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Sanità | 18 settembre 2021, 07:00

Radiazioni elettromagnetiche e metalli pesanti: nemici invisibili delle nostre cellule

I consigli di Nutrigenomica di Simona Oberto

Radiazioni elettromagnetiche e metalli pesanti: nemici invisibili delle nostre cellule

Nello scorso articolo abbiamo parlato di inquinamento elettromagnetico e dell’importanza di avere una alimentazione il più possibile naturale ed equilibrata così da ridurre al minimo i possibili danni da eccessiva esposizione a tali radiazioni.

La diffusione a livello mondiale dei dispositivi che emettono radiazioni non ionizzanti usate nella telefonia mobile cellulare solleva non poche preoccupazioni. Da più di 15 anni è in corso il dibattito sul reale rischio di tumori alla testa dovuto all’uso di questi dispositivi mobili: da un lato la posizione cautelativa di quanti riconoscono la validità di studi importanti, che documentano un incremento rilevante del rischio di tumori al cervello e ai nervi cranici, soprattutto all’acustico, ma anche al trigemino e al facciale. Dall’altro lato, le conclusioni apparentemente rassicuranti di studi che hanno coinvolto ricercatori di 13 paesi finanziati dalle Compagnie di telefonia mobile.

Altro inquinamento molto sottovalutato è quello causato dai metalli pesanti, presenti purtroppo in tutto il nostro ecosistema. Come sempre, sembra che la salute del consumatore sia messa in secondo piano, perchè i risultati delle ricerche su questi argomenti sono contraddittori, così come le notizie riportate dai media e persino i pareri formulati dagli organismi deputati alla tutela della salute pubblica. Ma proviamo a valutare la questione al di là degli interessi economici, finanziari e politici. Come sempre la natura ci viene in soccorso, regalandoci sostanze che, grazie alla loro azione antiossidante e chelante, sono in grado di contrastare o almeno attenuare gli effetti collaterali di questo pericoloso e ahimè sottovalutato inquinamento ambientale.

Quali sono i bioattivi più efficaci? A mio parere, il rizoma della curcuma, l’acido alfa-lipoico, la vitamina C, il glutatione, la vitamina E, la quercetina, l’allium cepa (la comune cipolla), la vite rossa e il licopene. Quest’ultimo è un pigmento di cui il pomodoro è ricco e al quale deve il suo colore rosso. Come tutti in carotenoidi, il licopene non è sintetizzato dall’organismo e va assunto con la dieta. Oltre alla sua potente azione antiossidante, è ritenuto benefico contro l’invecchiamento cellulare, le malattie cardiovascolari e i tumori. Hanno una ottima azione antiossidante e di contrasto all’azione ossidativa delle radiazioni elettromagnetiche gli alimenti ricchi in polifenoli.

Tra di essi vi segnalo il resveratrolo e pterostilbene16, che si trovano naturalmente nell’uva, nelle bacche di Acai, nei mirtilli e frutti di bosco. Anche i frutti rossi del melograno contengono potenti antiossidanti di natura polifenolica tra cui l’acido ellagico. Quest’ultimo possiede una forte azione antimutagena, che si oppone cioè alla mutazione genetica che precede lo sviluppo di tumori e che può essere una conseguenza da danno da radiazione.

Efficace anche la Rutina, un bioflavonoide presente in alcune piante: negli agrumi, nel grano saraceno, nel vino rosso, nella menta piperita, nell’eucalipto, nel rabarbaro e in altre fonti vegetali. Anch’essa può contribuire a proteggere il corpo dagli effetti delle radiazioni. Irrobustisce le pareti dei capillari e riduce le emorragie causate da raggi-X.

Hanno una azione di protezione anche gli alimenti ricchi di acidi nucleici: spirulina, clorella, lievito alimentare e polline d’api. Efficaci anche le spezie per i loro effetti antinfiammatori, vi ricordo: lo zafferano, varie specie di timo, il rosmarino, la salvia, prezzemolo, rafano, foglie di alloro e aneto. Di sapore leggermente acidulo una spezia poco conosciuta in Italia: il Sumac, ricco di antiossidanti, di vitamine del gruppo B, di acidi organici e sali minerali. E’ una spezia rossastra proveniente da bacche triturate, dal sapore fresco, tradizionalmente usata in Medio-Oriente nella cucina e, a scopo terapeutico, per combattere batteri patogeni, infiammazioni e problemi gastrointestinali. Si può miscelare con la Curcuma per rendere il piatto ancora più esotico. Sono numerose le piante medicinali che hanno una azione disintossicante e protettiva e preventiva nei confronti delle radiazioni e dei metalli pesanti.

Si chiamano “piante chelanti” perchè attirano le molecole tossiche e le eliminano dall’organismo attraverso gli organi emuntori. L’azione disintossicante che svolgono è soggettiva e dipende dal dosaggio e dallo stato di salute della persona. Vi faccio un breve elenco: il Coriandolo naturale chela i metalli pesanti come il plutonio e il cesio e aiuta ad eliminarli dal corpo. L’Eleuterococco-Ginseng siberiano aiuta a proteggere contro gli effetti collaterali di esposizione alle radiazioni.

