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Attualità | 17 settembre 2021, 17:46

Dalla Regione altri 3 milioni di euro ai Consorzi per la gestione dei rifiuti urbani

Tra i progetti approvati anche quelli di CSEA e di COABSER. Salgono a 5 milioni i fondi per finanziare i progetti per raggiungere gli obiettivi della raccolta differenziata, per la riduzione della produzione di rifiuti indifferenziati e per potenziare il loro recupero

Dalla Regione altri 3 milioni di euro ai Consorzi per la gestione dei rifiuti urbani


Altri 3 milioni e 280mila euro che vanno ad aggiungersi al milione e 720mila euro, già stanziati con una precedente delibera dell’ottobre scorso, e che portano il totale a 5 milioni di euro i fondi, previsti dalla misura Riparti Piemonte, dalla Regione ai Consorzi per l’attuazione di progetti finalizzati al raggiungimento degli obiettivi della raccolta differenziata, alla riduzione della produzione di rifiuti indifferenziati e per potenziare il loro recupero nell’ottica dello sviluppo e del potenziamento dell’economia circolare.

Quindici i progetti complessivamente presentati e ammessi al contributo; di questi, 9 sono stati finanziati (5 interamente e 4 in parte), nella prima fase di attuazione. Con questa nuova delibera la Giunta assegna le risorse che mancavano al raggiungimento della copertura dei contributi dei 4 progetti finanziati solo in parte e, parallelamente, permette di far scorrere la graduatoria e di assegnare il contributo ai consorzi per altri 6 progetti ammessi al finanziamento.

In Granda, tra i progetti selezionati quelli dello CSEA di Saluzzo (finanziato per la prima fase con un contributo di 91.494,00 e in una seconda fase di 26.075,00) e del COABSER braidese e albese (finanziato per la prima fase con un contributo di 166.701,07 e nella seconda fase di 206.646,01)

Per l’assessore regionale all’Ambiente si tratta di risorse importanti che dimostrano l’impegno della Regione per migliorare il circuito dei rifiuti a vantaggio dello sviluppo dell’economia circolare.

I progetti spaziano dalla riorganizzazione dei servizi di raccolta, con il passaggio dalla raccolta stradale a quella porta a porta nelle zone in cui non è ancora in essere; lo sviluppo e l’incentivazione della tariffa puntuale, ossia la tariffa da applicare ai cittadini calcolata sulla base della reale produzione dei rifiuti; la realizzazione o l’adeguamento dei centri di raccolta rifiuti e delle aree per lo stoccaggio e la valorizzazione di quelli destinati al recupero. Il tutto con la finalità di raggiungere, a livello territoriale, almeno gli obiettivi di raccolta differenziata e di riduzione della produzione di rifiuto indifferenziato stabiliti dal Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani che prevede, a partire dal 2020 almeno il 65% di raccolta differenziata e non più di 159 kg procapite all'anno di rifiuto indifferenziato.

redazione

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