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Attualità | 22 settembre 2021, 12:34

Quaglia (Confartigianato): “Sul blocco delle vecchie auto paghiamo una mancata programmazione”

Il referente nazionale del settore meccatronica interviene sulla normativa antismog per denunciare l’assenza di un’adeguata informazione, lasciata in toto alle officine di autoriparazione, ai vigili urbani e ai Comuni

Michele Quaglia, titolare del Garage Italia di Saluzzo e dirigente nazionale  del settore meccatronica di Confartigianato

Michele Quaglia, titolare del Garage Italia di Saluzzo e dirigente nazionale del settore meccatronica di Confartigianato

 

Ad una settimana dall’entrata in vigore dell’ordinanza sulle misure straordinarie di contenimento dell’inquinamento da polveri sottili che ha di fatto bloccato la circolazione per una vasta fetta di mezzi, specie quelli diesel, la situazione resta caotica.

“Nell’arco degli ultimi dieci giorni – spiega Michele Quaglia, titolare del Garage Italia di Saluzzo e dirigente nazionale di questo settore di Confartigianato – soltanto la nostra officina ha avuto un centinaio di richieste per l’installazione della scatola nera del MoveIn. So dai miei colleghi che quasi tutte le officine sono state letteralmente prese d’assalto per avere informazioni e chiarimenti. All’atto pratico però non tutti procedono essendo il meccanismo di gestione oltremodo complesso. Ho detto di un centinaio di installazioni. Sembrano tante, ma in realtà si tratta di cifre relativamente basse in relazione al numero di mezzi ad uso commerciale o privato, auto, furgoni, camion… complessivamente interessati nel nostro territorio. Ci troviamo di fronte ad una situazione difficile da gestire, non tanto per l’installazione della scatola nera, che è cosa abbastanza banale, quanto per il suo uso. I clienti, specie quelli non più tanto giovani, ma non solo loro, si trovano in difficoltà a destreggiarsi sulla piattaforma digitale, indispensabile per una corretta gestione del MoveIn".

Quaglia, referente nazionale della meccatronica di Confartigianato, evidenzia come il provvedimento, entrato in vigore alla vigilia della pausa feriale di agosto, non sia stato supportato da un’adeguata campagna di informazione, tuttora assente.

“Tutto sta ricadendo sulle officine di autoriparazione, sui vigili urbani e sui Comuni. Come sempre – osserva ancora - si adottano provvedimenti che vengono poi scaricati sull’ultimo anello della catena senza che questi siano oggettivamente nelle condizioni di poter dare risposte esaustive ad una normativa che presenta parecchi aspetti di complessità".

Le misure entrate in vigore il 15 settembre riguardano complessivamente 9 centri del Cuneese, le cosiddette “sette sorelle”, Cuneo, Alba, Bra, Mondovì, Saluzzo, Savigliano e Fossano cui si aggiungono Busca e Borgo San Dalmazzo.

Quasi tutti i Comuni stanno ancora predisponendo la segnaletica e anche per questo si ha la sensazione che, almeno in questa fase iniziale, i controlli saranno blandi.

“Stiamo constatando, giorno dopo giorno, - rileva ancora Quaglia - come sia per molti difficoltosa la gestione del Move In: iscrizione all’apposito sito mediante lo Spid, ancora scarsamente utilizzato e di non così immediata fruizione, verifiche quasi giornaliere sul sito dell’Arpa e monitoraggio dei chilometri percorsi che vanno sempre tenuti sotto controllo.

Inoltre in caso di provvedimenti cosiddetti “temporali”, che si verificheranno con l’avvio dell’accensione degli impianti di riscaldamento nella brutta stagione col semaforo “arancio” o “rosso” non c’è scatola nera che tenga: il blocco per i mezzi interessati sarà totale”.

Per quanto riguarda queste ultime limitazioni, cosiddette “temporali”, nel caso di superamento delle soglie stabilite dall’accordo del bacino padano, dal 15 settembre al 15 aprile, scatteranno divieti rigidi, che comportano il blocco totale fino ai veicoli con omologazione Euro 5.

Quaglia evidenzia come la questione dell’inquinamento nell’area del bacino padano fosse nota fin dal 2008.

“Il caos odierno – afferma – è conseguenza della mancata programmazione.

Infatti, anche chi è nelle condizioni di poter cambiare l’auto si vedrà rispondere dai concessionari delle case automobilistiche che i tempi di attesa per le consegne vanno già oggi dai tre a sei mesi quando non oltre. Il mercato dell’usato, che prima era florido, è in crisi profonda perché gran parte del parco auto era costituito da veicoli diesel”.

Ma quanti sono i mezzi toccati dai provvedimenti della normativa entrata in vigore la scorsa settimana?

“Ad una stima approssimativa risponde Quaglia in Piemonte riguarda circa il 65% dei mezzi attualmente circolanti e penso che se il Move In non decollerà si andrà incontro a provvedimenti ulteriormente restrittivi”.


GpT

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