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Cronaca | 15 settembre 2021, 12:24

Blengino, segretario dei Radicali di Cuneo, indagato per istigazione al consumo di stupefacenti e a delinquere

La denuncia a Filippo Blengino è stata formalizzata a seguito di un video postato su Facebook dove veniva documentata l'autocoltivazione di una pianta di cannabis: "Il mio è stato un gesto di disobbedienza civile"

Filippo Blengino

Filippo Blengino

È un vero boom di firme quello per il Referendum Cannabis legale lanciato nei giori scorsi dal movimento politico dei Radicali. L’obiettivo, quello di depenalizzare il reato di coltivazione. “E’ evidente che sul tema proposto la popolazione sia più avanti rispetto allo Stato”. Così ha commentato Filippo Blengino, segretario cuneese dei Radicali.

Il giovane è stato denunciato dalla Polizia di Cuneo il primo settembre scorso a seguito di un gesto, definito dallo stesso 'di disobbedienza civile': “Ho documentato la crescita della coltivazione di una pianta di cannabis nella mia abitazione tramite post e video su Facebook. Il primo settembre gli operanti della Digos sono venuti a casa mia. Hanno sequestrato la pianta e sono stato denunciato per istigazione al consumo di sostanza stupefacente e istigazione a delinquere. Spero di aver modo di chiarire la mia posizione per ciò che attiene una tematica che intasa le aule di giustizia dei tribunali”. Come atto di solidarietà a Blengino si è autodenunciato anche il Presidente dei Radicali Igor Boni, postando un nuovo video con una piantina di cannabis.

Un argomento, quello della legalizzazione della cannabis, che da anni rappresenta uno dei cavalli di battaglia del movimento politico dei Radicali. Un tema molto ripreso dalla cronaca delle testate nazionali degli ultimi giorni, in quanto, mercoledì 8 settembre 2021, la commissione Giustizia della Camera ha adottato il testo base che riguarda la non punibilità della coltivazione di piccola quantità (4 piante) di cannabis.

“Depenalizzare l'autocoltivazione, in linea con quanto già stabilito dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione nel dicembre 2019, è un primo passo per liberare le forze dell'ordine e la magistratura da inutili procedimenti”: questo il commento arrivato dai Radicali.

Proprio recentemente (aprile 2021) il Tribunale di Arezzo si era pronunciato con una sentenza di assoluzione a formula piena, che ha forse segnato l’inizio di un nuovo capitolo, nei confronti di Walter De Benedetto. Walter ha 49 anni, dal 2011 è costretto sulla sedia a rotelle e allevia i dolori causatigli dall’artrite reumatoide con la cannabis terapeutica. Una patologia, la sua, di cui soffre fin dall’adolescenza. Per far fronte a questa sua necessità, ha deciso di coltivare autonomamente la cannabis necessaria per la sua terapia. Questa scelta era costato a Walter un rinvio a giudizio con l’accusa di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. 

A difendere Filippo Blengino, a fianco del legale Giulia Crivellini, l’avvocato Alberto Ventrini: “La pianta è stata sottoposta a sequestro amministrativo (non penale) a seguito della convalida rilasciata dalla Procura per la perquisizione. Non sono stati contestati reati per la coltivazione a fronte della sentenza della Corte Suprema che stabilisce la depenalizzazione per l’uso personale. Contestando infatti l’articolo 75 del testo unico in materia di stupefacenti, si incorre in sanzioni amministrative non penali, come il ritiro della patente. Sotto il profilo penale hanno aperto, almeno formalmente, un procedimento per l’istigazione all’utilizzo di sostanza stupefacente (art. 82 T.U.) e il 414 del codice penale che riguarda l’istigazione a delinquere. Non abbiamo ulteriori elementi. Attendiamo sviluppi”.

Ora, si tratterà di capire se il segretario cuneese sarà rinviato o meno a giudizio.

CharB.

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