Il Basilico santo (le parti aeree), protegge contro gli effetti negativi delle radiazioni di basso livello, inoltre stimola la sintesi di glutatione e della superossido dismutasi (SOD), importanti sistemi antiossidanti epatici. Il glutatione protegge contro gli inquinanti ambientali e viene impiegato nei casi di avvelenamento da metalli pesanti (mercurio, cadmio, piombo). Ne stimolano la sintetizzazione il fungo Cordyceps, la centella asiatica e il cardo mariano.

La radice di bardana rimuove in parte gli isotopi radioattivi dal corpo. Pensate che durante la rivoluzione industriale, la bardana veniva raccomandata come rimedio per aiutare le persone a fronteggiare l’aumento dell’inquinamento. Il Tarassaco migliora il processo di smaltimento delle tossine, mentre l’Astragalo e l’Echinacea possono aiutare il sistema immunitario a fare fronte alle radioterapie. Poi ci sono le piante “adattogene” che hanno effetti radioprotettivi e, modulando la comunicazione tra il sistema neuroendocrino e quello immunitario, sostengono l’organismo aiutandolo ad adattarsi alle situazioni stressogene. Le più conosciute: Ashwaganda, Astragalo, Rhodiola, Schisandra, Maitake, l’erba Punarnava della tradizione Ayurvedica. Anche le vitamine hanno una azione radioprotettiva. La Vitamina D è considerata tra i più importanti agenti protettivi contro i danni delle basse radiazioni.

La produzione endogena è stimolata dall’esposizione solare (da effettuare sempre nelle ore protette), ma è ostacolata da un eccesso di grasso corporeo e dall’uso di schermi solare bloccanti. Le vitamine del gruppo B, specialmente l’acido pantotenico, aiutano a ridurre gli effetti delle radiazioni.

L’Inositolo, chiamato anche vitamina B7, è contenuto soprattutto nel lievito di birra, negli agrumi, nei cereali integrali, nel tuorlo d’uovo, nelle noci, nelle arance e nelle banane. In particolare, l’inositolo exafosfato (o IP6) aiuta a proteggere il materiale genetico del corpo dagli effetti nocivi dei raggi ultravioletti B (UVB) e da altre radiazioni ionizzanti. La Vitamina E può fornire una protezione interna ed esterna contro il Cesio-137 che è un componente comune di ricaduta della pioggia radioattiva. La vitamina E aiuta anche a prevenire la distruzione di vitamina A e di acidi grassi da dosi massicce di raggi-X.

Importanti anche i minerali come il Selenio che protegge il DNA dalle sostanze citotossiche. Esso è contenuto nell’ortica, radice di bardana cotta, tè verde e nero, aglio e alcuni tipi di funghi. Il Selenio si trova anche nelle noci del Brasile o dell’Amazzonia.

Lo Zinco contribuisce allo sviluppo e all’integrità del sistema immunitario, esercitando una rilevante influenza anche sui mediatori immunitari (enzimi, citochine), sulla regolazione dell’attivazione delle cellule linfoidi, sulla loro proliferazione e sull’apoptosi. Aiuta anche nella rimozione di alcuni metalli tossici dal corpo: alluminio, cadmio, rame e piombo. Si trova in vari alimenti sia di origine animale che vegetale. Il Calcio aiuta a proteggere il corpo dall’assorbimento di materiale radioattivo.

E’ consigliabile assumerlo non come integratore, ma direttamente dagli alimenti che lo contengono come broccoli e cavoli. L’Olio di nigella sativa o cumino nero, la Menta campestre e Menta piperita, il Succo di olivello spinoso, i semi di Cardo mariano proteggono il fegato in caso di esposizione a sostanze chimiche radioattive. L-cisteina aiuta il fegato a eliminare le sostanze chimiche. Si trova in vari alimenti, soprattutto in quelli proteici come carne e uova, ma è presente anche negli spinaci, broccoli e cavoletti di Bruxelles, pomodori, carote, patate, rape, riso integrale; nei peperoni rossi, aglio, avena e germe di grano.

Sono considerati antiinfiammatori e protettivi contro le radiazioni anche gli acidi grassi Omega 3, contenuti nel salmone, nel maccarello e nelle sardine; nell’olio purificato di pesce, nei semi di lino, di chia e di canapa e noci. Insomma, l’elenco potrebbe essere lunghissimo, ma il concetto che voglio fare passare è che il cibo, quando fresco e naturale, può veramente diventare un ottimo strumento di protezione, ma da solo non basta, ci vuole anche un po' di buon senso per evitare che l’uso eccessivo e inopportuno di tutta la tecnologia si trasformi in un’arma a doppio taglio.

Redazione

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