatasi vincente. Dobbiamo mettere insieme le migliori energie civiche, sulla base di competenze e professionalità riconosciute, per dare alle nostre città amministrazioni efficienti, capaci di offrire risposte concrete e certe ai cittadini”.

E su Cuneo , dove Azione ha una presenza significativa all’interno della lista civica “Centro per Cuneo”, quali le prospettive?

“Trattandosi di una formazione civica, non posso evidentemente parlare per tutti, ma il confronto con le liste civiche sarà aperto a tutti. Se mi si chiede un giudizio – rileva Costa - dico che in questi cinque anni la coalizione guidata da Federico Borgna ha funzionato bene. Non nego che preferissi la formula del “Borgna Uno”, quella della giunta autenticamente civica del quinquennio 2012 -2017, ma questo è un giudizio personale. Anche il governo di Cuneo in questi ultimi cinque anni, insieme al Pd, è stato buono. Leggo però e registro che nel Pd stanno emergendo tentazioni radicali di allargare alla sinistra estrema e magari coinvolgere, in conseguenza di scelte nazionali, i 5 Stelle. Se così fosse – avverte – difficilmente il rapporto potrà proseguire”.

GpT

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