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Cronaca | 15 settembre 2021, 19:05

Alba, patteggia un anno di pena la donna alla guida del Suv che investì l'auto di Romana Sacco

In tribunale ad Asti la chiusura del processo alla pensionata giudicata responsabile del sinistro mortale che coinvolse anche il figlio della 64enne albese

La scena dell'incidente di corso Coppino

La scena dell'incidente di corso Coppino

Un anno di reclusione con la sospensione condizionale della pena. Questa la pena cui il giudice presso il Tribunale di Asti Federico Belli ha condannato M. A., classe 1936, residente a Guarene, a giudizio per omicidio stradale e lesioni gravi in seguito all’incidente verificatosi lungo la circonvallazione albese il 3 gennaio 2020.

Un sinistro che, come i lettori ricorderanno, causò la morte della 64enne albese Romana Sacco e il ferimento del figlio 30enne della vittima, Alberto Bianco, travolti dal Range Rover della pensionata mentre a bordo della loro Toyota Yaris erano parcheggiati all’incrocio tra corso Michele Coppino e via Alfieri.

L’udienza tenuta stamane, mercoledì 15 settembre, presso il palazzo di giustizia astigiano ha visto l’avvocato Giovanni Passero e il collega albese Roberto Ponzio ritirare le costituzioni di parte civile avanzate per conto dei loro assistiti, rispettivamente Alberto Bianco e i familiari di Romana Sacco – il fratello Umberto e le sorelle Raimonda, Renata e Maria Clotilde – in ragione del risarcimento del danno intanto avuto dalle parti.

I difensori della donna, gli avvocati Tommaso Servetto e Roberta Maccia di Torino, hanno quindi proposto istanza di patteggiamento trovando l’accordo del giudice sulla richiesta di una pena di anni uno col beneficio della sospensione condizionale.

"La definizione cui si è arrivati oggi – commenta l’avvocato Servetto – mette fine al processo, ma certamente non cancella la disgrazia capitata a una signora anziana che ne porterà le conseguenze per sempre, come dimostra il fatto che ancora oggi era disperata per quanto successo. Per la mia assistita la cosa più importante era che ci battessimo con le compagnie assicurative per assicurare un risarcimento integrale alle diverse vittime di questo fatto, cosa infine avvenuta, anche se è chiaro a tutti che il denaro con ripaga gli affetti".

Ezio Massucco

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