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Agricoltura | 20 settembre 2021, 07:45

La bella storia di Renato Maunero, ‘L Cravè di Cherasco che alleva capre e vince premi

Dopo la De.Co. per le sue robiole, ha vinto il premio a Bergamo in memoria di Agitu Ideo Gudeta

Renato Maunero - Foto Tino Gerbaldo

Renato Maunero - Foto Tino Gerbaldo

Camicia a quadri, jeans, scarponi e sguardo perso verso un altro orizzonte. Appare così Renato Maunero, nella foto di Tino Gerbaldo, classe 1964 ed ex commerciante braidese. Cosa fa in mezzo alle capre? Semplicemente ha riscoperto la vita agreste, quella più genuina. Un ragazzo di campagna 2.0, praticamente.

Lo scatto racconta la svolta green di Renato, che nel 2008 è diventato ‘L Cravè, come spiega lui stesso: “Per 22 anni ho lavorato nello storico negozio di Sport Look a Bra, in via Marconi. Ad un certo punto ho capito che era arrivato il tempo di seguire un’altra strada e dare sfogo alla mia passione per la natura e gli animali. È stata la realizzazione di una vita”.

Sull’onda di questa consapevolezza, si è lanciato in una nuova avventura, probabilmente inspirato dal padre e dal suo orto: aprire un’azienda agricola e avviare un allevamento di capre nella cascina di via La Morra, a Cherasco.

Che sia inverno, primavera, estate o autunno, qui il paesaggio è davvero unico con le sue sfumature di colori e profumi, con il bianco candore della neve o con lo sbocciare dei fiori nei verdi prati a favorire la pratica della pastorizia. Soprattutto quando si raggiunge l’Alta Langa con la transumanza. Un rito antico, un mestiere duro, ma permeato di biblica e dannunziana poetica. “Qui si fa ancora tutto come una volta. Oggi ho una settantina di capre che chiamo per nome, perché sono di famiglia. Come le persone, nessuna è identica a un’altra e io le riconosco. Le porto al pascolo per 8-9 mesi all’anno, mentre in inverno le nutro con il fieno che arriva dai campi attorno alla mia cascina”.

Missione compiuta? Macché, siamo solo all’inizio. Da lì è poi arrivata la produzione di formaggio. Una filiera a km zero che parte dal pascolo, passa dal banco del mercato e arriva in tavola sotto forma di robiola.

La produzione è limitata, perché utilizzo solo il latte delle mie capre e mi fermo nei mesi in cui sono gravide o allattano. Le mie robiole sono un formaggio a lattoinnesto, una coltura batterica che si prepara in caseificio da latte crudo, munto non più di 2 ore prima, con caglio vegetale. Sono da gustare sia fresche, fatte qualche giorno dopo la mungitura, sia in versione stagionata. Punto sulla qualità e non sulla quantità”.

Francamente non avremmo potuto dirlo meglio. Uno spot per l’arte casearia, fantastico e contro ogni pronostico. “Non sei nato pastore, mi dicevano! - rivela Renato -. Non era né semplice né scontato, ma questa vocazione per la terra ce l’avevo dentro e così ho continuato a lavorare con sacrificio e passione. Fino a quando le cose sono venute bene e ora mi godo le soddisfazioni”.

Consigli per il successo?

“Il lavoro in campagna mette in sintonia con l’ambiente che ci circonda. Certo, si fa fatica, ma non deve spaventare. Non ostinarti in professioni dove c’è troppa concorrenza: fai cose semplici, che possono essere apprezzate. Sii determinato, resta umile e serio. I risultati arrivano”.

E che risultati! Primo. La Robiola del Cravè ha ottenuto la De.Co. (Denominazione Comunale) di Cherasco, un riconoscimento istituito nel 2018 con l’obiettivo di valorizzare i prodotti che seguono il rigido disciplinare previsto e di garantire il consumatore finale su tutta la filiera.

Secondo. Recentemente, Renato Maunero, che è anche consigliere della Condotta Slow Food di Bra, si è aggiudicato il primo premio per i formaggi erborinati, nell’ambito della manifestazione che si è svolta a Bergamo in memoria di Agitu Ideo Gudeta, la pastora etiope assassinata nel 2020, diventata simbolo dell’integrazione, della tutela dell’ambiente e dell’imprenditorialità femminile.

‘Adotta una capra a distanza’ è l’ultimissima iniziativa che sta facendo parlare di sé. Basta visitare il sito www.madeinlangheroero.it , si paga un contributo per sostenere l’animale e in cambio si ricevono 6 tome provenienti dalla ‘propria’ capra.

Per tutti gli altri, l’appuntamento con il Cravè è al Mercato della Terra di Bra in programma ogni terza domenica del mese. Renato vi aspetta con la sua bancarella di robiole in vendita dalle 8 alle 17 sotto l’ala di corso Garibaldi, insieme a tanti altri prodotti freschi e di stagione a km zero. Parole d’ordine? Buono pulito e giusto.

Silvia Gullino

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