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Politica | 15 settembre 2021, 10:25

Ad Alba non si arresta la grande crisi della Lega

Le dimissioni dell’assessore Marco Marcarino costituiscono un nuovo stress-test per la maggioranza del sindaco Carlo Bo

L'assessore diminissionario Marco Marcarino col leader della Lega Matteo Salvini. Tra loro l'attuale capogruppo del Carroccio in Consiglio comunale Elena Alessandria, possibile nuovo ingresso nella Giunta albese

L'assessore diminissionario Marco Marcarino col leader della Lega Matteo Salvini. Tra loro l'attuale capogruppo del Carroccio in Consiglio comunale Elena Alessandria, possibile nuovo ingresso nella Giunta albese

Che sta succedendo ad Alba nel partito di Matteo Salvini?

È perlomeno singolare la situazione in cui viene a trovarsi la Lega nella capitale delle Langhe. Prima forza politica col 13,8% tra le sei liste di centrodestra che appoggiavano il candidato sindaco forzista Carlo Bo, continua a subire defezioni, che sembrano non arrestarsi.

Già all’indomani del voto, infatti, dopo aver ottenuto cinque seggi in Consiglio comunale, i dirigenti locali della Lega avevano “spintaneamente” indotto a dimettersi il consigliere Gabriele Mutti.

Poi, qualche mese fa, lo scisma di Maria L’Episcopo e Ylenia Cane, che oggi fanno parte del gruppo “Noi per Alba”.

Ora le dimissioni dell’assessore alla Sicurezza, Ambiente e Commercio Marco Marcarino, l’uomo che rappresentava il referente del partito in città.

Non si può non constatare come si sia in presenza di uno sciame sismico che denota un malessere del quale non sono ben note le cause.

Un malpancismo che non può essere derubricato a mere questioni personali.

Certo è che il sindaco Carlo Bo, nonostante la sua netta vittoria due anni fa al primo turno col 51%, si trovi in presenza di una maggioranza traballante.
Il frantumarsi infatti della maggior forza politica che sostiene la sua coalizione rappresenta un nuovo, pericoloso stress test per la giunta.

Sembrava che la pausa feriale avesse concorso a sminare almeno in parte le tensioni della scorsa primavera, ma evidentemente così non è.

Bo deve dunque rimettersi di buona lena a tentare di ricucire i rapporti e avviare una seria riflessione sul prosieguo del suo mandato.

Il rischio per lui è infatti di vedersi sfilacciare ulteriormente una compagine già non propriamente armonica, per usare un eufemismo.

Ma il problema non è soltanto di Bo, essendo Alba – come noto - feudo elettorale del presidente della Regione Alberto Cirio.

È assai probabile che Cirio intenda chiedere conto agli organi provinciali e regionali della Lega di quanto sta succedendo nella “sua” città per esigere da loro un chiarimento al più presto.

GpT

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