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Politica | 18 settembre 2021, 13:10

Crolla la popolarità e cala il potere nei 5 Stelle della ministra Fabiana Dadone

Il sondaggio realizzato da Euromedia Research dice che la responsabile del ministero delle Politiche Giovanili è all’ultimo posto nella fiducia degli italiani. Contemporaneamente, ha perso quei ruoli (referente piattaforma Rousseau e “proboviro”) che le avevano consentito di scalare il Movimento

Crolla la popolarità e cala il potere nei 5 Stelle della ministra Fabiana Dadone

 

I ministri del governo Draghi di cui oggi gli italiani si fidano di più, oltre al premier, sono Giancarlo Giorgetti, Dario Franceschini e Marta Cartabia.

Per notorietà, invece, al primo posto c’è il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Un sondaggio realizzato per Italpress dall’istituto Euromedia Research ha analizzato la fiducia degli italiani negli esponenti dell’attuale esecutivo guidato da Mario Draghi.

Secondo il “borsino dei ministri” – realizzato il 14 settembre su un campione di 800 persone dall’istituto di ricerca guidato da Alessandra Ghisleri – Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo Economico, raggiunge quota 41,3% di fiducia sul totale della popolazione, con un incremento del 4,2 rispetto alla rilevazione di luglio.

Sul podio anche Dario Franceschini, ministro della Cultura, che si attesta al 40,8% ma registra un calo dell’1,2 rispetto al mese di luglio.

Terza Marta Cartabia, ministro della Giustizia, che raggiunge il 36,8% (-0,2). Seguono Renato Brunetta, ministro per la Pubblica Amministrazione, al 36,5 (+2,2); Mara Carfagna, ministro per il Sud e la Coesione territoriale, al 35% (+0,5) e Roberto Speranza, ministro della Salute, al 34,4 (+4,9).
La maggiore flessione è stata registrata dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, che rispetto alla scorsa rilevazione subisce un calo di 5,3 punti, raggiungendo il 29,4%. Resta comunque in undicesima posizione.

In fondo alla classifica, invece, troviamo la ministra per le Politiche giovanili, Fabiana Dadone al 18,1% (-1,3), preceduta da Federico D’Incà, che si occupa dei Rapporti con il Parlamento e si attesta al 19,5% (+1,3), e da Maria Cristina Messa, titolare dell’Università e della Ricerca, che raggiunge il 22,6 (+1,5).
Sempre per quanto riguarda la fiducia, registrano un calo i ministri Vittorio Colao (33%; -1,5), Stefano Patuanelli (28,4%; -1,5), Enrico Giovannini (26,7%; -1,0) e Mariastella Gelmini (26,6%; -0,6).
La maggiore crescita è per il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che, nel mese del ritorno tra i banchi di scuola, raggiunge il 28,1% con un incremento del 5,9% rispetto a luglio.
Sul piano della notorietà, invece, al primo posto c’è il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che raggiunge quota 95,7% (fiducia al 26,4). Tra gli esponenti di governo più famosi, nella rilevazione del 14 settembre, ci sono Roberto Speranza alla Salute (95,3), Renato Brunetta alla Pubblica amministrazione (94,7), Mariastella Gelmini agli Affari regionali (94) e Dario Franceschini alla Cultura (92,2). Il fondo alla classifica della notorietà, poi, c’è Federico D’Incà, ministro per i Rapporti con il Parlamento, con il 61,1%.

Tra i ministri meno conosciuti: Maria Cristina Messa (62,5), Fabiana Dadone (63,5) ed Erika Stefani (63,8).

La ministra cuneese 5 Stelle alle Politiche giovanili con delega alla droga deve fare contemporaneamente i conti anche con perdita di potere all’interno del Movimento con l’avvio del nuovo corso targato Giuseppe Conte.

Prima referente della piattaforma Rousseau, poi “proboviro”, col passare dei mesi la Dadone è andata perdendo quelle cariche che avevano senz’altro contribuito a farle scalare il Movimento 5 Stelle.

Unica ministra piemontese, eletta in provincia di Cuneo, Fabiana Dadone dovrà prima o poi fare i conti anche col fatto che il suo partito nella Granda non ha mai attecchito; anzi, è andato incontro negli anni ad una rilevante perdita di consensi.

Dal picco delle elezioni politiche del 2013, quando aveva ottenuto in provincia il 26,3%, i consensi sono andati calando arrivando al 9,6% delle europee 2019.

Attualmente il Movimento che fu di Grillo e Casaleggio e ora è di Conte, annovera nel Cuneese, oltre alla parlamentare di Carrù, ministro alle Politiche giovanili e in precedenza al dicastero della Pubblica amministrazione, un consigliere regionale di Alba, Ivano Martinetti, due consiglieri comunali di minoranza a Cuneo, Manuele Isoardi e Silvia Cina, e Savigliano, Antonello Portera e Claudia Giorgis.

Le prospettive elettorali, almeno nella Granda, non sono rosee, anche se il dato elettorale nella carriera della “ministra rock”, passata alle cronache per la foto che la ritrae coi piedi sulla scrivania ministeriale, è stato del tutto irrilevante.

In mezzo a tante incognite, può comunque ancora sempre contare sul fatto che il suo mentore, Roberto Fico, presidente della Camera, è stato designato ier l’altro nei triumviri che affiancheranno Conte nel nuovo corso del Movimento.

Insomma, finchè che c’è Fico c’è speranza… per un terzo mandato.

Elettori permettendo.


GpT

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