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Cronaca | 15 settembre 2021, 14:35

Accusato di aver adescato una bimba di sei anni ai giardinetti, anziano a processo

L’episodio sarebbe accaduto a Borgo San Dalmazzo in Largo Argentera. La Procura sostiene l’accusa del reato di ‘adescamento di minore’, noto anche come ‘child-grooming’, introdotto nel 2012 dalla Convenzione di Lanzarote e considerato un ‘delitto preparatorio’

Accusato di aver adescato una bimba di sei anni ai giardinetti, anziano a processo

“Era il 28 agosto 2018. Quel giorno ero libero dal servizio e mi trovavo ai giardinetti di Largo Argentera a Borgo San Dalmazzo. Ho notato un signore, l’imputato, seduto da solo su una panchina. Ad un certo punto una bambina (6 anni) si è avvicinata con la bicicletta, attirata dall’uomo che la chiamava con la mano. Inizialmente ho pensato fossero nonno e nipote. Poi, quando ho sentito l’imputato dirle ‘sei un po’ birichina’ e l’ho visto toccarle con un dito il fianco e la gamba destra. Ho chiamato una pattuglia di colleghi.” Si è aperta con queste parole l’istruttoria del procedimento in corso al tribunale di Cuneo che vede imputato un anziano sotto accusa per ‘adescamento di minorenne’.

Il reato, noto anche come ‘child grooming’, introdotto dalla legge 170 del 2012, in attuazione dell’art. 23 della Convenzione di Lanzarote, è collocato nell’ambito dei reati sessuali. La fattispecie lo definisce un ‘delitto preparatorio’ con cui si è inteso anticipare la punibilità di altri delitti più gravi. Gli atti costitutivi posti in essere con l’adescamento devono dunque essere funzionali a questi ultimi, come da codice «qualsiasi atto volto carpire la fiducia del minore attraverso minacce, lusinghe...»

Ad insospettire il militare, dunque, sarebbe stato l’atteggiamento verosimilmente tenuto dall’imputato, confermato nel corso del dibattimento dai componenti della pattuglia intervenuta successivamente per un’attività di monitoraggio. Secondo la ricostruzione l’anziano avrebbe detto in un secondo momento alla bimba: “se torni dopo io prendo un caffè e ti offro un gelato”.

“Quando siamo giunti sul posto la minore e l’uomo stavano parlando. Decidemmo di intervenire - ha riferito al giudice il Luogotenente M. D. - Ho isolato la bambina dopo averle chiesto di cosa avesse parlato con il signore e l’ho invitata in caserma sentendola a sommarie informazioni. Abbiamo convocato anche l’imputato, chiedendogli contezza dei suoi comportamenti. Quel giorno abbiamo rinvenuto nel marsupio dell’uomo un coltellino a serramanico con la punta tagliata”.

L’udienza è stata rinviata per prosieguo.

CharB.

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