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Cronaca | 06 ottobre 2021, 09:24

Scoperta dalla Finanza la “truffa del pellet”: nei guai un 45enne di Bra e un 50enne di Ceva

Il primo faceva da “prestanome” al secondo, che a sua volta si occupava della gestione di una società che commercializzava pellet. Nell’arco di tre anni, il giro di affari della società ha raggiunto 2,5 milioni di euro, evadendo IVA per 600 mila euro

Immagine di repertorio

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Operazione dei Comando provinciale della Guardia di Finanza di Savona, nei confronti di due soggetti italiani, a cui è riconducibile una società che opera nel commercio del pellet. La società ha in Valbormida, precisamente nel comune di Millesimo, presso lo studio di una nota commercialista. Ma i due indagati sono entrambi riconducibili al Cuneese.

Le Fiamme Gialle hanno hanno dato anche esecuzione ad un sequestro preventivo, su ordine del Tribunale di Savona, che a sua volta ha agito su richiesta della Procura della Repubblica savonese.

I Finanzieri della Tenenza di Cairo Montenotte sono partiti da alcune notizie acquisite sul territorio. Girava voce che alcuni rivenditori valbormidesi che commerciano pellet, vendessero il materiale ad un prezzo ribassato rispetto alla media nazionale.

Da queste segnalazioni sono partiti accertamenti, finalizzati a verificare se l’attività si svolgesse nel pieno rispetto della legalità e della leale concorrenza tra diversi operatori economici.
L’attenzione delle Fiamme Gialle si è subito concentrata su una società di Millesimo, che risultava formalmente amministrata da un 45enne incensurato residente a Bra, che percepiva per la sua opera un compenso mensile di circa mille euro. Di fatto, però il braidese era soltanto il “prestanome” per la società, che si poi scoperto essere gestita da un pluripregiudicato di 50 anni, originario di Sanremo ma residente a Ceva. Sul 50enne cebano gravano precedenti penali per rapina a mano armata, associazione per delinquere e bancarotta fraudolenta.
Il meccanismo utilizzato per mettere a segno la frode era semplice, ma ben congegnato: la società acquistava il pellet regolarmente da diversi fornitori comunitari (lituani, estoni, belgi, tedeschi, polacchi e austriaci) che poi cedeva a prezzo concorrenziale a diversi rivenditori delle province di Savona, Imperia, Cuneo ed Alessandria, omettendo  tuttavia di versare all’Erario l’IVA incassata.

Grazie al costo di acquisto ribassato, gli ignari rivenditori, a loro volta, riuscivano a vendere al dettaglio il pellet a prezzi inferiori rispetto a quelli mediamente praticati dai loro concorrenti.

Nell’arco di tre anni, dal 2017 (anno di costituzione della società) al settembre 2019, la società ha acquistato e rivenduto pellet per un totale di circa 2,5 milioni di euro, evadendo l’IVA per circa 600 mila euro.

La Procura della Repubblica di Savona, informata della vicenda, ha iscritto nel registro degli indagati il
“prestanome” braidese ed il dominus della società, il cebano. Inoltre, ha disposto perquisizioni locali e domiciliari a Millesimo, Ceva e Sanremo, presso la sede della società coinvolta e le abitazioni degli indagati.

La stessa Autorità giudiziaria ha inoltre ordinato, per il momento, il sequestro preventivo - finalizzato alla confisca diretta e per equivalente - di beni e disponibilità finanziarie per un importo pari a 140 mila euro, corrispondente all’IVA evasa nell’anno 2018.

L’esecuzione del provvedimento ha consentito di sottoporre a sequestro due orologi del valore di circa 10 mila euro ciascuno e depositi bancari nella disponibilità dell’amministratore di fatto.

L’attività svolta dalla Fiamme Gialle testimonia ancora una volta il forte impegno a tutela delle entrate dello Stato e della leale concorrenza del mercato.

redazione

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